Siti di scommesse esteri 2026: fuori dalla lista ADM, senza tutele

Updated Ottobre 2026
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Un bookmaker che accetta scommesse in Italia senza concessione non è un rivale più libero degli altri: è un operatore che non compare nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, che non è collegato al Registro Unico degli Autoesclusi e che, come scrive l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, espone il partecipante alle proprie scommesse a un’ammenda e all’arresto fino a tre mesi. Il resto della pagina spiega perché, cosa comporta e dove finisce, di norma, chi ci prova.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Dati verificati al 30 Ottobre 2026, confrontati con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) e con i termini e le condizioni degli operatori.

Normativa: quando l’assenza di concessione diventa un problema pratico

Il punto di partenza è una frase che ADM ripete dal 2007: solo i titolari di una concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro, e i siti web privi delle autorizzazioni previste vengono bloccati. Non è un avvertimento generico. È l’inizio di una catena di conseguenze che, dal lato del giocatore, arriva molto più tardi di quanto ci si aspetti — spesso al momento del prelievo, quando la giocata è già vinta e il denaro è dall’altra parte.

L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126. Chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. Questo dettaglio tecnico cambia la vita al lettore più di qualunque slogan: il blocco non è una questione di buona volontà del provider, è un obbligo che qualcuno deve rispettare e che qualcuno, ogni tanto, non rispetta in tempo.

ADM inibisce i domini che offrono o sponsorizzano gioco illegale, reindirizzandoli verso una pagina con un’apposita avvertenza che segnala come il sito richiesto sia sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto del precedente indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione. L’ultimo elenco dei siti inibiti era aggiornato al 13 ottobre 2026. Chi ha provato ad aprire un indirizzo «oscurato» sa già come va a finire: una pagina di avviso, e poi il tentativo di cercare la stessa cosa altrove.

Il regime delle concessioni: cinquantaquattro righe, non un mercato aperto

Il quadro generale sta nel decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, il riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze italiane sono concessioni assegnate con gara pubblica, non autorizzazioni a sportello. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; i concorsi pronostici sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, di carte e quelli di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo.

L’articolo 6, comma 3 fissa la durata: i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Tra i requisiti richiesti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara (art. 6, comma 5), mentre le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3). La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è per sito, non per azienda, e questa è la differenza che la maggior parte dei lettori non ha mai considerato. Chi confronta un dominio «.com» con un «.it» non sta confrontando due versioni dello stesso libro: sta confrontando una riga dell’elenco con l’assenza di una riga.

C’è un limite che vale la pena dire subito, perché riguarda il modo in cui molte pagine italiane sbagliano. L’elenco non ha una colonna per i giochi: un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo in qualunque combinazione. Un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel marchio offra scommesse sportive; lo dimostra il sito o l’app dell’operatore. E il fatto che un marchio non compaia in un confronto non lo rende privo di licenza: altri concessionari esistono, semplicemente non sono oggetto di questa pagina.

Cosa si può davvero giocare su un sito con concessione ADM

L’articolo 2, lettera s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa può essere accettata solo su eventi presenti nel palinsesto approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno. Un esempio concreto è la Setka Cup autorizzata nel settembre 2026, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore.

Il prodotto centrale è la scommessa sportiva a quota fissa; la legge prevede anche il totalizzatore, ma non è dato sapere se qualche marchio online proponga totalizzatori sportivi. Le scommesse su eventi simulati — definite dall’articolo 2, lettera v) come eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati tramite animazione o tramite un evento reale preregistrato — rientrano nella concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’ippica è due cose diverse nella legge: le scommesse su corse di cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’articolo 6, comma 1, lettera a), e i giochi di ippica nazionale dell’articolo 6, comma 1, lettera c), che richiedono una concessione propria e che l’articolo 2, lettera h) descrive nelle forme del vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté. Nessuna fonte chiarisce se qualche marca online raccolga i totalizzatori di ippica nazionale.

Le scommesse live sono offerte da tutti i grandi operatori, ma le regole ADM su mercati live, ritardi ed eventi non sono note, e non esiste qui un elenco dei mercati live disponibili. Il betting exchange è ammesso come gioco separato — articolo 6, comma 1, lettera e) e articolo 2, lettera u): il giocatore può fare la parte dello scommettitore o del bookmaker e il concessionario si limita a mettere in contatto i due in forma anonima. La documentazione di Betfair riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere.

L’articolo 4 della legge 401/1989 e il giocatore: quello che ADM dice a voce alta

Qui la pagina arriva al punto che i più non vogliono leggere. Il 28 febbraio 2024 ADM ha scritto che la legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettati all’estero. Subito dopo la stessa nota aggiunge che anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Vale la pena rileggere quella frase senza il filtro dell’abitudine. Non è la pubblicità a essere in discussione: è la partecipazione. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento concreto contro un giocatore non sono noti, e questa è una lacuna reale, non una rassicurazione. Ma la direzione della regola è chiara, ed è ADM stessa a indicarla.

Sul versante degli operatori, l’articolo 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando le giocate sono accettate all’estero. La pubblicità di operatori privi di concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. E il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, articolo 22, affida ad ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, la tenuta della lista dei siti legali legati ai concessionari e di quella dei siti con accesso inibito, entrambe pubbliche.

Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto da ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata. È l’articolo 22 del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41. Una multa a sei cifre per singola violazione dice più di qualunque campagna di sensibilizzazione su quanto l’inibizione sia presa sul serio dal lato dell’offerta.

Il blocco all’italiana: DNS, ritardi dei provider e specchi che ricompaiono

Il meccanismo non è una serratura. È un filtro applicato al momento della risoluzione dei nomi, e come tutti i filtri ha una latenza. L’inibizione funziona a livello DNS e alcuni provider restano indietro; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini ciascuno, e gli specchi ricompaiono nel giro di ore. La parola con cui si descrive il risultato è «oscurati».

C’è anche un dettaglio transitorio che ha conseguenze concrete sulla vita del giocatore italiano. Dall’aprile 2026 il reindirizzamento punta a sito-inibito-giochi.adm.gov.it invece che al vecchio indirizzo IP statico, e i due metodi convivono durante il periodo di transizione. Per chi si trova davanti a una pagina di avviso, la differenza tra i due non conta nulla. Conta il fatto che la pagina c’è.

Aprire un mirror, clonare il dominio con un trattino o un suffisso diverso, è tecnicamente banale e per questo non significa niente. Il giocatore che trova un indirizzo alternativo non ha trovato un bookmaker più affidabile: ha trovato un sito che non è passato per l’elenco. E la verifica autentica non si fa cercando un nome su Google, ma aprendo l’elenco ADM dei concessionari autorizzati e leggendo la riga.

Prevenzione: le tutele che esistono su un sito con concessione e non su un .com

C’è un modo semplice di misurare la differenza tra un operatore con concessione ADM e un sito estero che accetta giocatori italiani: guardare cosa manca dall’altra parte. Non è una questione di serietà del marchio o di gusto grafico. È una rete di strumenti che la legge impone al concessionario e che nessuno impone a chi non ha la concessione.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

L’articolo 15, comma 1, del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 elenca gli obblighi. Limiti di autolimitazione su tempo, spesa e perdita. Limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore seguendo protocolli approvati da ADM. Messaggi automatici su durata e spesa. Strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto. E un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Nessuna di queste voci ha un equivalente su un dominio che non è legato al sistema.

L’età minima è 18 anni. L’articolo 3, comma 1, lettera a) indica la «tutela dei minori di età» come principio, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Sembra un dato banale finché non si considera che un sito estero non ha alcun obbligo di verificare l’età al di là di quello che decide da solo.

Il limite di deposito scelto in registrazione

C’è un passaggio che quasi nessun giocatore ricorda di aver attraversato: la registrazione su un operatore con concessione chiede di scegliere. Nel conto di gioco AdmiralBet si impostano un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La stessa asimmetria compare nei termini generali del settore: il limite si abbassa quando vuoi, si alza con una settimana di attesa.

Chi ha l’abitudine di alzare il tetto di deposito dopo una serata storta conosce bene quella settimana. È l’unico momento in cui un sito di scommesse ti dice di no, e lo fa per legge. Il valore esatto del limite di deposito che ADM stabilisce nella gara non è noto; quello che è noto è che il giocatore sceglie il proprio limite settimanale o mensile al momento della registrazione, e che su un sito senza concessione questo passaggio semplicemente non esiste.

L’autoesclusione e il Registro Unico degli Autoesclusi

Il RUA — Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018 — è la parte del sistema che funziona meglio, e per un motivo semplice: è centralizzato. L’autoesclusione registrata nell’apposito registro si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta, e vale anche per le sale fisiche.

Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La finestra si è allargata: prima si poteva scegliere fra tre blocchi fissi o l’uscita definitiva, oggi la misura si può cucire addosso, e nove mesi di attesa per rientrare sono una barriera molto più solida di qualunque pulsante «pausa».

L’articolo 15, comma 1, lettera e) richiede strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. Il punto che conta per la pagina, però, è un altro: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un dominio estero non è protetto da nulla e da nessuno. La richiesta presentata all’operatore italiano resta valida lì, e solo lì.

Identificazione, SPID e il conto che si blocca dopo trenta giorni

Per aprire un conto di gioco serve l’identificazione completa. Il conto di gioco AdmiralBet si apre con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Senza SPID il conto deve essere validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come indicano le pagine degli operatori. Trenta giorni sono pochi o tanti a seconda di quanto si ha in gioco: chi lascia una vincita in sospeso su un conto non validato si trova il denaro fermo e nessuno che risponda al telefono con la soluzione pronta.

La sequenza è semplice e vale la pena dirla per intero, perché è l’unica parte del rapporto che il giocatore controlla davvero. Prima si sceglie il metodo di apertura, poi si carica il documento, poi si aspetta la validazione, e solo dopo il prelievo diventa possibile. Su un operatore con concessione la sequenza è scritta nei termini e ha un termine di 30 giorni. Su un dominio estero la stessa sequenza esiste, ma i tempi li decide chi ha venduto il gioco.

Il dovere di informazione e i soldi che i concessionari ci mettono

L’articolo 15, comma 2, del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 stabilisce che ogni concessionario spende lo 0,2 % del proprio ricavo netto, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.

È una cifra piccola in rapporto al giro d’affari e va letta per quello che è: un obbligo di comunicazione, non una prova di virtù. Ma il lettore che ha visto cento banner di gioco responsabile su un sito italiano e zero su un dominio estero ha già la risposta su chi paga per quella comunicazione, e su chi non ha alcun motivo per farlo.

I numeri del sostegno, quando non bastano i termini

Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quel numero è un numero pubblico, e vale la pena scriverlo perché è l’unico strumento elencato qui che funziona anche se il giocatore non è cliente di nessuno.

Chi si accorge di avere un problema di gioco su un sito estero non ha un canale verso quell’operatore, non ha un RUA che lo copra e non ha un’Autorità italiana che possa intervenire sulla sua posizione. Gli resta il numero verde per l’aiuto e il contatto con le strutture territoriali. Gli resta meno di quello che avrebbe avuto altrove.

Valutazione: come si giudica un sito di scommesse estero prima ancora della quota

La domanda che porta qui è quasi sempre la stessa: quale sia il miglior sito di scommesse estero, o se convenga passare a un bookmaker estero. È una domanda legittima e la risposta onesta non è una classifica, ma una griglia di valutazione. Un dominio che non compare nell’elenco dei concessionari parte già con quattro punti a sfavore, e il primo non è la quota.

Il primo criterio è la presenza nell’elenco. Si controlla il nome del concessionario e il numero di concessione, che gli operatori scrivono nei propri termini. Sull’elenco letto il 25 ottobre 2026 le righe sono 52, con codici da 16000 a 16051. Un marchio che non c’è non è un marchio con una licenza da mostrare: è un marchio che in Italia non ha titolo per raccogliere giocate.

Il secondo criterio è la proprietà del marchio rispetto alla concessione, e qui il fraintendimento è diffuso. La concessione è per sito. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale detiene la concessione di Eurobet con il numero 16012, ma la stessa società gestisce anche altri domini. Un sito estero con lo stesso logo di un operatore italiano non è la versione internazionale di quel bookmaker: è un soggetto diverso, con una licenza diversa e nessun legame con la riga dell’elenco.

Il terzo criterio è la giurisdizione. Una licenza di Curaçao, di Malta o di Anjouan non ha alcun valore in Italia. Non è una questione di prestigio del regolatore straniero: è che quel regolatore non ha titolo per intervenire su un giocatore italiano, e non lo farà. Quando il conto si blocca e la vincita non arriva, la sede dove si discute la controversia è una delle differenze più care da scoprire in ritardo.

Il quarto criterio è la tracciabilità del denaro. Un conto su un operatore con concessione ha un’intestazione verificata, un codice fiscale e un canale di prelievo che riporta a una persona. È proprio questa tracciabilità che l’articolo 22 del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 usa come leva, con la regolamentazione concertata con la Banca d’Italia per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. L’entrata in vigore della disposizione non è confermata, e questo conta: finché la regola non è operativa, il canale di pagamento verso un dominio estero resta aperto, e resta aperto anche il problema che ne deriva.

Il quinto criterio è la rapidità con cui un problema diventa un ricorso. Su un operatore con concessione la partita si gioca davanti a un’autorità italiana; la sede legale della concessione è un elemento che la gara richiede espressamente, con la società di capitali con sede nello Spazio economico europeo e l’impegno sui limiti di deposito fissati da ADM. Su un dominio estero la sede della controversia è il posto in cui il dominio è registrato, che quasi mai è il posto in cui il giocatore vive.

Il sesto criterio è la serietà del programma di gioco responsabile e la sua verificabilità dall’esterno. Un registro centralizzato come il RUA si può controllare; una promessa di autoesclusione valida solo sul dominio che l’ha scritta no. E poi c’è la parte che nessuno mette in classifica: il fatto che su un sito estero il giocatore può anche vincere, e che la tassazione delle vincite lo attende dall’altra parte.

La Cassazione e il confine della lettura giurisprudenziale

C’è un filone di ricerche che riguarda la Cassazione e i bookmaker esteri, e va trattato con la cautela che merita. Le pronunce in materia riguardano il rapporto tra raccolta di scommesse in Italia e operatori stabiliti all’estero, e il punto di diritto che tocca il giocatore è quello dell’articolo 4, comma 4-bis della legge 401/1989, che copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero.

Trarre da una sentenza la conclusione che un certo sito sia «sicuro» è un salto che la giurisprudenza non autorizza. La regola che conta per chi gioca è quella sull’inibizione e sulla partecipazione, ed è la stessa che ADM ha riassunto il 28 febbraio 2024. Una decisione di merito su un singolo caso non crea una scorciatoia per tutti.

La classifica: dieci concessionari e cosa dicono i numeri

Quello che segue non è una graduatoria di convenienza e non è un invito ad aprire un conto. È un elenco di dieci marchi presenti nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, ciascuno con il proprio numero di concessione, il nome del concessionario e il punto che lo distingue nella comparazione con gli altri. L’ordine è quello con cui sono esaminati qui sotto, dalla prima all’ultima scheda, e non esprime preferenze su dati che non ci sono.

panorami | Marchio | Concessione ADM e concessionario | Il dato che distingue il marchio nella comparazione

Marchio Concessione ADM e concessionario Il dato che distingue il marchio nella comparazione
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Palinsesto sportivo con streaming per il live, dall’app: Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Apertura del conto con SPID di livello 2, documenti in .pdf, .jpg o .png; autoesclusione e limiti impostati in registrazione
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc Benvenuto Sport che accredita subito 10 € a chi si registra con SPID, e 5 € con la registrazione manuale dopo l’invio dei documenti entro 96 ore
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited Profilo casino-first con scommesse sui principali eventi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. Copertura dei principali campionati nazionali ed europei e oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Offerta Sport-50, bonus del 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo 20 €
Betfair ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, più la sezione Supercombo con mercati unici a quote maggiorate
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto larghissimo, dal calcio e dal tennis agli scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, con pre-match e live su calcio, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis

La colonna che salta all’occhio, in una tabella come questa, è quella del concessionario: quasi nessun marchio coincide con la società che detiene la concessione. William Hill Malta Plc per William Hill, Azzurri Limited per StarCasinò, Hillside (New Media Malta) Plc per bet365, Pwo S.p.a. per Planetwin365, Netwin Italia S.p.a. per NetWin, Betfair Italia S.r.l. per Betfair, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. per Lottomatica. È il promemoria che il rapporto contrattuale è con la società titolare della concessione, non con il logo.

La terza colonna, invece, va letta per quello che è: un elemento distintivo, non una misura di qualità. Un palinsesto con gli scacchi e le elezioni non è meglio di uno con lo streaming integrato; sono due risposte a due lettori diversi. E il fatto che la colonna esista solo per dieci marchi non autorizza a estenderla: altri concessionari detengono righe dell’elenco e restano fuori da questa comparazione.

Gli errori che costano: bonus, codici e la differenza tra valore e promessa

Un’ultima avvertenza sui criteri, e riguarda i modi con cui le pagine di confronto gonfiano un’offerta. La parola «bonus» compare in due posti diversi: nel nome di un prodotto dell’operatore e nella descrizione di quello che il giocatore deve fare per vederlo. Solo la seconda conta. Un bonus di benvenuto è il termine con cui gli operatori lo chiamano; non esiste un tetto statutario al bonus né un tetto statutario ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore, caso per caso.

La seconda avvertenza è sulla pubblicità. Il Decreto Dignità, articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito con legge 96/2018, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. Poiché il divieto colpisce la pubblicità e non l’esistenza del bonus, la conseguenza per il lettore è strana e va detta: le offerte esistono, ma quasi nessuno può raccontarle in modo diretto, quindi il canale di informazione si sposta sui termini dell’operatore e sui fogli informativi. Un codice promozionale che non si trova scritto in chiaro non è un segreto: è la conseguenza punitiva di una regola.

Il divieto ha anche una vita processuale. Secondo la stampa di settore, nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 € della sanzione; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla notifica del divieto. In Parlamento è stato proposto, non approvato, un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni. Alla data di verifica il divieto è in vigore, e chi costruisce un ragionamento su una riforma possibile sta scommettendo su una legge che non esiste.

La tassazione: dove il conto cambia a seconda di chi paga l’imposta

C’è un punto che separa nettamente le due esperienze e che raramente compare nei confronti. L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa — decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, articolo 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato — nella misura del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, dove prima erano il 43 % e il 47 %; le scommesse virtuali pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Dal lato del giocatore, le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a lui e non vanno dichiarate, perché il prelievo è a carico del concessionario: secondo la stampa di settore del 2024 e del 2026 l’imposta è «tassata alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una affermazione riportata dalla stampa, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, per cui in caso di dubbio conviene consultare un commercialista.

Sulle vincite ottenute da siti non autorizzati o esteri la posizione cambia, e va scritta con precisione perché è controintuitiva. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione si riassume così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Vale la pena fermarsi su questo, perché è il punto in cui la matematica smette di essere una questione di quote. Su un operatore con concessione il giocatore incassa e la partita fiscale è chiusa. Su un dominio estero deve dichiarare, e lo deve fare per l’intero importo ricevuto. Chi confronta due quote e dimentica questa differenza sta confrontando due numeri che non misurano la stessa cosa.

Il calcolo: quanto costa, in media, giocare una settimana su un mercato a due esiti

Mettiamo insieme i pezzi su un caso concreto, dichiaratamente illustrativo e non un prezzo quotato. Immaginiamo un giocatore che si dà un limite di deposito di 100 € a settimana e li gioca una volta sola, su un mercato a due esiti con quota 1,90 su ciascuno dei due lati. È il tipo di scenario che un lettore può davvero replicare, perché il limite settimanale è quello che si sceglie in registrazione su un operatore con concessione.

Prendiamo prima la quota di restituzione del mercato. La somma degli inversi delle due quote è 1/1,90 + 1/1,90, e la quota di restituzione è il reciproco di quella somma: circa il 95 %. Il margine del bookmaker è il complemento, circa il 5 %, ed è la parte di ogni unità giocata che il mercato non restituisce.

Il costo medio atteso di una settimana di gioco su quel turnover è quindi il turnover moltiplicato per il margine del mercato: 100 € per circa il 5 %, cioè un ordine di grandezza di 5 €. Su quattro settimane, sempre a 100 € di turnover, l’ordine di grandezza diventa 20 € al mese, e su un anno restano circa 260 € di costo medio su 5.200 € di turnover. Va letto come banda, non come cifra esatta: dipende dall’assunzione che il mercato sia davvero quello descritto, che il margine resti costante e che il giocatore punti una volta sola a settimana lo stesso importo.

La conclusione da trarre è stretta e va tenuta tale. Questa è una stima statistica, una media su molte giocate nelle condizioni descritte, e non un esito garantito per nessuno. Non dice quanto si vince, non dice quanto si perde in un caso singolo e non promette alcun risultato. Dice una cosa sola: su un mercato a due esiti con quelle quote, il costo medio di far girare 100 € a settimana è dell’ordine di 5 € a settimana, e questo costo esiste prima di qualunque considerazione su bonus, rigioco o fortuna.

Il lettore può fare il conto sui numeri dell’operatore che ha davanti. Basta sommare gli inversi delle quote dello stesso mercato, prendere il reciproco, e moltiplicare la differenza per il turnover che pensa di giocare. Se il risultato sembra piccolo, è perché una settimana è poco; se sembra grande, è perché il turnover era grande.

Fondamenti: cosa distingue davvero un bookmaker estero da un operatore italiano

Il punto di partenza è la parola «estero», che nella ricerca di chi cerca un broker per scommesse non significa quasi mai quello che sembra. Non indica un bookmaker che offre qualcosa di più; indica un operatore che non ha una riga nell’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza. Il lettore che cerca siti scommesse italiani all’estero, o semplicemente uno «sito scommesse estero» con buone quote sul calcio, sta cercando due cose diverse senza saperlo: un prodotto, e l’assenza di una tutela.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

Il meccanismo: cosa cambia quando il conto non è italiano

Su un operatore con concessione il conto di gioco è uno solo, ha un’intestazione verificata, e i limiti che il giocatore si è dato in registrazione viaggiano con lui. Su un dominio estero tutto questo è una scelta dell’operatore, non un obbligo. La differenza non si vede all’apertura: si vede il giorno in cui il conto viene sospeso, la vincita non arriva, o l’operatore cambia i termini e non c’è nessuno a cui presentare un reclamo in Italia.

La struttura dell’offerta è la stessa, e non è un caso. Quota fissa, singola, multipla, sistema, live, pre-match, cash out, bonus di benvenuto, requisiti di puntata. Il vocabolario del settore è internazionale e i mercati si somigliano. Quello che non si somiglia è il retroterra: chi risponde del conto, quale autorità vigila, quale registro tiene traccia delle esclusioni, quale giudice decide in una controversia.

Scommesse sportive, ippica e totalizzatore: dove la legge italiana è più precisa dell’offerta

C’è una parte dell’offerta che su un dominio estero sembra più ricca e non lo è: l’ippica. La legge italiana distingue le scommesse su corse di cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro la concessione per le scommesse sportive, dai giochi di ippica nazionale che richiedono una concessione propria. Il totalizzatore, il sistema in cui la vincita dipende dal monte giocate e non da una quota fissata in anticipo, è previsto dalla legge ma non è dato sapere se qualche marchio online lo proponga: è una delle tante caselle che una pagina di confronto riempirebbe con un’invenzione e che qui resta aperta.

Le scommesse su eventi simulati hanno una definizione legale precisa — eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer — e rientrano nella concessione per le scommesse sportive. Un dominio estero che propone «virtuali» sta proponendo la stessa cosa senza quella cornice. La differenza non è nel prodotto: è nel fatto che dall’altra parte non c’è un palinsesto approvato da un’autorità.

Bonus di benvenuto e requisiti di puntata: cosa guardare prima della cifra

Il bonus di benvenuto è la leva con cui un sito estero si presenta, e il modo in cui va letto è lo stesso che si userebbe su un operatore italiano. La cifra grande non è l’offerta: l’offerta è il rapporto tra la cifra, il rigioco richiesto e la quota minima che conta. Su un sito estero questo rapporto sta nei termini dell’operatore, e non è garantito da nessuno se non dall’operatore stesso.

Un esempio concreto di come si legge un’offerta italiana, per confronto. L’offerta Sport-50 di NetWin è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Il Benvenuto Sport di William Hill accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Due modelli diversi — uno percentuale con soglia di deposito, uno a importo fisso legato al metodo di apertura del conto — e in entrambi i casi la condizione pesa più della cifra.

La cosa da cercare sui termini di un sito estero è sempre la stessa: quanto bisogna giocare, a quale quota minima, entro quale scadenza, e se la puntata del bonus torna indietro in caso di vincita. Un bonus il cui importo non è pagato con la vincita vale meno di quanto dice il numero sul banner, e vale meno in modo prevedibile.

Operatori: dieci concessionari, cosa offrono e a chi convengono

Quello che segue è l’esame dei dieci marchi che questa pagina prende in considerazione. Tutti hanno una concessione ADM per il gioco a distanza e un sito .it. Nessuno di loro ha bisogno di spiegare perché è legale: la riga dell’elenco lo fa per loro. La recensione serve a un’altra cosa, cioè capire quale di questi dieci regge il confronto su un punto specifico.

Lottomatica: il palinsesto con lo streaming integrato

Lottomatica è il marchio di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., concessionaria con il numero 16010. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

La combinazione di streaming e mercato live nello stesso flusso è la cosa che l’app fa meglio, e per un certo tipo di giocatore è l’unica funzione che conti. Chi punta su un singolo evento la sera e vuole vedere la partita mentre il mercato si muove trova qui tutto in un posto. Chi cerca profondità di mercato su campionati minori o sport di nicchia ha meno da questa scheda, perché il palinsesto descritto è quello dei grandi eventi.

Il giudizio, allora, si regge su quella funzione: la copertura dell’app è concentrata su ciò che attira pubblico, e questo la rende forte esattamente per chi gioca quello. È una scelta editoriale del palinsesto, non un difetto tecnico.

AdmiralBet: la registrazione con SPID e i limiti scelti subito

AdmiralBet è Admiral Bet S.r.l., concessione numero 16048, e nella verifica dell’identità è il marchio più esplicito del gruppo. Il conto si apre con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

Il pacchetto di autoesclusione è quello descritto nella sezione sulla prevenzione: 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 durate da 7 a 270 giorni o indeterminate con revoca possibile dopo 9 mesi. La combinazione è coerente: il marchio che chiede più dati all’apertura è anche quello che rende più visibili i propri strumenti di controllo.

Il punto che distingue davvero AdmiralBet, però, non è la tecnologia di identificazione in sé, ma il fatto che la scelta dei limiti avvenga in un momento in cui il giocatore non ha ancora giocato. Chi apre il conto a mente lucida si dà un tetto che poi non può alzare senza aspettare una settimana. È il momento più utile dell’intero rapporto, e dura due minuti.

William Hill: il benvenuto che cambia a seconda di come apri il conto

William Hill Malta Plc detiene la concessione numero 16044. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.

La struttura dell’offerta è interessante perché mette un prezzo sulla velocità. Chi ha SPID prende il doppio, e lo prende subito; chi carica i documenti lo prende dopo quattro giorni, e ne prende metà. È una gerarchia di comodo per l’operatore — la verifica automatica costa meno di quella manuale — e il giocatore la incontra nella prima schermata, prima di sapere se il bookmaker gli piacerà.

Il termine delle 96 ore è quello su cui vale la pena fissarsi: chi carica i documenti con calma può scoprire di aver lasciato scadere la finestra, e in quel caso il bonus di verifica non arriva affatto.

StarCasinò: il casinò con il bookmaker dentro

StarCasinò è Azzurri Limited, concessione 16026, ed è il caso più chiaro di marchio nato altrove. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Per chi cerca un bookmaker puro, la scheda è quella con meno da offrire: il prodotto sportivo c’è, ma è un’ala della casa, non il pilastro. Per chi cerca un conto unico dove tenere insieme calcio, slot e live dealer, il marchio ha un senso preciso, e la concessione ADM copre l’insieme.

La domanda da farsi qui non è quanto sia profondo il mercato sportivo ma se si vuole che il proprio conto di scommesse viva nella stessa schermata delle slot. È una scelta di disciplina, non di prodotto, e su questo il marchio non offre aiuto.

Planetwin365: la copertura dei campionati nazionali ed europei

Planetwin365 appartiene a Pwo S.p.a., concessione 16007. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

L’ampiezza della copertura calcistica è l’argomento della scheda, e include campionati che molti bookmaker trattano di sfuggita. La Serie C, la Coppa Italia e i tornei continentali nella stessa app significano che il giocatore non deve cambiare casa a seconda di cosa segue. Le oltre 20 discipline sportive fanno il resto.

Per chi gioca soprattutto calcio italiano e non si accontenta dei tre campionati che tutti espongono, la copertura è la cosa che il marchio fa meglio. Chi cerca un palinsesto di nicchia fuori dal calcio avrà meno argomenti per fermarsi qui.

NetWin: il bonus del 100 % con soglia di deposito

NetWin è Netwin Italia S.p.a., concessione 16035. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.

Vale la pena smontare la locuzione «bonus reale» per quello che dice e per quello che non dice. Dice che il credito è denaro e non un gettone simbolico; non dice nulla sul rigioco, che resta la variabile decisiva. La soglia di 20 € è la parte più interessante dell’offerta: chiedere un deposito minimo ragionevole significa che il bonus resta accessibile a chi non vuole mettere subito una cifra importante, e per un principiante è una differenza reale.

Il tetto di 50 € colloca però l’offerta nella fascia bassa. Chi cerca una spinta iniziale concreta e non un pacchetto multi-deposito trova qui quello che cerca; chi confronta la cifra con le offerte a tre zeri dei domini esteri stia attento, perché quelle cifre hanno spesso condizioni proporzionate.

Betfair: i mercati combo e la tradizione dell’exchange

Betfair Italia S.r.l. detiene la concessione 16028. L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

Il nome Betfair evoca l’exchange, e la concessione italiana autorizza effettivamente il betting exchange come gioco separato, con regole aggiuntive riportate dalla documentazione del marchio per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi in incrementi di 50 centesimi. È però l’app di scommesse sportive che questa scheda descrive, e lì il prodotto è quello dei mercati combo e delle quote maggiorate.

Il marchio ha quindi due anime e la concessione le copre entrambe. Chi cerca un bookmaker tradizionale con un catalogo di mercati combinati trova una risposta; chi cerca l’exchange la trova solo se il prodotto è attivo e con le commissioni che il marchio applica, che non sono note qui. Su questo punto la verifica tocca al giocatore, leggendo i termini del conto exchange prima di versare.

Eurobet: il palinsesto che va oltre lo sport

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale è la società con la concessione 16012, la stessa che gestisce anche altri domini autorizzati. L’app offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).

È il palinsesto più eterogeneo dei dieci, e il fatto che includa scacchi ed elezioni dice molto su come il marchio intende il prodotto: come un mercato di eventi, non come un bookmaker sportivo. Per chi vuole scommettere su una serata televisiva o su un voto, questa è l’unica scheda della lista che risponde. Per chi cerca profondità su un singolo sport, l’ampiezza non è una garanzia.

L’eterogeneità ha un costo che non si vede: un palinsesto così ampio va approvato evento per evento, e le quote su mercati eccentrici non hanno il polso di quelle sui mercati liquidi. Chi punta su un reality show lo faccia sapendo che dall’altra parte c’è un operatore con la concessione, non un mercato profondo.

Sisal: mille eventi al giorno e quindicimila live

Sisal Italia S.p.a. ha la concessione 16020, e nella sua app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. L’app permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.

I numeri dichiarati collocano Sisal sul versante opposto a Eurobet: il volume sta nello sport, e i mercati granulari — tiri in porta, rigori, espulsioni — sono quelli che un giocatore esperto cerca. Il Cash Out è la funzione che merita una riga a parte, perché trasforma una scommessa in un contratto chiudibile: utile, e mai gratis, dato che il prezzo di chiusura lo fa il bookmaker.

Per chi punta sul calcio con mercati secondari e vuole l’accesso rapido via Touch ID, la combinazione è quella che il marchio fa meglio. Chi cerca mercati eccentrici fuori dallo sport non troverà qui ciò che Eurobet offre.

bet365: il partner globale e la copertura pre-match e live

bet365 è Hillside (New Media Malta) Plc, concessione 16030. Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

Il marchio è quello con la presenza più visibile del gruppo, e la sponsorizzazione della principale competizione europea per club spiega il posizionamento: un bookmaker che si vende come il più grande del mondo, con un sito .it e una concessione italiana. La copertura sportiva è ampia e trasversale — dalla Premier League ai tornei di freccette — e il pre-match e il live convivono nello stesso prodotto.

C’è una coincidenza che vale la pena notare, perché riguarda il modo in cui le autorizzazioni si muovono oggi: la Setka Cup autorizzata da ADM nel settembre 2026 ha visto bet365 primo partner. Il marchio è quindi anche quello con il polso più rapido sulle novità di palinsesto, e per un giocatore che segue mercati nuovi è un argomento concreto. È anche, tra i dieci, quello con la comunicazione più orientata alla scala, e la scala non è un argomento di tutela: le tutele restano quelle della concessione, uguali per tutti.

Domande frequenti

Quali rischi comporta scommettere su un sito privo di concessione ADM?

Il sito è soggetto all’inibizione e può essere oscurato in qualsiasi momento, con aggiornamenti che aggiungono decine o centinaia di domini. Soprattutto, come scrive ADM il 28 febbraio 2024, il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Come si verifica se un operatore ha la concessione ADM?

Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, letto il 25 ottobre 2026: 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. L’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi l’offerta di scommesse sportive si conferma sul sito o sull’app dell’operatore.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, raccoglie le autoesclusioni e le estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui sono state richieste, oltre che alle sale fisiche. I siti senza concessione non vi sono collegati, quindi l’esclusione non li copre.

Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?

L’articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, su giochi o scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, dalla stampa a internet, comprese televisione, radio e manifestazioni sportive. AGCOM vigila, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione.

Quali limiti di deposito si impostano su un operatore con concessione ADM?

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e l’articolo 15, comma 1, lettera b) del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 prevede limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica è a carico del concessionario secondo la stampa di settore del 2024 e del 2026. Le vincite da siti esteri andrebbero invece dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale, e conviene consultare un commercialista.

Scritto dal team di «Garecicliste».