Scommesse sportive sicuri 2026: la concessione è per sito, non per brand
Chi cerca un bookmaker sicuro cerca quasi sempre la cosa sbagliata. Cerca un nome, un marchio, una lista di fiducia. La sicurezza, in Italia, non ha la forma di un nome: ha la forma di un numero di concessione, e quel numero è legato a un sito, non a una società, non a un marchio, non a un’app. L’ADM (ex AAMS) tiene un elenco pubblico dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, e quell’elenco è l’intero test. Non una classifica, non un articolo come questo, non una pagina di comparazione. Un elenco.

Dati aggiornati al 30 Ottobre 2026; le concessioni sono state confrontate con l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
C’è una seconda cosa che chi cerca la sicurezza non sa, e che cambia il modo in cui si legge tutto il resto. L’elenco dell’ADM non ha una colonna per i giochi. Una riga dice che quel concessionario è autorizzato al gioco a distanza; non dice a cosa. Un concessionario può avere in concessione scommesse sportive, poker, giochi di abilità, casinò, exchange e bingo in qualunque combinazione, e la presenza sulla lista non dimostra da sola che quel sito offra scommesse sportive. Quella parte la dimostra una cosa sola: il palinsesto dell’operatore, sul suo sito e sulla sua app. Chi vuole scommettere e non giocare alle slot verifica due cose diverse, e le verifica in due posti diversi.
Indice dei contenuti
- Dalla legge all’effetto: la normativa che decide
- Le concessioni assegnate, riga per riga
- Fondamenti: cosa cambia in pratica tra un sito con concessione e uno senza
- Quanto costa un’offerta: i 100 € di turnover e il margine
- La classifica: dieci concessionari, dieci profili
- Siti senza concessione: la sanzione esiste anche per chi gioca
- Il conto della sicurezza: quattro cose che nessuno mette nel banner
- Domande frequenti
Dalla legge all’effetto: la normativa che decide
La legge di riferimento è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Il punto che conta per chi scommette è all’articolo 6, comma 1, lett. a): sono le scommesse a quota fissa su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli. Il comma 3 dello stesso articolo mette un tetto al tempo: i vincitori della gara possono gestire una o più di quelle attività per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Nessun automatismo, nessun diritto acquisito. Nel settembre 2025 la gara ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.
Il resto è la stessa logica applicata al conto del giocatore. Il comma 5 dell’articolo 6 mette tra i requisiti l’adesione ai limiti di deposito che l’ADM fissa nella gara, e l’articolo 4, comma 3 e l’articolo 5, comma 3 fissano le condizioni della concessione e il regime fiscale per tutta la sua durata. Tradotto: la regola che ti riguarda tra sei mesi era già scritta il giorno in cui il concessionario ha firmato. Non cambia a metà partita perché il mercato si è mosso.
L’articolo 2, lett. s) definisce il palinsesto come il programma di eventi — sportivi, ippici e non sportivi — e di tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato dall’ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno in quel palinsesto. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo la stampa di settore. Il palinsesto è quindi più corto di quanto l’offerta pubblicitaria lasci credere, e la differenza tra due operatori sul numero di eventi disponibili non è una questione di ambizione commerciale.
Normativa, vigilanza e giurisdizione: cosa cambia davvero per te
Il Quadro. L’ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza, redige la lista dei siti di offerta legale di gioco a distanza riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, e le rende pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. È l’articolo 22 del decreto del 2024, ed è il motivo per cui esiste un solo posto dove guardare.
La vigilanza. Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco. Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito italiano. Questa è la forma corretta: numero, autorità, sito. Ricorda il nesso — la concessione è per sito — e la frase smette di sembrare un cavillo da legali.
La giurisdizione. Qui la faccenda smette di essere amministrativa. Il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, il Decreto Dignità, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, le trasmissioni televisive e radiofoniche, la stampa e internet. L’AGCOM la applica, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per la violazione del divieto; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale il minimo fisso di 50.000 €, e due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti. Alla data di verifica il divieto è in vigore.
Una conseguenza che vale la pena dire, perché pochi lettori la mettono insieme da soli: le comunicazioni sociali o di gioco responsabile con il logo del concessionario sono ammesse, quindi l’operatore legale ha un canale per parlarti che l’operatore senza concessione non ha. Il silenzio del marchio offshore sui social non è discrezione. È la legge.
Le concessioni assegnate, riga per riga
L’elenco dell’ADM letto il 25 ottobre 2026 contiene 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito italiano. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce il proprio sito, quello di bwin e quello di Gioco Digitale. Il numero di righe non è il numero di marchi che un lettore riconosce, ed è per questo che contare le righe non serve a niente.
La tabella che segue riguarda i dieci operatori esaminati qui sotto. La colonna sulla materia del titolo porta ciò che le carte dichiarano; quella sui requisiti porta ciò che le condizioni d’uso dell’operatore stabiliscono sul punto — limiti, autoesclusione, come ci si identifica. Le due colonne non si equivalgono e non coprono le stesse righe, ed è giusto che sia così: un operatore può dichiarare la concessione senza pubblicare ogni dettaglio dei propri strumenti.
| Operatore | Concessione ADM e concessionario | Requisito dichiarato dall’operatore |
|---|---|---|
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | — |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | — |
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | Identificazione con SPID o CIE accanto alla registrazione classica |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Bonus riservato a conto verificato, deposito minimo 20 € |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Bonus non subito prelevabili, da giocare secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | — |
| Goldbet | n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | — |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | — |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | — |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | — |
Due righe della tabella meritano una nota che la tabella non può fare. William Hill Malta Plc e Azzurri Limited sono concessionari diversi che compaiono su più marchi: Azzurri Limited tiene sia StarCasinò sia Betsson, Goldbet Better Organization Italy tiene sia Goldbet sia Lottomatica. Il nome sul contratto raramente è quello sull’insegna, e chi verifica un marchio cercandolo alla lettera nel registro spesso conclude di non averlo trovato. Il numero di concessione è il posto giusto dove guardare.
Le assenze contano quanto le presenze. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non sono tra le 52 righe lette il 25 ottobre 2026. Non è un giudizio sul loro prodotto, che qui non interessa: è quello che l’elenco dice. Un marchio grande a livello internazionale può restare fuori da un elenco nazionale senza che nessuno lo comunichi al giocatore, e la scoperta arriva in genere al primo prelievo che non parte.
Valutazione, criteri e classifica: come si costruisce un confronto
I criteri sono quattro e li applico nello stesso ordine a ogni operatore. Primo: la concessione, verificata nell’elenco. Secondo: cosa l’operatore dichiara nei propri termini — limiti, strumenti di tutela, metodi di identificazione — perché è lì che si legge cosa succede quando il conto diventa scomodo. Terzo: il palinsesto effettivo, cioè se le scommesse sportive ci sono e quanto sono larghe, letto dall’app e dal sito. Quarto: le condizioni dell’offerta di benvenuto, che è la parte che costa soldi e che nessun operatore racconta per intero in prima pagina.
La classifica che ne esce non è un ordine di bravura. È un ordine di corrispondenza tra quello che cerchi e quello che il concessionario mette per iscritto. Un operatore con un’offerta enorme e i termini opachi vale meno, per chiunque, di uno con un’offerta piccola e le regole chiare. È l’unica classifica che regge il confronto con un prelievo lento.
Fondamenti: cosa cambia in pratica tra un sito con concessione e uno senza
La differenza non è morale ed è appena fiscale. È operativa, e si vede in quattro momenti.

Il primo è la registrazione. Un conto di gioco richiede l’identificazione piena, e le strade sono due: il modulo con la copia di un documento oppure lo SPID. Admiralbet chiede fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure lo SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. BetFlag rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Sisal Matchpoint consente l’accesso al conto anche con Touch ID per piazzare le scommesse da mobile. Su un sito con concessione l’identità è la porta d’ingresso; su un sito senza, è spesso un dettaglio rimandato a quando chiedi di prelevare.
Il secondo è la verifica dei documenti e la sua scadenza. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sono insieme generosi e insidiosi: chi apre il conto la settimana prima delle ferie e carica i documenti al rientro si trova un conto congelato con un saldo dentro.
Il terzo è il limite di deposito, che si sceglie in registrazione su base settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già al momento dell’iscrizione, l’abbassamento che ha effetto immediato e sette giorni di attesa per alzare un limite. Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la stessa asimmetria: uno ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La legge asseconda la frenata, mai la corsa. L’articolo 15, comma 1, del decreto prevede l’autoimpostazione di limiti su tempo, spesa e perdita, i limiti sugli importi depositati in un periodo definito fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM, i messaggi automatici su durata e spesa, gli strumenti di autoesclusione anche per categoria di gioco e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.
Quel canale di contatto è il dettaglio che distingue una pagina di principi da un servizio: cinque giorni e otto ore sono poche, ma sono contrattuali, e un orario scritto in una norma è un orario che puoi pretendere.
Il quarto momento è il prelievo, e non ha una regola comune: tempi e metodi stanno nei termini di ciascun operatore. Chi valuta un bookmaker per quello che ci fa, non per quello che promette, guarda lì.
Fondamenti del gioco responsabile: palinsesto, schedina e chi controlla
Un palinsesto approvato dall’ADM significa una cosa concreta: non puoi scommettere su un evento che non è stato autorizzato. Non è una restrizione di prodotto, è una restrizione di elenco, e lavora a tuo favore quando un sito ti propone mercati che non esistono su nessun altro operatore italiano. Se l’evento non è nel palinsesto approvato, il concessionario non avrebbe potuto prenderlo.
Vale anche per gli eventi simulati. L’articolo 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati» — eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o con la riproduzione di un evento reale — e li colloca dentro la concessione per le scommesse sportive. Le sezioni «Virtuali» che trovi sui siti degli operatori stanno lì per questo, e il punto per chi legge le quote è che un evento simulato non ha una partita dietro. Non è una frode: è una categoria, ed è meglio saperlo prima di costruirci una multipla.
L’ippica, invece, è due cose diverse. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’articolo 6, comma 1, lett. a); i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — stanno alla lett. c) e richiedono una concessione propria. Se ti interessa l’ippica, quel distinguo decide se un operatore può offrirti davvero quello che cerchi.
E il live? Ogni grande operatore lo offre. Le regole dell’ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi coperti non sono note, e non esiste una lista dei mercati live disponibili. Chi ti garantisce «quote live migliori su ogni evento» sta descrivendo una promessa, non un palinsesto.
Prevenzione e tutela: il RUA e i limiti che decidi tu
L’RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è il meccanismo che rende l’autoesclusione italiana una cosa diversa da un pulsante «chiudi il conto». Blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e le sale sul territorio. Durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel registro non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile. È l’unico strumento del sistema che funziona su tutto il mercato contemporaneamente, ed è quello che il giocatore cerca quando capisce di aver superato il limite.

Può essere trasversale, quindi su tutti i concessionari con blocco di nuovi conti, oppure riferita a un singolo concessionario o a una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. Una forma parziale di esclusione non va letta come un’uscita a metà: chi esclude solo le scommesse a quota fissa sta dicendo che il problema è quel prodotto, non il gioco.
La durata va fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure è a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi; quella a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il termine breve esiste, e serve: chi vuole fermarsi una settimana ha una settimana, senza firmare per nove mesi.
La richiesta si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco, ed è lo stesso che bet365 indica ai residenti in Italia insieme ai propri periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione.
Il buco è evidente e va detto senza girarci intorno. Un sito senza concessione non è collegato al RUA. Un giocatore autoescluso che si registra su una piattaforma offshore non è protetto da nulla, perché quel registro contiene solo gli operatori che l’ADM autorizza. Lo strumento più forte del sistema si spegne esattamente dove il giocatore pensa che sia più necessario.
Quanto costa un’offerta: i 100 € di turnover e il margine
Prima di confrontare le offerte, un conto che nessun operatore mette in vetrina, perché riguarda i soldi che restano al banco mentre tu giochi.
L’esempio, illustrativo e non una quota di mercato: 100 € di turnover settimanale — cioè il limite di deposito che il giocatore sceglie in registrazione, speso una volta — su un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90. La quota di restituzione del mercato è 1 diviso la somma di 1 diviso 1,90 più 1 diviso 1,90, che dà circa il 95 %; il margine del bookmaker è il resto, circa il 5 %. Su 100 € giocati, il costo medio atteso oscilla tra i 5 € e i 10 € a settimana, a seconda del margine del mercato scelto, che su base annua significa una spesa compresa tra circa 260 € e oltre 500 €. Non è una perdita garantita: è una media su molte giocate, sotto l’assunzione che ogni settimana si giochi esattamente quella cifra e solo su mercati con quel margine.
Il margine reale cambia da mercato a mercato, e questa è la parte che sfugge. Il margine dell’1X2 non è quello delle Under/Over, né quello degli handicap, né quello di una combo costruita a mano; e il margine di un operatore non è quello del vicino. Per questo la band va letta con la sua condizione: tra circa 5 € e oltre il doppio di quella cifra a settimana, a seconda dei mercati che scegli e di quanto il prezzo che accetti si allontana da quello equo. Chi gioca solo testa a testa su un mercato principale resta vicino al limite basso; chi insegue i marcatori e le combo resta vicino a quello alto, e spesso lo supera.
Da qui una conseguenza che riguarda ogni offerta di benvenuto. Un bonus che ti chiede di giocare centinaia di euro su mercati a margine alto ha un costo medio che nessun banner nomina, e quel costo esiste anche quando il bonus è «reale» al 100 %. La domanda giusta non è quanto accredita l’operatore, ma su quali mercati e con quali quote ti chiede di rigiocarlo.
La classifica: dieci concessionari, dieci profili
Dieci operatori con concessione ADM, ordinati come li ho letti: dalla verifica del titolo a quello che ciascuno dichiara su limiti, identificazione e offerta sportiva. Alcune carte non dicono nulla sul gioco responsabile, e in quei casi il paragrafo si ferma su quello che la carta dichiara davvero. Non è una graduatoria di bravura; è quello che le condizioni d’uso mettono per iscritto.
Planetwin365: il palinsesto più largo del gruppo (ADM n. 16007)
Pwo S.p.a., concessione n. 16007, sito italiano proprio. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. È il palinsesto più largo tra quelli elencati qui, e non è una questione di vanità: più eventi in palinsesto significa più occasioni di trovare il prezzo che vuoi invece di accettare quello che c’è, e su un mercato a margine stretto la differenza si accumula.
La carta non dice nulla sugli strumenti di autoesclusione o sui limiti di deposito dichiarati dall’operatore, e non è una deduzione che si possa fare in sua vece. Resta il fatto che un palinsesto così ampio è quello che serve a chi cerca un mercato minore — una Serie C, un basket europeo, un volley — e non vuole scoprire a metà stagione che l’operatore copre solo le partite che interessano alla pubblicità. Il rovescio: 20 sport e oltre 800 eventi al giorno sono anche la ragione per cui il limite di deposito impostato in registrazione vale più dello sconto sulle commissioni.
Eurobet: dal calcio alla politica (ADM n. 16012)
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, concessione n. 16012. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. Gli scacchi e le elezioni nella stessa app dicono molto su come questo operatore interpreta la parola «sport»: chi cerca il calcio di Serie B lo trova, chi cerca un mercato che non esiste altrove lo trova pure, e chi cerca un ambiente che scoraggi il gioco d’impulso trova un catalogo costruito per l’opposto.
La concessione è la stessa categoria di tutti gli altri; l’ampiezza tematica è la sua cifra, e va letta come tale. Un palinsesto che include le elezioni è un prodotto pensato per far tornare il giocatore anche nei giorni senza partite, e i giorni senza partite sono quelli in cui si gioca di più d’istinto. È l’operatore giusto per chi cerca varietà e per chi sa già cosa non vuole giocare.
BetFlag: la registrazione più comoda (ADM n. 16008)
Betflag S.p.a., concessione n. 16008. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Sembra un dettaglio tecnico e non lo è. Lo SPID importa un’identità già verificata, il che accorcia la strada tra la registrazione e il primo prelievo; la CIE fa lo stesso con la carta d’identità elettronica per chi non ha SPID ma ha lettore o app.
Per chi apre il conto di domenica sera per una partita, la differenza tra SPID e caricamento manuale del documento è la differenza tra conto attivo e conto da validare entro 30 giorni. BetFlag mette entrambe le strade davanti e lascia scegliere, ed è il tipo di cortesia che si nota solo quando manca — quando ti chiedono un documento in .pdf che avevi in .jpg.
NetWin: il bonus reale col deposito minimo (ADM n. 16035)
Netwin Italia S.p.a., concessione n. 16035. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Tre condizioni in una riga, e ognuna fa un lavoro diverso: il deposito minimo esclude chi voleva provare con 5 €, il conto verificato sposta la verifica prima del bonus invece che al prelievo, e il tetto a 50 € dice a chi deposita 200 € che il bonus non scala con lui.
Il bonus reale è una cosa semplice e spesso travestita da cosa complicata: sono soldi sul conto, soggetti al requisito di giocata previsto dalle normative ADM per tutti i bonus. Il deposito minimo di 20 € è il vero prezzo d’ingresso dell’offerta: sotto quella cifra non c’è bonus, e sopra le 50 € il bonus resta 50 €. Su una scala di 20 € il conto torna; su una scala di 200 € il rapporto tra deposito e bonus si ribalta, e a quel punto conviene guardare altro.
William Hill: il bonus non è prelevabile subito (ADM n. 16044)
William Hill Malta Plc, concessione n. 16044. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Il divario tra le due strade è il doppio, e la ragione è chiara: lo SPID porta con sé un’identità già certificata, il documento caricato a mano va controllato.
Sul funzionamento dei bonus questa carta è la più esplicita del gruppo. Per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Un tetto di 100 € di bonus per singola giocata è una regola che colpisce solo i conti grandi, e colpisce nel modo giusto: chi gioca 10 € a schedina non la incontra mai, chi vuole piazzare i 10 € di bonus su una singola a quota alta la incontra subito. «Non subito prelevabile» è la formula da leggere due volte, perché significa che il saldo bonus e il saldo conto non sono la stessa cosa.
StarCasinò: cinema e slot con un bookmaker accanto (ADM n. 16026)
Azzurri Limited, concessione n. 16026. L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. L’ordine in cui ho scritto le due cose è l’ordine in cui le scrive la carta: prima il casinò, poi lo sport.
Per chi cerca un bookmaker e basta, questo è il profilo meno indicato del gruppo: la parte sportiva esiste ed è dichiarata, ma non è il centro del prodotto, e chi ha un problema con il gioco d’azzardo troverà qui una porta che dà anche su altro. Per chi vuole un’unica app per scommesse e slot, il discorso cambia, e cambia anche il modo in cui va usato il limite di deposito: un limite unico su tutti i prodotti copre anche la parte che non avevi in mente.
Goldbet: cinque tipi di giocata (ADM n. 16009)
Goldbet Better Organization Italy S.p.a., concessione n. 16009. L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. La tipologia di giocata è la parte interessante: la singola è una scommessa, la multipla e il sistema sono una struttura, e il sistema è quella che quasi nessuno capisce fino alla prima volta in cui lo gioca.
Qui vale una nota da bookmaker e non da contabile. Multipla e sistema esistono per alzare la quota, non per alzare la probabilità: ogni gamba che aggiungi a una multipla moltiplica le quote tra loro e moltiplica anche il margine che l’operatore si è già preso su ogni gamba. Il prezzo della quota alta lo paghi tutto, e la sensazione di aver «quasi vinto» su una multipla persa per una gamba è il modo in cui il prodotto è progettato per farti tornare. La concessione è verificata; il formato resta quello che è.
Betsson: i mercati principali, elencati (ADM n. 16027)
Azzurri Limited, concessione n. 16027. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La carta nomina i mercati, il che è più utile di «migliaia di mercati» e più onesto.
Le combo sono l’esito di una scelta, non un pacchetto standardizzato: qui il sistema le propone già montate, e chi le prende non compone il margine, lo accetta. Sui marcatori lo spread è più largo che sull’1X2, perché il mercato è più stretto; combinare un marcatore dentro una combo aggiunge al prezzo e aggiunge al costo che non vedi. La carta non ha una riga sugli strumenti di tutela, e vale la regola generale: chiedi i termini prima, non dopo.
SNAI: il Cash Out e i mercati di dettaglio (ADM n. 16032)
Snaitech Spa, concessione n. 16032. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. È l’unica carta del gruppo che nomina una funzione di chiusura anticipata.
Il Cash Out merita una riga in più, perché è il momento in cui il margine diventa visibile. La cifra che ti viene offerta per chiudere la schedina non è il valore equo di quel che hai in mano: l’operatore include nel prezzo il proprio margine e il rischio che si sta assumendo, quindi la proposta è strutturalmente più bassa di quanto la posizione valga in teoria. Non è un inganno, è un servizio con un prezzo, e va confrontato col costo di aspettare. Chi usa il Cash Out per limitare le perdite paga quel servizio proprio nelle situazioni in cui avrebbe più bisogno di non pagarlo.
Lottomatica: quote in tempo reale e streaming (ADM n. 16010)
Goldbet Better Organization Italy S.p.a., concessione n. 16010. L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. È uno dei due marchi del gruppo GBO Italy, insieme a Goldbet, e condivide il concessionario senza condividere il produit: la copertura calcistica è la stessa, l’esperienza no.
Lo streaming cambia il modo in cui si scommette live, e non in una direzione sola. Vederla mentre la giochi riduce la tentazione di inseguire il punteggio con una giocata di reazione, o la aumenta, a seconda di chi sei. Il tetto resta la liquidità del mercato live, che non è la stessa cosa di una partita in onda in televisione. E chi apre Lottomatica dopo Goldbet si ritrova lo stesso concessionario in fondo ai termini: non è un errore, sono due siti con una concessione in comune.
Siti senza concessione: la sanzione esiste anche per chi gioca
Offrire gioco a distanza con vincite in denaro in Italia si può solo con una concessione dell’ADM, e per verificare se un operatore è autorizzato si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’Agenzia. La parte che sorprende è l’altra: l’articolo 22 del decreto del 2024 mette a carico dei fornitori di connettività e dei prestatori di pagamento che violano un ordine dell’ADM una sanzione da 30.000 € a 180.000 € per violazione, e le Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come l’ADM stessa la cita il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero — e sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari. L’ammenda è un importo che non conosco; la norma esiste, ed è scritta dall’autorità che la applica.
La parte pratica è il blocco. Il meccanismo lavora a livello DNS, e parte dei provider è in ritardo: un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini inibiti secondo la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. «Oscurati» è la parola giusta per il risultato, e il risultato è che un sito bloccato rinasce con un indirizzo leggermente diverso. Un nome di dominio che si comporta così non è una piattaforma, è un bersaglio mobile.
L’articolo 22, comma 1, prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore non è confermata. Intanto, la leva economica più efficace resta quella che il giocatore non vede: se il pagamento non passa, la partita finisce, e la sanzione per chi collabora è già scritta.
Il conto della sicurezza: quattro cose che nessuno mette nel banner
La prima. Un prelievo su un sito con concessione è un’operazione verso un’azienda identificata con nome e numero, e il numero è nell’elenco dell’ADM. Su un sito senza concessione è un’operazione verso un’entità che nessun registro italiano nomina, e l’unica leva che resta al giocatore è la reputazione, che sul web è un genere letterario.
La seconda. Le vincite. I premi pagati da un concessionario ADM non sono tassati in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta è applicata alla fonte e il giocatore riceve la somma netta; è una lettura riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi vale la regola di sempre: consultare un commercialista. Le vincite da siti esteri o non autorizzati sono un altro capitolo. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili per l’intero importo ricevuto senza deduzioni ai sensi dell’articolo 69 del TUIR; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va scritta per quella che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.
La terza. L’imposta la paga l’operatore, sull’unica base imponibile: 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra le giocate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, prima erano 43 % e 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. C’è un dettaglio del meccanismo che vale la pena notare: quel 24,5 % si calcola su giocate meno vincite, cioè su una base che non è mai il totale delle somme passate dal banco. Non è la stessa cosa di un prelievo sui tuoi depositi, e chi legge il numero sui giornali deve tenerlo presente.
La quarta. Il bonus. Non esiste un tetto di legge all’importo di un bonus di benvenuto, né un requisito di giocata massimo fissato per legge: importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Il «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e il Decreto Dignità riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Quindi le due cose convivono: nessuna pubblicità, bonus in termini. Il che significa che il confronto tra offerte va fatto leggendo, non guardando.
Domande frequenti
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’ADM, e si verifica il numero di concessione che l’operatore dichiara nei termini del conto di gioco. Admiralbet, per esempio, scrive di essere concessionaria in virtù della concessione n. 16048. Il numero accompagna un sito, non un marchio.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
È il Registro Unico degli Autoesclusi: blocca ogni piattaforma online autorizzata in Italia e le sale sul territorio. Si chiede dal portale ADM con SPID o a un concessionario presso cui hai un conto. Dura fino a 270 giorni se scegli un termine, oppure è indeterminata con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il giocatore ne sceglie uno in registrazione, su base settimanale o mensile, e gli operatori mostrano anche un limite settimanale. Un limite abbassato ha effetto immediato, uno alzato dopo sette giorni. Admiralbet chiede inoltre limiti su ricarica, spesa e tempo di gioco, giornalieri, settimanali e mensili.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Nessuno dei tre strumenti italiani funziona lì: niente RUA, niente supervisione dell’ADM, niente limiti imposti. Il sito è soggetto al blocco DNS, ai mirror che ricompaiono, e l’ADM stessa richiama la Legge 401 del 1989, che sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Sui premi pagati da un concessionario ADM la ritenuta è applicata alla fonte, il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla: è la lettura riportata dalla stampa di settore, da far confermare a un commercialista. Sui siti esteri o non autorizzati l’Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 141/E del 2010, le tratta come redditi diversi da dichiarare.
Creato dalla redazione di «Garecicliste».
