Offerte di scommesse in Italia 2026: prima si controlla la concessione

Updated Ottobre 2026
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Verifica dei dati: 30 Ottobre 2026, concessioni e condizioni d’offerta confrontate con l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e con i documenti contrattuali degli operatori.

Un biglietto regalo con un nastro dorato accanto a una schedina su un bancone di legno
Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia.

Un bonus di benvenuto non è mai regalato al punto da non costare niente, e chi apre un conto di gioco in Italia lo scopre alla prima giocata: la somma promessa c’è, ma per arrivare al prelievo servono depositi, multiple costruite a regola d’arte, quote minime che pochi mercati raggiungono e una finestra temporale che si chiude mentre il lettore legge ancora i termini. Scriviamo questa pagina guardando la scena dal lato di chi mette i soldi, non di chi incassa le puntate.

L’altra cosa che succede, e succede prima di ogni altra, è la verifica: un operatore che serve giocatori italiani senza concessione non compare in un elenco pubblico, non è collegato al registro degli autoesclusi e non è soggetto alla vigilanza dell’agenzia. Tutto quello che segue parte da lì. Scegliere un’offerta in Italia vuol dire prima scegliere un percorso legale, poi guardare quanto quella promozione lascia in tasca.

La scena delle offerte in Italia e che cosa cambia ogni anno

Ogni anno il calendario delle promozioni riparte e ogni anno il meccanismo sotto resta identico. Cambiano gli importi, cambiano i nomi delle formule, cambia la grafica delle landing page; non cambia il fatto che un bonus è un’anticipazione di puntate che il bookmaker si fa pagare sotto forma di margine. Questa non è una previsione: è la struttura del prodotto, e la si riconosce dal modo in cui le condizioni sono scritte, cioè per obblighi del giocatore e non per vantaggi del giocatore.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.

Chi cerca un’offerta oggi cerca tre cose insieme e le confonde volentieri: la portata del bonus, la facilità del suo sblocco e la credibilità della casa che lo propone. La seconda è la più sorvolata e la più cara. Requisiti di puntata, quota minima per selezione, numero di eventi obbligatorio in multipla, mercati esclusi, giorni di validità: sono cinque variabili che valgono più dell’importo in vetrina, perché decidono se un bonus da 500 € si trasforma in 500 € giocabili o in un mucchio di scommesse imposte a un prezzo già salato.

Un’ultima premessa, però, riguarda il perimetro di questa pagina e merita di stare in chiaro prima di ogni altra cosa. La concessione italiana si assegna per un singolo sito, non per un marchio: ADM tiene un elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, ogni riga porta un codice e un solo indirizzo .it, e una stessa società può comparire più volte con siti diversi, come fa Eurobet Italia con Eurobet, Bwin e Giocodigitale. Da qui segue la conseguenza pratica che vale per tutto quello che viene dopo: essere presenti in un confronto non conferisce nulla, e lo stesso vale per un nome noto. Chi vuole davvero sapere se quel bookmaker può accettare la sua scommessa guarda la riga dell’elenco, non la pubblicità.

Concessione ADM (ex AAMS): che cosa autorizza davvero un bookmaker italiano

Sul mercato si continua a dire «AAMS», e non è un errore grave, è un’abitudine: l’agenzia che scrive le regole e tiene gli elenchi è oggi l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ADM (ex AAMS), e il nome vecchio resta nei discorsi di bancone.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione.

Che cosa distingue una concessione da una licenza

Una concessione non è una licenza che si compra e si rinnova a piacere, e la differenza non è terminologica. Il quadro è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, sul riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le concessioni si assegnano con gara pubblica, e l’art. 6, comma 3 fissa la durata: al massimo nove anni, senza rinnovo. Chi vince la gara si impegna su un piano di investimenti, su una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo e sui limiti di deposito che ADM stabilisce nel bando (art. 6, comma 5), mentre le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3). Letti di fila, questi articoli raccontano una cosa semplice: il bookmaker italiano non è un ospite di passaggio, è un contraente che ha pagato per stare qui e che resta qui per un periodo definito.

Che cosa si può offrire sotto concessione

L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza: alla lett. a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; alla lett. b) i concorsi pronostici sportivi e ippici; alla lett. c) l’ippica nazionale; alla lett. d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lett. e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il punta e banca; alla lett. f) il bingo. Una stessa concessione può coprirne diversi in combinazione, e questo è il punto che quasi nessuno mette in chiaro: l’elenco di ADM non ha una colonna per i giochi. Un nome presente su quell’elenco dimostra che quel sito ha una concessione, non che offra scommesse sportive. Che l’offerta sportiva esista lo dicono il sito e l’app dell’operatore, con il palinsesto e il conto di gioco.

Il palinsesto, per come lo definisce l’art. 2, lett. s) del decreto, è il programma di eventi e tipi di scommessa preparato dal concessionario e approvato da ADM: si scommette solo su eventi che stanno lì dentro, e ADM li autorizza uno per uno — a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di scommessa stiano nel palinsesto di un singolo operatore, però, è cosa che si legge sul suo sito. Le scommesse su eventi simulati hanno una definizione propria, l’art. 2, lett. v), e vivono dentro la concessione per le scommesse sportive: nei portali si trovano sotto la voce «Virtuali». L’ippica è due cose distinte nella legge — le scommesse sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, alla lett. a), e i giochi di ippica nazionale alla lett. c), con vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté che richiedono una concessione a parte — e se un marchio prenda online i totalizzatori di ippica nazionale è questione aperta. Il live lo offre ogni operatore di dimensione, ma le regole ADM su mercati live, ritardi ed eventi non sono note, e nessun elenco di mercati live esiste in questa pagina. Il punta e banca è un gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e e art. 2, lett. u): il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima; la documentazione di Betfair è descritta come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario; quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere. Resta un vuoto che conviene dire: un tetto legale in euro sulle puntate sportive non esiste, e gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore sceglie da sé e il limite di deposito fissato in registrazione.

I numeri dell’ultima gara

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. Il numero racconta due cose utili al lettore: il mercato è chiuso e ristretto, e chi sta fuori dall’elenco non ha semplicemente una licenza diversa, non ha proprio titolo per accettare scommesse da un giocatore in Italia. Alla data del 25 ottobre 2026 non risultano tra le 52 righe Unibet, Betway, 1xBet e 22bet.

Come si controlla un operatore in tre minuti

La verifica è un’operazione noiosa e vale più di qualunque recensione. Il primo passo è leggere i termini dell’operatore, dove la concessione viene dichiarata con il numero e con la ragione sociale del concessionario: aiuta perché il concessionario raramente porta il nome del marchio, e senza quella riga non si capisce chi risponde davvero del conto. Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e Starcasino ad Azzurri Limited: sono tre esempi, non tre eccezioni.

Il secondo passo è aprire l’elenco ADM e cercare il sito per indirizzo, non per marchio. La concessione è per sito, quindi la domanda corretta non è «questo bookmaker è autorizzato», ma «questo indirizzo .it è nella riga». Il terzo passo è confrontare la ragione sociale dei termini con quella del concessionario nell’elenco, perché è lì che si scopre se si sta giocando con chi si crede.

Un elenco di 52 righe non è l’intero mercato: altri concessionari esistono e un marchio che non compare tra gli operatori che descriviamo non è per questo privo di concessione. Vale anche il contrario, e con più forza: una presenza in una classifica editoriale non è una concessione, e nessuna delle pagine che leggete in giro, compresa questa, sostituisce la riga dell’elenco.

Che cosa copre la tutela del giocatore in Italia

L’art. 15, comma 1 del decreto mette in fila gli strumenti che un concessionario deve offrire: limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore (lett. a); limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM (lett. b); messaggi automatici su durata e spesa (lett. c); strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto (lett. e); un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno (lett. f).

Detta così sembra una lista di funzioni. È invece la risposta alla domanda che nessun bonus mette in vetrina: che cosa succede al conto quando il gioco smette di essere divertimento. E qui conta un dettaglio che distingue un operatore italiano da un sito estero, e che chi punta su un .com senza concessione non riceve: gli strumenti ci sono perché la legge li impone, non perché il bookmaker sia più gentile degli altri.

Età, identità e conto di gioco

L’età minima è 18 anni: l’art. 3, comma 1, lett. a) mette la tutela dei minori fra i principi, le condizioni di concessione impongono di escluderli dal gioco e la legge italiana fissa lì la soglia. Prima di giocare serve un conto di gioco pienamente identificato. Le strade sono due, e la seconda è più rapida: la registrazione con modulo e copia di un documento, oppure l’identificazione con SPID grazie a un fornitore accreditato, e per chi preferisce il CIE. BetFlag rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, per come lo scrivono le pagine degli operatori. Chi apre un conto per prendere un bonus e poi sparisce per un mese rischia di trovarlo inutilizzabile proprio quando vuole incassare, ed è una scena che si ripete ogni settimana.

Limiti di deposito e autoesclusione

Il limite di deposito si sceglie in registrazione, su base settimanale o mensile, e gli operatori lo chiedono già in fase di apertura: un abbassamento ha effetto immediato, per un aumento servono sette giorni. La scheda di Admiralbet è la più esplicita fra quelle che abbiamo letto, perché chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Quel ritardo di sette giorni sull’aumento non è un dispetto: è il tempo che serve perché una decisione presa a caldo non arrivi al conto prima che la testa si raffreddi.

L’autoesclusione è un’altra cosa e va raccontata con precisione, perché qui c’è una data che cambia il quadro. Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, esiste dal 2018 e blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e le sale sul territorio: è l’unico strumento che funziona su tutto il mercato legale in una volta sola. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il margine di manovra si è allargato, e con esso la possibilità di dosare la pausa invece di scegliere fra tre mesi e per sempre.

Il punto che nessuna pagina promozionale scrive è la rottura del perimetro: siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso che apre un conto presso un operatore estero non è protetto da nulla. La pausa che si è dato non lo segue.

Informazione, assistenza e Telefono Verde

L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra che non cambia la vita di nessuno, ma dice come lo Stato intende il settore: la prevenzione la pagano gli operatori.

Sul lato pratico, gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero di telefono non è una condizione di bonus: è il canale che serve quando il conto è diventato un problema, e ha senso conoscerlo prima, non dopo. Il canale di contatto previsto dalla lettera f) dell’art. 15 va nella stessa direzione, con l’obbligo di restare aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.

Requisiti delle offerte: che cosa chiede davvero un bonus di benvenuto

Qui arriva il conto della serva, quello che il reparto marketing preferirebbe non vedere stampato. Un bonus di benvenuto è denaro che il bookmaker anticipa e che recupera facendo giocare il cliente su prezzi in cui è già incorporato il margine. Nessuna delle condizioni che seguono è illegale, nessuna è nascosta nei sotterranei dei termini: sono scritte in chiaro e semplicemente lette da pochi.

Requisiti di puntata, quota minima, scadenza: il vocabolario essenziale

Il requisito di puntata, che gli operatori chiamano anche rigioco, è la somma che il giocatore deve far girare prima che il bonus diventi prelevabile. Si esprime come multiplo: 3 volte il deposito, 1 volta il bonus, una cifra per una freebet. Quello che cambia tutto è la base di calcolo. Un rigioco di 3 volte sul deposito da 50 € muove 150 € di puntate; lo stesso moltiplicatore applicato al bonus più il deposito ne muove quasi il doppio. Nei termini degli operatori italiani la formula compare quasi sempre accanto alla parola deposito, ed è una fortuna, perché il deposito è la base più bassa fra quelle possibili.

La quota minima è la seconda metà della trappola, e funziona per selezione oppure sul totale della multipla. Una quota minima di 2,00 per evento esclude di fatto tutti i favoriti; un requisito di quota totale 10.00 obbliga ad almeno cinque-sei selezioni con prezzi decenti. In entrambi i casi il giocatore è spinto verso i mercati a margine più alto, che sono esattamente quelli dove il bookmaker trattiene di più. La scadenza, infine, è la variabile che uccide più bonus di qualunque altro requisito: sette giorni non sono tanti quando il rigioco si fa su multiple costruite con criterio.

Un’ultima nota sul tipo di premio, perché il lessico promozionale confonde tre cose diverse. Una freebet è una puntata gratuita il cui importo di solito non torna indietro insieme alla vincita; un bonus reale accreditato sul saldo si comporta diversamente e in caso di vincita può essere pagato come saldo prelevabile; un bonus convertito in freebet è di nuovo la prima cosa. William Hill lo scrive senza giri di parole: le freebet sono erogate come bonus con vincite ridotte, quindi in caso di vincita si incassa solo la vincita netta. Chi legge «bonus da 100 €» pensando a cento euro sul conto sta leggendo un’altra offerta.

Il costo di un bonus in pratica: il calcolo

Prendiamo l’offerta di benvenuto di NetWin, che nella versione Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, e mettiamo insieme i suoi numeri con il margine di mercato. Il deposito massimo che produce il bonus è 50 €, quindi la base del rigioco è il deposito. Il giro richiesto è di 3 volte il deposito entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2,00 per evento e quota totale di almeno 10,00; a quel punto il bonus è sbloccato, ma non è ancora prelevabile, perché serve un ulteriore rigioco di 1 volta in una multipla di almeno 4 eventi con quota minima 1,50 per evento e quota totale di almeno 5,00, solo sul mercato Esito Finale (1X2) ed entro 3 giorni. Il volume obbligato sta quindi fra 150 €, se il giocatore si ferma al primo giro e rinuncia al saldo, e circa 300 € fra i due giri, ipotizzando un deposito pieno di 50 €. Su un mercato con margine del 5 %, che è il valore che questa pagina usa come riferimento per i mercati principali a quota fissa, il costo medio atteso di quel volume si colloca fra circa 7,50 € e circa 15 €, sempre sotto il bonus da 50 € — ma solo se il giocatore costruisce le multiple nei termini e non lascia scadere i 7 e i 3 giorni. Con margini più alti, e le multiple a molti eventi stanno più in alto del 5 %, il conto sale in proporzione; la banda è un intervallo, non un numero, perché dipende dai mercati che il giocatore sceglie.

Un secondo esempio, che vale per la sua forma più che per la cifra. L’offerta Sport-50 ha un gemello chiamato SPORT100, con bonus pari al 50 % del primo deposito fino a 100 €, giro di 4 volte in 15 giorni su almeno 3 selezioni con quota minima 1,80 e rigioco 1 volta in 3 giorni. Depositando 100 €, il volume obbligato arriva a circa 500 € fra primo giro e rigioco, e quindi a un costo medio atteso di circa 25 € con margine del 5 %. La finestra più larga — quindici giorni contro sette — è la differenza che conta per chi gioca solo nel fine settimana: un rigioco costruito in fretta è un rigioco costruito male. Le due versioni non si sovrappongono, la scelta è dell’operatore, e questo è il punto: il giocatore non negozia le regole, decide soltanto se giocarci dentro.

Freebet e giri di sblocco: dove sparisce la puntata

Nelle freebet la puntata non torna insieme alla vincita, e la ragione è meccanica: quella puntata non è mai stata denaro del giocatore. Su una freebet da 10 € giocata a quota 2,00 il ritorno è 20 €, che comprende i 10 € di puntata — e quei 10 € il bookmaker se li riprende, lasciando 10 € di vincita. Su una scommessa normale con 10 € di saldo reale, il prelievo possibile sarebbe di 20 €. La differenza è tutta lì, e non compare in nessuna comunicazione promozionale.

I bonus convertiti funzionano allo stesso modo. Il Bonus Registrazione di Betsson è un Fun Bonus Sport da 50 € in totale, con 10 € alla convalida del conto e 10 € ogni lunedì per quattro settimane, da rigiocare una volta entro 3 giorni su multiple di almeno 8 eventi pre-match a quota minima 1,50, e si converte in Real Bonus per un massimo di 10 €. Il percorso è lungo e il tetto finale è basso: chi legge «50 €» e chi arriva in fondo con 10 € prelevabili stanno parlando di due offerte diverse, e nessuna delle due è un imbroglio, è solo una catena di conversioni.

Anche le freebet hanno condizioni di visibilità. L’Extra Bet Club di William Hill assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 € complessivi, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. È una promozione a cui si partecipa senza accorgersene, e che resta invisibile a chi non gioca già multiple di quella taglia: il requisito è così integrato nell’offerta da sembrare un premio, e in realtà è un incentivo a puntare più grosso.

Bonus senza deposito e bonus sul primo deposito: due percorsi diversi

Il bonus senza deposito è la porta d’ingresso più economica che esiste: si apre il conto, si versa poco o niente e si prova la piattaforma con denaro del bookmaker. Il bonus scommesse senza deposito di BetFlag vale 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto, e quei 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che a sua volta avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione. Quota 5.00 in una singola non è un requisito, è una selezione: pochissime partite arrivano a quel prezzo su un solo esito, quindi in pratica il giocatore punta su una quota alta e sulla sua buona stella.

I 200 Fun Flag hanno una vita propria e vale la pena seguirla, perché è l’esempio più chiaro di come una promozione si diluisce nel tempo. Arrivano in quattro tranche da 50, una ogni due giorni; ogni tranche richiede 400 Fun Flag di puntate, cioè otto volte il valore della tranche, con quota minima 5.00 su Sport4Fun, e si converte in un Bonus Sport il cui valore va da 1 € a 25 €. Il tetto basso della conversione è la parte che sfugge a chi pensa di fare il pieno: giocando male, la tranche da 50 Fun Flag produce un euro.

Il bonus sul primo deposito pesa più dell’altro sulla disponibilità del giocatore e per questo paga di più. Il Welcome Bonus Sport di BetFlag è pari al 100 % del primo deposito, accreditato sul saldo, fino a 5.000 €. È il massimo che compare in questo confronto, ed è anche il caso in cui la parola «fino a» va letta due volte: 5.000 € li produce solo un primo deposito da 5.000 €, e il fatto che il credito arrivi sul saldo non dice nulla su quante giocate servano prima di portarlo a casa.

Le esclusioni che azzerano il bonus

C’è una categoria di condizioni che non riduce il bonus, lo cancella, e sta sempre nelle ultime righe dei termini. I sistemi, l’antepost, il live e le scommesse con cash out attivo non rientrano nel conteggio del rigioco di NetWin; sistemi e live non valgono nemmeno per il bonus deposito di Betsson, e sulle sue scommesse qualificanti il cashout non è disponibile. In pratica il giocatore che usa cash out per gestire una multipla che sta andando male scopre che quella giocata non ha sbloccato niente.

Altre esclusioni riguardano gli strumenti di pagamento. I primi depositi effettuati con Revolut, bonifico, Skrill, Paysafecard, Entropay, voucher o Neteller non danno diritto all’offerta di benvenuto di William Hill, che accetta carta o PayPal con un deposito minimo di 20 € entro 7 giorni. Chi ricarica con portafogli elettronici non prende il bonus, e nella maggior parte dei casi lo scopre dopo. Le condizioni di validità sono un capitolo a parte: il bonus cash di William Hill scade dopo 7 giorni, e uno degli strumenti in circolazione è la moneta virtuale con l’importo che copre una sola parte della puntata: sulle scommesse NetWin il bonus copre fino a 100 € per singola giocata e l’eccedenza è coperta dal saldo reale. Chi costruisce una multipla da 150 € pensando di usare solo il bonus si ritrova a metà strada con i propri soldi.

Foto della concessione

Una concessione ADM non è un timbro decorativo su una pagina di termini: è il documento che lega un indirizzo .it a una società di capitali, a un codice e a un periodo di nove anni non rinnovabili. Ha senso guardarla con la stessa attenzione con cui si guarda una quota, perché è la prima cosa che decide se un’offerta esiste per il giocatore italiano. La tabella che segue mette a confronto i dieci operatori di questa pagina su due cose sole: il numero di concessione e chi lo detiene, e quello che i loro termini dicono sul soggetto di questo capitolo.

Marchio Concessione e concessionario Che cosa dicono i termini sulla tutela
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. —
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. —
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco, auto esclusione
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. —
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale —
Goldbet ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. —
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. —
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. —
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited —
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc —

Due cose emergono dalla tabella, e la seconda è più interessante della prima. La prima è che il concessionario quasi mai coincide con il marchio: Goldbet e Lottomatica fanno capo alla stessa società, Goldbet Better Organization Italy, pur essendo due siti con due concessioni distinte, ed è la dimostrazione più pulita del fatto che la concessione si assegna per sito e non per azienda. La seconda è che la colonna dei doveri di tutela resta quasi vuota, e non perché quei marchi non offrano strumenti di gioco responsabile: li offrono tutti, perché l’art. 15, comma 1 li rende obbligatori per chiunque abbia una concessione. Se le pagine pubbliche di un operatore non li elencano, il lettore li trova nel conto, sotto le impostazioni di sicurezza, e questa è la verifica che conta. Le righe con il trattino non dicono «questo operatore non ha tutele»: dicono che su quel punto la pagina pubblica non si pronuncia, ed è una differenza che un bookmaker non ha interesse a spiegare.

Il codice di concessione, invece, è un dato duro e vale la pena usarlo come si usa un numero di targa: si confronta con la riga corrispondente dell’elenco ADM e con la ragione sociale scritta nei termini. Un codice di cinque cifre che non trova riscontro, un indirizzo .com che si spaccia per italiano, una ragione sociale diversa da quella attesa: sono i tre segnali che chiudono la verifica. Da notare che la banda 16000–16051 non è un intervallo vuoto ma un insieme finito di 52 posizioni, e chi propone un numero fuori da quell’elenco sta proponendo qualcosa che non è una concessione italiana.

Requisiti di una classifica di offerte: i criteri di valutazione

Ogni classifica nasce da una scelta su che cosa misurare, e la scelta è più importante dell’ordine finale. Qui la misura è questa: quanto un’offerta è utilizzabile da un giocatore italiano qualunque, con un budget normale, un conto verificato e nessuna intenzione di giocare tutti i giorni.

I criteri applicati alle dieci piattaforme

Il primo criterio è la titolarità della concessione e la coerenza fra il numero dichiarato e la ragione sociale. Non basta che il sito sia in italiano: serve che l’indirizzo .it risulti nell’elenco e che i termini dicano la stessa cosa. Il secondo è la forma del bonus, cioè se si tratti di saldo reale accreditato, di bonus con vincite ridotte, di freebet o di una catena di conversioni: la forma decide molto più dell’importo.

Il terzo criterio è la trasparenza delle condizioni: si preferisce un’offerta modesta con requisiti scritti in chiaro a un’offerta grande con requisiti che si scoprono dopo la registrazione. Il quarto è la finestra temporale concessa per il rigioco, che è il vero indicatore della serietà di un’offerta. Il quinto è la coerenza fra il bonus e la piattaforma su cui va giocato, perché un requisito di quota totale 10.00 su un bookmaker con un palinsesto magro diventa una gabbia. Il sesto e ultimo è la completezza dell’assistenza: modalità di contatto, orari, strumenti di tutela raggiungibili dal conto. Questi sei criteri sono quelli che rendono una classifica utile a chi sceglie.

Le migliori offerte di scommesse in Italia: dieci piattaforme a confronto

Dieci concessioni, dieci storie diverse. Alcune sono case generaliste con il calcio al centro, altre sono casinò che hanno aggiunto un bookmaker, una è un marchio internazionale che in Italia parla la lingua dell’agenzia e non quella della pubblicità. Il filo che le tiene insieme è il codice ADM; il resto è carattere.

Planetwin365: la concessione più bassa dell’elenco

Planetwin365 porta la concessione ADM n. 16007, la prima della banda 16000–16051, intestata a Pwo S.p.a., e sta sul proprio sito .it. La sua app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. È una copertura dichiarata dall’operatore nella pagina dell’app, quindi da trattare come tale, ma la geografia che descrive è quella di chi vuole tenere insieme i tornei che il pubblico italiano segue e i mercati internazionali che riempiono le notti.

Il vantaggio di un palinsesto così è la scelta del requisito di quota: un’offerta che impone una quota minima per evento lascia margine di manovra solo se ci sono abbastanza partite con quel prezzo. Su campionati minori e competizioni europee di secondo livello la quota minima diventa raggiungibile; su un listino fatto solo di grandi incontri non lo è. Chi gioca sistemi e multiple di molti eventi trova qui il materiale per costruirle, e chi si limita alla singola sulla partita della domenica non usa nulla di tutto questo. Un bookmaker con una base così larga è anche quello su cui le promozioni settimanali hanno più occasioni per essere spese: la concessione più vecchia della banda è anche la meno appariscente.

Sisal: il bonus che arriva sul conto di gioco

Sisal opera con la concessione ADM n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a., sul dominio .it del marchio. Per ricevere il bonus di benvenuto Sisal bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto.

La sequenza è quella di quasi ogni operatore italiano, e la condizione che conta è la titolarità di un conto di gioco già aperto: chi arriva pensando a un regalo immediato trova invece una catena di passaggi in cui la ricarica è il momento determinante. Spiegato bene o male, il meccanismo resta lo stesso, e la differenza la fa la libertà di spesa: un bonus spendibile su tutti gli eventi in palinsesto non obbliga a mercati esotici per essere usato, e questo riduce il rischio di finire su quote assurde solo per rispettare un requisito. Per un giocatore che punta su Serie A e grandi tornei, la combinazione fra un’accettazione ampia e un palinsesto popolare è il modo più semplice di non trasformare il bonus in un peso.

bet365: il partner globale con l’assistenza italiana

bet365 ha la concessione ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, e il proprio sito .it. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Sul lato della tutela, gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

Un marchio di questa taglia gioca un campionato a parte: il palinsesto ampio è un fatto, ma la differenza che un lettore italiano percepisce sta nella chiarezza delle condizioni, non nel logo sulla maglia dei tornei. Chi cerca un bookmaker su cui restare per anni apprezza la combinazione di un’offerta sportiva larga, comprese ippica e sport minori che altrove non compaiono, e di un’assistenza che non si ferma alla chat in inglese. Chi cerca soltanto il bonus più ricco non trova qui la cifra in vetrina: la concessione italiana non fa eccezione alle regole italiane per il solo fatto che il marchio è famoso, ed è il motivo per cui gli strumenti di pausa e di autoesclusione arrivano anche a chi pensava di avere a che fare con qualcosa di diverso.

Lottomatica: la promozione settimanale come abitudine

Lottomatica ha la concessione ADM n. 16010, a nome Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul dominio .it. Prevede bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco, con una procedura di registrazione descritta come più facile e veloce, e promozioni settimanali.

La struttura della proposta è quella di un operatore che punta sulla continuità: un bonus d’ingresso accompagnato da appuntamenti ricorrenti. Per il giocatore che scommette ogni settimana sullo stesso campionato questo è il modello più efficiente, perché il valore non sta nella singola promozione ma nella frequenza con cui se ne può approfittare. Per chi apre il conto per una partita e poi non torna, la promozione settimanale è soltanto una promessa che non verrà spesa. La facilità della registrazione va letta nella stessa chiave: accorcia l’attesa fra curiosità e primo deposito, e non dice nulla sulle condizioni che regolano il bonus, che restano scritte nei termini e vanno lette lì.

Eurobet: il benvenuto che vale anche sui virtuali

Eurobet opera con la concessione ADM n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul sito .it del marchio. Offre ai nuovi iscritti promozioni di benvenuto chiamate Welcome Bonus per scommesse sportive e virtuali; l’assistenza clienti è raggiungibile dall’app via chat o telefono, con consultazione delle domande frequenti.

La parola «virtuali» nella stessa frase di «sportive» è il dettaglio da notare, perché gli eventi simulati sono un mondo a parte e non tutte le promozioni li coprono. Per chi gioca prevalentemente su quel tipo di mercato, con orari che nessun campionato reale rispetta, la differenza fra un bonus spendibile anche sui virtuali e uno che li esclude è la differenza fra un’offerta utilizzabile e una inutilizzabile. Il fatto che l’assistenza sia raggiungibile da telefono, e non solo per iscritto, conta poi nel momento in cui il rigioco si blocca per un dettaglio tecnico: la chat risolve le domande semplici, la voce risolve quelle che non lo sono.

Goldbet: la concessione gemella e la registrazione con SPID

Goldbet sta sulla concessione ADM n. 16009, a nome Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sull’omonimo dominio .it. La sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. La registrazione, per come la descrivono le pagine degli operatori italiani in generale, può passare anche da SPID o da CIE.

Il legame societario con Lottomatica è la cosa più utile da sapere su questa scheda, e non per un motivo da cronaca: due concessioni distinte sotto la stessa ragione sociale significano due siti con due codici, cioè due prodotti diversi che condividono un proprietario. Chi apre un conto su entrambi non apre due conti presso aziende diverse, e i limiti, gli strumenti e i bonus dei due marchi si valutano separatamente. La gamma di tipi di schedina — dalla singola al sistema — dice poi a chi si rivolge l’offerta: chi sale sulla multipla deve ricordare che i requisiti di quota si applicano alla schedina intera, non alle singole selezioni, e che è lì che le offerte più generose diventano più difficili da sbloccare.

BetFlag: il bonus sul deposito più la porta senza deposito

BetFlag porta la concessione ADM n. 16008, intestata a Betflag S.p.a., sul proprio dominio .it. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato sul saldo, fino a 5.000 €. Accanto a questo c’è un bonus scommesse senza deposito da 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto, con i 10 € da giocare in un’unica scommessa a quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione.

Due percorsi, due lettori. Chi vuole provare la piattaforma senza rischiare nulla usa la porta senza deposito e accetta il prezzo: una singola a quota 5.00 è una lotteria più che una scommessa ragionata, e i 200 Fun Flag che seguono hanno un valore finale che può scendere fino a 1 € per tranche. Chi invece vuole un credito vero sul saldo deposita e gioca sui mercati che preferisce, sapendo che il tetto di 5.000 € è un massimo teorico e non una promessa. La parte da non perdere di vista è la scadenza: i 10 € senza deposito vanno attivati dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail ed entro 30 giorni dalla registrazione, poi consumati in 3 giorni. Un conto aperto e dimenticato non produce nulla.

NetWin: il rigioco che si trasforma in un secondo rigioco

NetWin ha la concessione ADM n. 16035, a nome Netwin Italia S.p.a., sul sito .it del marchio. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e l’inserimento di un codice promozionale al primo versamento; per sbloccarla serve un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2,00 per evento e quota totale di almeno 10,00, con l’esclusione di sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo. Dopo il giro arriva il secondo passaggio: un ulteriore rigioco di 1 volta in una multipla di almeno 4 eventi con quota minima 1,50 per evento e quota totale di almeno 5,00, solo sul mercato Esito Finale (1X2), entro 3 giorni.

È l’offerta con più condizioni fra quelle raccolte qui, e la sua struttura a due tempi è anche la più onesta da leggere: il primo giro si fa su multiple libere, il secondo su un mercato obbligato che è il più liquido del calcio. Su questo operatore esiste anche la versione SPORT100, con bonus pari al 50 % del primo deposito fino a 100 €, giro di 4 volte in 15 giorni su almeno 3 selezioni con quota minima 1,80 e rigioco 1 volta in 3 giorni, con un tetto al bonus utilizzabile per singola scommessa di 100 € e l’eccedenza a carico del saldo reale. I due pacchetti hanno pubblici diversi: chi deposita poco trova nel primo il rapporto più favorevole fra volume obbligato e bonus, chi deposita di più apprezza i quindici giorni del secondo, che sono la finestra più comoda di questo confronto. Sappiate però che il cash out non è disponibile sulle scommesse piazzate in tutto o in parte con fondi bonus: la rete di sicurezza che il giocatore dà per scontata sparisce proprio sulle giocate che il bonus impone.

StarCasinò: due bonus separati, quello sport e quello casinò

StarCasinò opera con la concessione ADM n. 16026, intestata ad Azzurri Limited, sul dominio .it del marchio, e indica per i nuovi clienti un bonus di benvenuto Sport separato dal bonus di benvenuto Casinò.

La separazione è una buona notizia per chi scommette e una buona notizia anche per chi sa di non saper resistere alla slot: due percorsi indipendenti significano che il bonus sportivo non si consuma in casinò e che i requisiti dell’uno non intaccano l’altro. Un marchio nato sul casinò che tiene separati i due mondi fa una scelta che conviene a chi arriva per il calcio, perché il portafoglio destinato alle scommesse resta quello. Chi pretende di capire da una pagina promozionale quale dei due bonus convenga di più, però, non ci arriverà: la separazione dice che sono due giochi diversi, e le condizioni di ciascuno si leggono nel proprio regolamento. Qui l’attenzione va alla vigilanza societaria: Azzurri Limited è una ragione sociale che ricorre anche su altri domini .it, e questo conferma quello che dice l’elenco ADM, cioè che la concessione è legata al sito e non al gruppo.

William Hill: il marchio dal bonus cash piccolo e dai paletti precisi

William Hill ha la concessione ADM n. 16044, a nome William Hill Malta Plc, sul proprio dominio .it. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Nel benvenuto sport il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Il bonus scade dopo 7 giorni e diventa prelevabile dopo una giocata su multipla di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00, e i primi depositi con Revolut, bonifico, Skrill, Paysafecard, Entropay, voucher o Neteller non danno diritto all’offerta. L’importo massimo di bonus utilizzabile per ogni scommessa sportiva è di 100 €, il bonus vale solo per le scommesse a quota fissa ed è valido 7 giorni dal rilascio.

Cinque selezioni con quota minima 5.00 l’una sono, per dirla in modo gentile, un requisito che chiede molto: significa una multipla in cui ogni singolo evento deve avere un prezzo da sfavorito, quindi una combinazione che il bookmaker paga tanto proprio perché è improbabile. Su questo marchio, però, esiste una strada diversa e più sobria, e sta nella registrazione: chi apre il conto con SPID prende 10 € subito, senza deposito e senza il grappolo di selezioni, con la sola cautela che le freebet sono erogate come bonus con vincite ridotte e quindi in caso di vincita si incassa solo la vincita netta. Il marchio camuffa poco e promette poco, e per una certa parte di lettori — quelli che non hanno voglia di costruire multiple da cinque eventi a quota 5.00 — la parte migliore dell’offerta sta nell’identificazione digitale.

Metodi di pagamento e prelievi sui siti con concessione

Il denaro entra ed esce seguendo regole che non dipendono dal singolo bookmaker. Fra gli strumenti che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori con concessione ci sono le carte, le PostePay e altre carte prepagate, i portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, il bonifico, i voucher e le ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney); l’elenco preciso di ciascun operatore sta nei suoi termini. Nel mezzo c’è uno strumento che conviene conoscere e che molti giocatori scoprono solo dopo: i punti vendita ricariche disciplinati dall’art. 13, D.Lgs. 41/2024, di cui ADM tiene un registro. Tabaccai e ricevitorie iscritti al registro ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale; non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.

La restrizione non è un capriccio. Il contante che entra ha un tetto settimanale, la ricarica avviene su richiesta del titolare con identificazione, e l’uscita del denaro passa solo dal prelievo sul conto: significa che il giro conto-tabaccheria-prelievo non esiste. Sui pagamenti c’è anche un versante non concluso: la posizione delle criptovalute presso i concessionari ADM è aperta, e non si conosce alcuna norma che elenchi strumenti approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione, ma l’entrata in vigore non è confermata.

Il legame fra pagamenti e bonus è più stretto di quanto sembri: alcuni metodi non fanno maturare l’offerta, come nel caso di William Hill, e questo orienta la scelta del conto di ricarica prima ancora che quella del bookmaker. Chi deposita con bonifico può trovarsi fuori da una promozione pur avendo fatto tutto il resto bene.

Decreto Dignità e pubblicità: perché il bonus si trova ma non si pubblicizza

Dal 2018 esiste un divieto che spiega molte cose di questa pagina. L’art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, noto come Decreto Dignità, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il decreto promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serva al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m e art. 15, comma 3).

Il quadro pratico, negli ultimi due anni, è meno granitico di quanto sembri. Dalla stampa di settore risulta che AGCOM nel 2025 non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto, che il TAR Lazio con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025 ha rimesso alla Corte Costituzionale il minimo fisso di 50.000 €, e che sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, è stato proposto e non è legge: l’esito non è dato sapere e alla data di verifica il divieto è in vigore. ADM aggiunge che pubblicizzare operatori privi di concessione espone i mezzi di informazione a misure di AGCOM.

Il punto che riguarda direttamente le promozioni è preciso: il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Un bonus di benvenuto resta perfettamente legale, e proprio per questo non lo si incontra in televisione, non lo si vede sulle maglie e non compare in uno spot radiofonico. «Bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, non una figura del diritto, e nessun tetto statale al bonus e nessun tetto statale al rigioco esiste: importi, requisiti di puntata e quote minime vengono unicamente dalle condizioni contrattuali del singolo operatore. La conseguenza per chi legge è diretta: il bonus lo si trova dentro il sito dell’operatore, non in giro, e non esiste un metro di paragone esterno se non quello che ci si costruisce leggendo i regolamenti.

Tasse sulle vincite e chi paga l’imposta

Sulle scommesse a quota fissa il prelievo cade sul concessionario, non sul giocatore, e la distinzione ha conseguenze pratiche. L’imposta unica è disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: l’aliquota è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra puntate e vincite; le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, mentre prima erano al 43 % e al 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Che cosa significa per il giocatore è semplice: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario, che paga «alla fonte» e versa al giocatore la somma netta. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore e non confermata da una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene trattarla per quello che è e, in caso di dubbio personale, consultare un commercialista.

Il discorso cambia completamente fuori dal perimetro delle concessioni. La risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730, mentre l’aliquota IRPEF applicata non è nota. Tradotto: le vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e quanto scritto qui non è consulenza fiscale. Chi sceglie un operatore senza concessione non sta solo rinunciando a un elenco pubblico e al registro degli autoesclusi: sta anche cambiando il proprio rapporto con il fisco, in una direzione in cui il conteggio lo fa lui.

Siti senza concessione e siti inibiti: che cosa si rischia

Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e la macchina che lo contrasta è più articolata di una lista nera. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti dell’agenzia e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione, e ADM redirige i domini inibiti su una pagina di avviso. Il blocco funziona a livello DNS e alcuni fornitori arrivano in ritardo; un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia per volta, e le copie dei siti inibiti ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati».

Sul lato del giocatore la norma è dura, e la citiamo come la scrive ADM. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, secondo l’agenzia del 28 febbraio 2024, «prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Per gli operatori l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti, e questa è una lacuna che nessuna pagina può colmare al posto di un avvocato.

Il confronto onesto sta nel mettere in fila che cosa si prende e che cosa si perde. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’agenzia, gli strumenti obbligatori di limitazione e un foro legale italiano; un marchio .com senza concessione non porta nessuna delle quattro cose, è esposto al blocco DNS e, per come lo dichiara ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. Siti esteri che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non valgono nulla. La zona offshore è, per definizione, una zona dove il giocatore è solo: nessuna concessione da verificare, nessun registro che lo accolga se decide di fermarsi, nessuna agenzia a cui rivolgersi se il prelievo non arriva.

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Cosa cambia nella scelta fra un’offerta e l’altra

Chiudiamo dove siamo partiti, cioè dal lettore e dal suo conto. Il percorso che questa pagina suggerisce è noioso e funziona: verificare la concessione e la ragione sociale prima di qualunque altra cosa; guardare la forma del bonus invece dell’importo; leggere la quota minima e la scadenza prima di leggere quanto si vince; capire quali metodi di deposito escludono l’offerta, perché è l’errore che si paga più spesso; e tenere presenti gli strumenti di tutela, non per usarli ma per sapere che esistono.

Le dieci piattaforme di questo confronto non sono la stessa cosa travestita da nomi diversi. C’è chi punta su un palinsesto enorme e una concessione storica, chi sul credito immediato sul saldo, chi sul marchio globale con l’assistenza in italiano, chi sulla promozione che torna ogni settimana, chi sui virtuali oltre che sul calcio, chi su due bonus separati per gioco, chi su un bonus senza deposito per provare, chi su un percorso a due giri con un traguardo finale più modesto del promesso, e infine chi su un bonus cash piccolo ma preciso e sulla registrazione con SPID. Nessuna di queste strade è sbagliata in sé: sono risposte a domande diverse.

Il consiglio, se proprio se ne vuole uno, è di prendere un’offerta mediocre che si capisce fino in fondo invece di una offerta ricca che si capisce a metà. Un bonus da 50 € che si sblocca senza sorprese vale più di un bonus da 500 € che obbliga a costruire multiple che non si sarebbero mai giocate. E ogni volta che un’offerta sembra troppo generosa per essere vera, la prima cosa da leggere è la quota minima: è lì che il bookmaker si riprende quello che ha anticipato.

Domande frequenti sulle offerte di scommesse in Italia

Come funzionano i bonus di benvenuto dei bookmaker con concessione ADM e dove si leggono le condizioni?

Funzionano come un’anticipazione dell’operatore, legata a una registrazione, a volte a una prima ricarica: il credito arriva subito o in tranche e diventa prelevabile solo dopo il rigioco richiesto. Le condizioni stanno nei termini e condizioni dell’operatore, non nelle pagine promozionali, e si leggono prima di depositare.

Che cosa significano requisito di puntata e quota minima in un bonus di benvenuto?

Il requisito di puntata è la somma che va fatta girare, espressa come multiplo del deposito o del bonus, prima che il credito sia prelevabile. La quota minima è il prezzo minimo richiesto per ogni selezione o per la multipla intera: sotto quella soglia la giocata non conta nel conteggio.

Perché con una freebet la puntata non viene restituita insieme alla vincita?

Perché la puntata non è mai stata denaro del giocatore: il bookmaker l’ha messa lui, e a vincita avvenuta la trattiene. Su una freebet da 10 € giocata a quota 2,00 si incassano 10 €, non 20 €. Le freebet sono spesso erogate come bonus con vincite ridotte.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si cerca l’indirizzo .it dell’operatore nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, poi si confronta la ragione sociale indicata nei termini con il concessionario di quella riga. La verifica va fatta per sito, perché la concessione si assegna al singolo sito e non al marchio.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano: l’imposta unica cade sul concessionario, che versa la somma netta. Fuori da quel perimetro la posizione cambia e le vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi, secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, e alcuni operatori chiedono già in apertura conto un tetto a ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un abbassamento vale da subito, per un aumento serve attendere sette giorni.

Prodotto dalla redazione di «Garecicliste».