Scommesse sul cricket 2026: solo dieci bookmaker .it vi offrono il palinsesto

Updated Ottobre 2026
Licensed
usAvailable in US
Fast payouts
18+ Only

Il cricket è lo sport di racchetta e palla che in Italia quasi nessuno ha visto giocare dal vivo e che, ogni due anni, riempie il palinsesto delle scommesse sportive per un mese intero. Chi cerca dove puntare su un Test match o su un T20 scopre presto una cosa scomoda: non tutti i nomi che compaiono nelle classifiche hanno la stessa legittimazione, e non tutte le quote che sembrano generose lo sono davvero. Qui sotto trovate dieci operatori con concessione ADM (ex AAMS) e un sito .it proprio, l’aritmetica che sta dentro una quota, le regole che un concessionario deve rispettare e il calendario delle competizioni su cui si scommette.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
Una squadra di cricket ha 11 giocatori.

Dati aggiornati al 30 Ottobre 2026, con le concessioni e le condizioni contrattuali verificate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e sui termini e le condizioni pubblicati da ciascun operatore.

Le regole prima dei nomi: cosa può fare, in Italia, un bookmaker

Il cricket entra nella lista delle cose su cui si può puntare solo se qualcuno ha il permesso di offrirlo, e il permesso non si compra al banco. In Italia il gioco a distanza vive sotto il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024: un testo che riordina l’intero settore, dal bingo alle scommesse ippiche, e che ha sostituito l’idea di licenza aperta con quella di concessione, assegnata per gara pubblica. L’autorità che vigila è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS per abitudine: chi cerca «AAMS» e chi cerca «ADM» sta leggendo lo stesso elenco.

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Nove anni senza rinnovo automatico: art. 6, comma 3, D.Lgs. 41/2024. Il requisito di partenza non è trascurabile — serve una società di capitali con sede nello spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5) — e durante la concessione le condizioni economiche e il regime fiscale restano quelli firmati all’inizio (art. 4, comma 3, e art. 5, comma 3).

Concessione per sito, non per marchio: la trappola numero uno

Qui l’equivoco è frequente e vale la pena scioglierlo prima di guardare qualsiasi quota. Art. 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: alla lettera a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e sulle corse dei cavalli; alla lettera b) i totalizzatori sportivi e ippici; alla lettera c) i giochi di ippica nazionale; alla lettera d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lettera e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange, dove il concessionario mette in contatto anonimo chi punta e chi banca; alla lettera f) il bingo.

Un concessionario può gestire una o più di queste attività, in qualunque combinazione. Non c’è nessuna regola che leghi la concessione a un singolo prodotto. Ed è esattamente questo il punto: l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza non ha una colonna per i giochi. Una riga nell’elenco dice che quella società ha una concessione sul gioco a distanza, non che offre scommesse sportive. La presenza in una classifica non è una concessione, e una concessione non è una promessa di palinsesto.

C’è anche il rovescio della medaglia, meno ovvio: la concessione è legata a un sito, non a un’azienda. Una sola società può comparire più volte nell’elenco con siti diversi — Eurobet Italia S.r.l., per dirne una, gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale, e sono tre righe distinte. L’elenco letto il 25 ottobre 2026 conta 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna agganciata a un dominio .it. Un dominio .com che vi raggiunge dallo stesso telefono non è in quelle righe, e il fatto che accetti la vostra carta non cambia la sua posizione giuridica.

Come si controlla una concessione in tre minuti

Il resto arriva da voi, ed è semplice. L’operatore è tenuto a dichiarare numero di concessione e ragione sociale nelle proprie condizioni; quasi tutti lo fanno in fondo alla pagina dei termini o nella nota legale. Prendete quel numero, apritelo sull’Elenco ADM dei concessionari autorizzati e confrontate: se la riga c’è e il dominio .it corrisponde, la concessione esiste. Se il numero non compare da nessuna parte, il confronto si chiude lì.

Per il cricket serve un passaggio in più. La legittimazione dell’operatore non dice ancora che il cricket sia nel suo programma. Un incontro di cricket è scommettibile solo se sta nel palinsesto, cioè il programma di eventi, sportivi e non, e di tipi di giocata che il concessionario prepara e che ADM approva — la definizione sta all’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024. Gli eventi si aggiungono uno alla volta, su iniziativa dell’autorità: a settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, così come riporta la stampa di settore. Il palinsesto di un bookmaker è quindi il posto dove verificare se il cricket c’è, e la sezione dedicata di solito si chiama con il nome dello sport, non con quello del torneo.

Totalizzatore, ippica, virtuali: quattro sport diversi nella stessa legge

Vale la pena leggere con attenzione, perché quattro cose che il lettore tende a confondere stanno in quattro punti diversi del testo.

La scommessa a quota fissa è il prodotto centrale, e accanto a essa la legge prevede il totalizzatore, il montepremi comune ripartito tra i vincitori. Se qualche marchio online proponga oggi totalizzatori sportivi è cosa che non risulta: chi li cerca deve guardare il palinsesto e la sezione delle giocate multiple, non la classifica dei bookmaker.

L’ippica è due cose distinte. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a). I giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e le altre giocate a totalizzatore definite all’art. 2, lett. h) — stanno alla lettera c) e richiedono una concessione propria. Se un bookmaker sportivo vi mostri le corse italiane a totalizzatore è cosa che non risulta.

Gli eventi simulati sono definiti dall’art. 2, lett. v): sport generati al computer, corse di cavalli e altre competizioni mostrate con animazione o con la registrazione di un evento reale, ammessi dentro una concessione per scommesse sportive. Le app dei grandi operatori hanno una sezione «Virtuali», e lì il cricket non c’è: quello che c’è è un’altra cosa.

Il betting exchange è un gioco separato, art. 6, comma 1, lett. e), e ha regole tutte sue. La documentazione di Betfair — il primo a portarlo in Italia, con la concessione 16028 — riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi con incrementi da 50. Un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul mercato italiano il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è cosa che non risulta.

E le scommesse su eventi che riguardano i minori: esiste una determinazione del direttore di ADM che cita il DM 111/2006, ma il suo contenuto non è noto. Meglio non costruirci sopra nessuna aspettativa.

Normativa e tutela: il limite che protegge e quello che blocca

Il quadro normativo non serve a decorare una pagina: serve a capire cosa succede al vostro conto quando qualcosa va storto. E la differenza tra un concessionario e un sito senza concessione si vede tutta qui.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Negli ODI condizionati dalla pioggia il metodo Duckworth-Lewis-Stern di solito stabilisce il bersaglio o il risultato.

Limiti, autoesclusione e RUA: cosa cambia davvero per il giocatore

L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti che un concessionario deve mettere a disposizione: limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore (lett. a); limiti sugli importi depositati in un periodo definito, che il concessionario fissa in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM (lett. b); messaggi automatici su durata del gioco e spesa (lett. c); strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto (lett. e); un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno (lett. f).

Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. La meccanica delle modifiche è quella che sorprende: un limite abbassato ha effetto immediato, un limite alzato aspetta sette giorni. Non è una punizione, è un attrito voluto: serve a impedire che la sera stessa della perdita il giocatore decida di ricaricare il doppio. La cifra del limite di deposito che ADM fissa nella gara resta ignota, e nessun tetto in euro alle puntate sportive risulta fissato per legge: gli strumenti che mordono davvero sono i vostri, scelti in registrazione.

Poi c’è il pezzo che molti scoprono solo quando è tardi: il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018. L’iscrizione blocca tutte le piattaforme online con concessione ADM e anche le sale fisiche. Una sola richiesta, e il conto si chiude ovunque. La durata la scegliete voi, e dal 1° febbraio 2026 la finestra va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo nove mesi; prima, le condizioni di molti operatori parlavano di 30, 60 o 90 giorni o di durata indeterminata. Il punto che conta: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Iscriversi al registro per proteggersi da un bookmaker e poi aprire un conto su un .com significa non essere protetti da nessuna delle due parti.

Per capire quanto questa architettura pesi sull’operatore, un dato: l’art. 15, comma 2, impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne di informazione o comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.

La pubblicità è vietata, i bonus no

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024 con parole che non lasciano spazio: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’autorità che lo fa rispettare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Il decreto, però, contiene anche il suo contrario: l’art. 3, lett. l) promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile, e la lett. m) consente al concessionario di veicolare messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo, insieme all’art. 15, comma 3. Da qui si capisce perché un operatore possa parlare dei propri strumenti di tutela e non possa fare pubblicità al proprio bonus.

Due cose che ai lettori interessano direttamente. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; e pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Nella legge di bilancio 2026 è stato proposto un emendamento, di origine Forza Italia, per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: l’esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore.

Secondo: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus. «Bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e nessun tetto di legge — né all’importo né ai requisiti di puntata — risulta fissato. Importi, rigioco e quota minima vengono dalle condizioni di ciascun operatore, che è l’unico posto in cui vanno letti.

Siti oscurati: perché «.com» è una scelta, non un dettaglio

Offrire gioco ai giocatori italiani senza concessione è illegale. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024, prevede che ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e quella dei siti inibiti, entrambe pubbliche sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che non rispettano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.

Il blocco funziona a livello DNS, e non tutti gli operatori di rete sono altrettanto rapidi. Un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini oscurati (ordine del 24 settembre 2025, come riporta la stampa di settore); gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta è «oscurati»: non chiusi, nascosti.

C’è poi il lato di cui si parla meno, la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, che ADM cita il 28 febbraio 2024 così: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Non è una regola scritta per spaventare: è la posizione dell’autorità, e riguarda anche chi punta, non solo chi raccoglie. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non risultano. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis, copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.

La tassa: chi la paga, e chi non la vede

L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa sta nell’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 il cui numero non risulta confermato: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica, 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote (prima erano il 43 % e il 47 %); le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile è cosa che non risulta.

Il giocatore, invece, non paga nulla sul premio di un concessionario ADM: le vincite non sono tassate in capo a chi le riceve e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario. La formulazione che gira nel mercato è «tassate alla fonte»: ricevete la somma netta e non dichiarate niente. È una ricostruzione riportata dalla stampa specializzata, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi il consiglio pratico è semplice: per la vostra posizione fiscale, consultare un commercialista.

Tutt’altra storia con i siti non autorizzati. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come redditi diversi (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta, e la posizione va riassunta così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Pagare senza lasciare tracce: i punti vendita ricariche

L’art. 13, D.Lgs. 41/2024, disciplina i punti vendita ricariche: tabaccai e ricevitorie che ADM tiene in un registro. Ricaricano il conto di gioco solo su richiesta del titolare e dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti, fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né far prelevare saldo. L’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.

Le altre vie che le pagine di confronto mostrano presso i concessionari ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti nelle tabaccherie (SisalPay, Mooney). Ogni operatore ha la sua lista, e sta nelle sue condizioni. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta: nessuno statuto che nomini le vie approvate risulta noto. L’art. 22, comma 1, prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore non è confermata.

Chi si assume il rischio quando il bookmaker è offshore

Vale la pena mettere le due strade una accanto all’altra, senza girarci intorno. Un operatore con concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’autorità, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano dove litigare. Un marchio .com senza concessione non porta nessuno di questi quattro elementi: è soggetto a oscuramento DNS e, per come ADM stessa scrive, espone chi punta alla sanzione penale della Legge 401. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono, compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere e non hanno alcun valore in Italia. La zona offshore va descritta per quella che è — non protetta — senza fare nomi: un bookmaker che un lettore vede citato e non recensito è un dettaglio fuori posto in una pagina di confronto.

Sotto le quote: come si costruisce un margine

Arriviamo alla parte che decide quanto vi resta in tasca. Una quota non è una previsione degli esperti del bookmaker: è un prezzo, e come ogni prezzo ha dentro un ricarico.

Il conto è lineare quando si punta una singola. Puntata per quota uguale al ritorno lordo; il profitto netto è puntata per quota meno uno. Mettete 10 € su una quota 1,90 e, se la giocata entra, tornano 19 €, con 9 € di guadagno. Niente di più, niente di meno. Su una multipla le quote si moltiplicano fra loro in un unico prezzo: tre eventi a 1,90 valgono 6,859, e i 10 € di prima diventano 68,59 € se entrano tutti e tre — con la differenza che ora dovete azzeccare tre cose invece di una.

Dove finiscono i soldi che non vincete

Ora il pezzo che nessun operatore mette in vetrina. Prendete un mercato a due esiti, di quelli che nel calcio si chiamano 1X2 ma ridotti a due possibilità, e immaginate che entrambe le selezioni siano offerte a quota 1,90. È un esempio, non un prezzo quotato da qualcuno: serve a far vedere come si legge un listino.

Se le due quote fossero oneste, sommerebbero esattamente 2,00 dopo il reciproco. Qui no. Un diviso 1,90 fa 0,5263158; sommato al gemello dà 1,0526316; il reciproco di quel totale — uno diviso la somma dei reciproci delle due quote — è 0,95. Detto altrimenti: quel mercato restituisce il 95 % di tutto ciò che è stato puntato. Il restante 5 % è il margine. La banda in cui si muove, nella pratica, è questa: tra il 4 % e il 7 %, quando le due selezioni stanno tra 1,85 e 1,95.

Perché una banda e non una cifra sola? Perché la quota è la variabile. A 1,85 il mercato restituisce il 92,5 %, che è un margine del 7,5 %; a 1,95 restituisce il 97,5 %, un margine del 2,5 %. E perché a nessuno conviene una quota sola: un bookmaker che offrisse davvero 2,00 su entrambi i lati di un mercato a due esiti regalerebbe il proprio servizio, e chiuderebbe in poche settimane. Il margine è il prezzo del servizio, e il servizio è la controparte che accetta la vostra giocata quando nessun altro la accetterebbe.

Il margine su un’ippica o su un Test match non è lo stesso numero

La conseguenza pratica è più interessante dell’aritmetica. Il margine non è una proprietà del bookmaker, è una proprietà del mercato, e cambia da un listino all’altro dentro lo stesso sito. Le selezioni di una corsa di cavalli con dodici partenti si prezzano in modo diverso dalle due testarde di un incontro di cricket fra due nazionali; un mercato con più esiti, o con esiti meno liquidi, tende a sopportare margini più larghi, perché il bookmaker si copre meno bene. Quando leggete che una quota cricket è «la migliore del mercato», la domanda utile non è se quel numero batte il concorrente di mezzo punto, ma quanto margine c’è dentro il listino di quel mercato: una quota più alta su un mercato con il 7 % di ricarico può valere meno di una quota più bassa su un mercato al 3 %.

C’è un secondo effetto, e riguarda il cricket più di altri sport. Nella pratica delle scommesse sportive è normale che una selezione non sia il prezzo «vero» di una probabilità ma una quota che riflette il volume: le nazionali più seguite — India, Australia, Inghilterra — si prezzano con più margine di scarto tra loro, perché la casa sa dove sta il denaro dei clienti. L’India ha vinto la ICC Men’s T20 World Cup 2026 — dal 7 febbraio all’8 marzo 2026, organizzata congiuntamente da India e Sri Lanka con venti squadre — battendo la Nuova Zelanda di 96 run in finale. Un mercato così sbilanciato nel sentimento popolare è esattamente il tipo di listino in cui il ricarico cresce senza che nessuno lo scriva.

E infine le condizioni che il margine non copre: un mercato sospeso durante una partita di cricket per pioggia non paga nessuno, e un incontro dichiarato senza risultato non è un margine particolarmente sfortunato, è un evento annullato. Ne parliamo fra poco, perché è la cosa che un lettore italiano di questa pagina dovrebbe capire prima di qualsiasi altra.

Il calendario, i formati e i mercati che trovate davvero

Una nazionalità come quella italiana entra nel cricket senza il bagaglio di chi è cresciuto guardandolo, e le regole del gioco contano più di quanto contano nel calcio. Non perché le scommesse sul cricket siano misteriose, ma perché il formato decide quante cose possono andare storte e come si risolve un punteggio di parità.

Partiamo dal numero più semplice. Una squadra di cricket ha 11 giocatori. Da lì si dipanano tre formati internazionali, che sono anche le tre lunghezze sulle quali si prezzano i mercati: i Test match, i One Day International (ODI) e il Twenty20 (T20).

Test match, ODI e T20: tre partite, tre modi di scommettere

Un Test match dura fino a cinque giorni, con al massimo quattro inning in totale — massimo due per squadra — almeno novanta over al giorno, e un incontro che nessuna delle due squadre vince è un pareggio. Cinque giorni sono un problema operativo prima che sportivo: le condizioni cambiano, le quote si muovono per giorni, e un mercato pre-match aperto il primo mattino ha una vita che nessun bookmaker torna a prezzare con la stessa attenzione al quinto pomeriggio. Chi punta su un Test sta comprando un evento che si muove lentamente, e deve saperlo.

Un ODI è la versione compatta: ogni squadra batte per 50 over fissi, e se il punteggio è pari quando la squadra che insegue è tutta eliminata o ha finito gli over, l’incontro è un tie — un pareggio, non un vincitore ai punti. È il formato su cui si concentra la maggior parte dei mercati «da torneo», Coppa del Mondo in testa.

Un T20 è lo sprint: ogni squadra batte per un massimo di 20 over (120 lanci regolari), un lanciatore può lanciare al massimo quattro over, e un incontro in parità si decide con un super over. Questa è la versione che ha trasformato il cricket in uno sport da programmazione televisiva, e la World Cup del 2026 si è giocata proprio in T20.

La pioggia è un esito: Duckworth-Lewis-Stern e i mercati senza risultato

Negli ODI condizionati dalla pioggia, il metodo Duckworth-Lewis-Stern stabilisce di solito il bersaglio o il risultato. Non è una curiosità per appassionati: è il meccanismo che decide se la vostra giocata paga, si modifica o muore. Se si giocano troppo pochi over — di solito 20 — l’incontro è dichiarato senza risultato, e lì il margine non c’entra nulla: c’è un evento annullato e un rimborso.

Da qui un consiglio che vale più di qualsiasi quota trovata in vetrina. Su un mercato ODI, la riga che conta nelle condizioni non è il prezzo: è la regola scritta per il caso in cui l’incontro non si completi. Due bookmaker possono esporre la stessa quota 1,90 sul risultato finale e comportarsi in modo opposto quando arriva un temporale al 25° over. Il modo di verificarla è noioso e funziona: aprite i termini, cercate le parole «senza risultato» o il nome del metodo, e confrontate le due condizioni. La differenza tra due siti non sta nella quota, sta nella frase che non hai letto.

Il circo dei tornei: chi governa il cricket e cosa si gioca

A governare il cricket è l’International Cricket Council (ICC): dodici membri effettivi hanno lo status di Test, e il World Test Championship ha iniziato la sua stagione inaugurale nel 2019. Le nazionali con status di Test giocano con regolarità, e le grandi competizioni ICC tornano con cadenza fissa — il Mondiale T20 ogni due anni, la Coppa del Mondo ODI a intervalli analoghi, e nel mezzo le serie bilaterali che riempiono i palinsesti nei mesi vuoti.

Per chi cerca una competizione da seguire con continuità, il quadro è questo: un Mondiale T20 nel 2026, con l’India campione, e le serie internazionali che vengono aggiunte al palinsesto evento per evento. Su questo, l’attenzione che serve è la stessa di prima: non presumete che un marchio abbia un listino cricket solo perché ha tutto il calcio. Gli eventi arrivano uno alla volta, e la disponibilità va controllata nella sezione cricket dell’operatore — o nella sezione «Sport» se il cricket non ha una voce propria.

Fondamenti, panoramica, meccanismo: come si legge una quota di cricket

Il modo in cui un prezzo si forma è la parte del mestiere che nessuno spiega, perché spiegarla toglie parte del fascino. Pazienza: capirla è ciò che distingue chi scommette da chi viene scommesso.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In un ODI ogni squadra batte per 50 over fissi.

Mercati di cricket: cosa significa 1X2, GG/NG, Under/Over e handicap

I nomi dei mercati sono quelli che l’Italia usa da trent’anni per il calcio, applicati a uno sport con dinamiche diverse. 1X2 indica l’esito finale con il pareggio come opzione a sé: e nel cricket il pareggio esiste davvero, come tie o come incontro senza risultato, e non è una riga di comodo. GG/NG, gol/no gol, è la versione calcistica dei mercati sugli esiti multipli, e nel cricket si trasferisce a mercati come «segnare almeno X run» o «realizzare almeno un wicket in un over», dove la struttura resta la stessa — accade o non accade — ma la frequenza con cui accade è tutta un’altra cosa. Under/Over è la scommessa sulla soglia: sopra o sotto un numero di run, di wicket, di over. DNB, draw no bet, è il «rimborso in caso di pareggio»: il pareggio annulla la giocata, e questo nel cricket ha un valore diverso da quello che ha nel calcio, perché il formato Test introduce pareggi veri con regolarità. Handicap pareggia la differenza tra una nazionale forte e una debole, e nel cricket si applica su run, wicket e, in alcune formulazioni, sugli over.

Poi ci sono i mercati che un concessionario italiano ha già in casa e che vale la pena conoscere per nome, perché sono la parte «combo» di ogni listino. Sisal, per esempio, elenca la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; Betfair Sport propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Trasferite quella logica al cricket e capite la forma del listino: mercati combo, mercati su un singolo esito e mercati «speciali» che il bookmaker costruisce a mano. Un avvertimento: un mercato costruito a mano è anche il posto dove il margine tende a essere più largo, perché è il bookmaker, non il mercato, a fissare il prezzo.

Pre-match e live: due mestieri diversi con lo stesso logo

Vale la pena separarli, perché il margine nei due ambienti non è lo stesso numero. Un listino pre-match viene prezzato con calma, e il bookmaker può coprirsi meglio: lì il ricarico tende a essere il più contenuto del sito. Un listino live invece cambia mentre la partita si gioca, e la quota che vedete riflette un mercato in movimento. Nel cricket il live è un caso a parte: un over dura pochi minuti, un wicket ribalta un mercato in un istante, e l’interfaccia deve reggere il ritmo.

Una nota tecnica che vale la pena avere in testa: durante il live i mercati si sospendono. Succede per un wicket, per una revisione televisiva o perché il prezzo è in movimento. Non è un disservizio, è la protezione dell’operatore contro il rischio di un prezzo fermo mentre la realtà cambia. Su un mercato sospeso, la giocata non entra — e chi punta in-play deve saperlo aspettare senza premere invio tre volte di fila.

Le sospensioni sono anche il motivo per cui conviene distinguere le due famiglie di operatori che vedrete nelle prossime sezioni: un marchio con una sezione sportiva costruita per il calcio italiano gestisce il live con una certa meccanica, un marchio che ha tutta la propria forza altrove la gestisce diversamente. Quello che conta per il cricket è se il listino si muove durante l’incontro, non solo prima.

Cash out e streaming: le due funzioni che valgono il prezzo di un conto

Il cash out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Nel cricket vale più che altrove, e per una ragione strutturale: in un Test match potete chiudere dopo tre giorni senza aspettare il quarto; in un ODI potete uscire mentre la pioggia minaccia un metodo Duckworth-Lewis-Stern che avrebbe riscritto il vostro risultato. Sisal la mette tra le proprie funzioni, descritta esattamente così: permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. È uno strumento potente e venduto come tale — con la piccola concessione che chi ve lo vende incassa anche sull’operazione, e che il prezzo proposto è fissato da lui, non dal mercato.

Lo streaming è la seconda funzione che pesa in questo sport. Su un evento che inizia alle quattro del mattino, ora italiana, il video non è un vezzo: è l’unico modo per seguire un listino live senza sbagliare. Lottomatica mette lo streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta; Sisal indica la diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Sul cricket, però, il discorso va fatto con franchezza: uno streaming che copre quattro sport non è uno streaming che copre il cricket, e nessun listino di questo genere è un obbligo per l’operatore. Chi vuole guardare una partita alle quattro del mattino deve verificare che quel singolo evento sia trasmesso, nella pagina dell’evento, prima di versare.

Valutazione e criteri: come valutare un bookmaker per il cricket

Questa è la parte in cui quasi tutte le classifiche vi dicono la stessa cosa: numero di sport, quota di benvenuto, app ben fatta. Sono tre criteri che non distinguono nulla. Un sito che offre calcio, tennis e basket avrà anche il cricket nella sua lista, ma la lista non dice se i mercati del cricket siano quattro o quaranta.

I criteri che contano davvero, e il numero che nessuno mette in vetrina

Il primo criterio è la profondità del mercato, non l’etichetta dello sport. Un listino cricket con tre mercati — esito finale, totale run, miglior realizzatore — è un listino per il grande torneo; un listino con cento mercati è una sezione vera. Il modo per distinguerli è spietatamente semplice: aprite una partita di cricket, contate le voci, e non fatevi impressionare dalla vetrina delle promozioni.

Il secondo è il margine, e qui serve la disciplina di cui sopra: non esiste «il margine di un bookmaker», esistono i margini dei suoi mercati. Un operatore può essere stretto sul calcio di Serie A e largo su un mercato di nicchia come il cricket, perché il cricket è meno liquido e la casa prende un premio maggiore. Chi pretende che il bookmaker X abbia «le quote migliori» su tutto sta vendendo, non confrontando.

Il terzo è la verifica della concessione. Nell’Elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, ogni riga porta un codice da 16000 a 16051 e un sito .it. La concessione sta nella riga, e la riga nel dominio: se il marchio che state guardando occupa una di quelle 52 posizioni con il dominio giusto, la parte legale è a posto e resta da controllare solo il prodotto. Se non la occupa, il resto della discussione diventa accademico.

Il quarto è la chiarezza delle condizioni, ed è il criterio che fa la differenza su questo sport più che su altri. Non chiedete solo quanto paga una quota: chiedete cosa succede se l’incontro viene dichiarato senza risultato, come si comporta il cash out quando il mercato è sospeso, quanto dura una promozione. Sono tre domande a cui ogni operatore risponde, per iscritto, nelle proprie condizioni — e le risposte non sono affatto identiche.

La tabella: dieci concessionari, la loro concessione e la loro regola scritta

Le righe che seguono riportano, per ciascun marchio, la concessione e la ragione sociale come compaiono nel registro ADM, e quello che le condizioni dell’operatore dicono sul terreno di questa pagina. Due avvertenze, prima di leggerla. La prima: le concessioni sono numeri di registro, non pagelle — un codice più basso non significa un operatore migliore. La seconda: quando una cella è vuota non c’è un giudizio nascosto, c’è una riga che questo confronto non ha trovato nelle condizioni dell’operatore.

Marchio Concessione ADM e concessionario Cosa dicono le condizioni dell’operatore
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Solo eventi virtuali, con partenze ogni 2 minuti
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Copertura di Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con streaming per il live
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta; campionati e coppe europee di calcio
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Esito Finale, Under/Over, Multigol, combo e Supercombo a quote maggiorate
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. Bonus di benvenuto sport pari al 100 % del primo deposito, fino a 5.000 €
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dal calcio, tennis e basket fino a spettacolo e politica
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Extra Bet Club: freebet settimanale da 5 € per la stagione di Serie A, fino a 100 €

Quello che la colonna centrale dice e quella di destra non dice è la stessa cosa della prima sezione di questa pagina, vista da vicino. I numeri di concessione sono dieci righe distinte dell’elenco ADM, e ognuna aggancia una società a un sito: Netwin Italia, GBO Italy, Hillside, Pwo, Betfair Italia, Azzurri, Betflag, Eurobet Italia, William Hill Malta. La colonna di destra, invece, parla di calcio, di Formula 1 e di reality show. Il cricket non compare in nessuna delle dieci righe: nessuno di questi operatori lo nomina nelle condizioni e nelle descrizioni che formano il materiale di questo confronto. Non significa che il cricket non sia disponibile — significa che la disponibilità va verificata nel palinsesto del singolo marchio, evento per evento, e che nessuna tabella al mondo può rispondere al posto vostro.

C’è una seconda lettura, e riguarda gli stessi due marchi con la stessa società dietro. Lottomatica e Goldbet sono due concessioni distinte dello stesso concessionario, Goldbet Better Organization Italy S.p.a.; l’una ha la concessione 16010, l’altra la 16009, e i due siti sono due righe separate del registro. La concessione è per sito: due conti sui due marchi sono due concessioni e due conti di gioco, con due identificazioni, e non si sommano in nulla. Chi apre il secondo conto pensando a un tetto di deposito unico, o a un’autoesclusione che vale per entrambi, sbaglia: il RUA sì, vale per entrambi, perché blocca tutte le piattaforme con concessione ADM; ma i limiti che vi siete dati su un conto non esistono sull’altro finché non li impostate anche lì.

Una nota infine sui marchi che non sono in questa tabella. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe dell’elenco ADM al 25 ottobre 2026: è il dato, e ognuno ne tragga le conseguenze che vuole, sapendo che la lista non è esaustiva del mercato nel senso opposto — altri concessionari esistono, e un marchio assente da questa tabella non è per questo privo di concessione.

La classifica: dieci operatori con concessione ADM

L’ordine è quello che leggete, e la logica è dichiarata: prima i marchi con una sezione virtuale o sportiva ben caratterizzata, poi i generalisti con il palinsesto più ampio, infine il marchio che sulla carta si adatta meno agli sport di nicchia. Non è una pagella e non è un consiglio: è una lettura di quello che le condizioni e le descrizioni degli operatori dicono, con un occhio particolare a cosa manca quando si parla di cricket.

NetWin: concessione 16035, il marchio che vive di eventi simulati

NetWin è Netwin Italia S.p.a., .it proprio e concessione 16035, e la sua app è la più esplicita della lista nel dirvi cosa offre: scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori, più il live score. Le date raccontano una piccola incongruenza che vale la pena notare: la descrizione dell’app è datata 2025 mentre gli altri marchi sono al 2026, e la cosa si spiega con un listino virtuale che cambia poco — gli eventi simulati non hanno bisogno di un aggiornamento di palinsesto per restare attuali.

Dove NetWin si colloca in questa pagina lo decide la natura del suo prodotto. Gli eventi simulati sono definiti dall’art. 2, lett. v), D.Lgs. 41/2024 e ammessi dentro una concessione per scommesse sportive, quindi la posizione giuridica è a posto: la concessione 16035 è una riga piena dell’elenco ADM. Ma il cricket vero, quello con una nazionale che batte per cinquanta over sotto la pioggia, non sta nel catalogo che NetWin descrive. Chi cerca un listino simulato da giocare in due minuti ha trovato il suo posto; chi cerca un ODI di una nazionale non lo troverà qui, e la pubblicità dei «migliaia di eventi» non cambia la sostanza.

Lottomatica: concessione 16010, il generalista con lo streaming dentro

Lottomatica è del concessionario Goldbet Better Organization Italy S.p.a. e porta la concessione 16010. La sua app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. È il profilo di un generalista che ha costruito l’esperienza intorno al calcio e all’automobilismo, e che sulla parte live ha messo il pezzo che conta: il video.

Il giudizio pratico è duplice. Il tasso di generalità è alto: la descrizione elenca i campionati, non le profondità dei mercati, e con il cricket — sport che in Italia non ha un campionato nazionale né un pubblico televisivo quotidiano — il rischio è che la voce esista nella lista degli sport senza che il listino abbia una vera sezione. Lo streaming, però, cambia il calcolo per un tipo preciso di giocatore: chi punta live su un evento che inizia alle quattro del mattino ha bisogno di vedere cosa succede, e un operatore che mette il video accanto al listino vale più di uno che ha due mercati in più. Con la concessione 16010 e un dominio .it, la parte legale è quella dell’elenco ADM.

Il dettaglio che sfugge a molti: Lottomatica e Goldbet sono due marchi dello stesso concessionario. Chi ha un conto su entrambi non ha un rapporto più forte con la casa — ha due concessioni distinte, due conti, due identificazioni.

bet365: concessione 16030, il marchio con il partner UEFA e gli strumenti in chiaro

bet365 è Hillside (New Media Malta) Plc, concessione 16030, e si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, offrendo scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Il dato che distingue questo marchio nella nostra lista non è però commerciale: è l’elenco dei propri strumenti di gioco responsabile, che nella sua descrizione comprende periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con l’indicazione, per i residenti in Italia, del Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Nella lista fornita dall’operatore la voce autoesclusione è l’ultima di quattro, non un asterisco in fondo alla pagina.

Il nome «partner globale della Champions League» è il tipo di etichetta che colpisce, e vale la pena decodificarla. Un partenariato commerciale con un organizzatore sportivo non dice nulla su quante partite avrete nel listino né su quanto sarà largo il margine sul cricket: dice che il marchio paga per stare accanto a un torneo. Quello che il partenariato segnala davvero è la scala della struttura, e una struttura grande è quella che più facilmente ha una sezione vera per uno sport di nicchia — il che, va detto, è un’indicazione e non una garanzia. Serve anche a qualcos’altro, questo marchio: a settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, e la stampa di settore indica proprio bet365 come primo partner, cioè il primo operatore a mettere quell’evento nel proprio palinsesto. La lezione vale per il cricket: il palinsesto si allarga evento per evento, e chi si muove prima ha un listino che gli altri non hanno ancora.

Goldbet: concessione 16009, la vecchia guardia della schedina

Goldbet è Goldbet Better Organization Italy S.p.a., concessione 16009, e la sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. È il vocabolario di una tradizione italiana della scommessa sportiva, quello delle schedine e dei sistemi, e ha un pregio concreto: chi ha imparato a scommettere in ricevitoria riconosce immediatamente i tipi di giocata e non deve reimparare nulla.

Sul cricket l’onestà della descrizione è la stessa di tutti gli altri: «tutti i campionati di calcio e altri sport» è una formula generica, e nell’elenco dei mercati non c’è una voce dedicata. Il bonus di benvenuto è menzionato senza importo né requisiti in questa descrizione: chi ci fa affidamento deve leggere le condizioni complete prima di versare, perché la cifra che conta non è quella del bonus ma quella del rigioco, e il rigioco non è mai in vetrina.

Il marchio ha un punto di contatto che pochi lettori notano: con Lottomatica condivide la società. Due concessioni, 16009 e 16010, due siti, e nessuna somma di limiti o di tutele dall’uno all’altro.

Planetwin365: concessione 16007, il catalogo più largo ma senza cricket in vetrina

Planetwin365 è Pwo S.p.a., concessione 16007, e la sua app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Il numero delle tipologie di sport è il più alto che incontriamo in questo elenco, ed è un buon indicatore di ampiezza: venti sport sono un catalogo costruito per chi cerca varietà.

Ma la larghezza non è la profondità, e qui la distinzione che abbiamo fatto nei criteri torna utile. Le venti tipologie sono l’elenco delle lingue parlate, non la lunghezza dei discorsi: per sapere se il cricket ha un listino vero bisogna aprire una partita e contare le voci. Quello che possiamo dire è che con una struttura di quel tipo la probabilità di trovare un mercato cricket è più alta che con un contratto povero, e che la stessa struttura suggerisce anche il contrario — venti sport sono trenta sport, e nessuno può coprirli tutti con lo stesso livello di dettaglio. La concessione 16007 e il dominio .it restano la base legale.

Betfair: concessione 16028, l’unico exchange di questa lista

Betfair è Betfair Italia S.r.l., concessione 16028, e la sua app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate. Il marchio ha una particolarità che nessun altro della lista condivide: è il primo a portare in Italia il betting exchange, il gioco definito dall’art. 6, comma 1, lett. e), D.Lgs. 41/2024, dove il giocatore può essere chi punta o chi banca e il concessionario si limita a mettere le due parti in contatto anonimo.

Che cosa significa, in concreto? Che in un exchange non c’è il bookmaker dall’altra parte a fissare il prezzo: c’è un altro giocatore, e la quota nasce dall’incontro tra una richiesta e una disponibilità. Il margine, in quella forma, non esiste nella forma del ricarico: esiste una commissione, e sulle commissioni dell’exchange italiano e su quali marchi lo gestiscano oggi la situazione è aperta. Quello che si può dire, con la documentazione dell’operatore in mano, è che i conti sull’exchange italiano seguono regole aggiuntive, come una puntata minima a favore di 200 centesimi con incrementi da 50 centesimi. E che per come riporta la stampa di settore, sul mercato italiano il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario.

Per chi punta sul cricket la domanda vera è se un exchange abbia abbastanza liquidità su un mercato di nicchia. Un mercato con duecento giocatori attivi è un mercato che si prezza; un mercato con dodici è un mercato che non si chiude. Sul cricket italiano è una domanda a cui nessuno può rispondere in anticipo, e la si verifica aprendo l’evento e guardando se c’è denaro dall’altra parte.

StarCasinò: concessione 16026, la casa da gioco con un bookmaker attaccato

StarCasinò è Azzurri Limited, concessione 16026, e la sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. È il profilo della piattaforma nata sul casinò che ha aggiunto la sezione sportiva dopo, e la descrizione lo dice con franchezza: lo sport è il secondo pezzo, non il primo.

Il fatto va letto senza moralismi e con una conseguenza pratica. Chi cerca un listino cricket profondo non lo troverà in un marchio che costruisce la propria identità sulle slot: la sezione sportiva, per come viene presentata, è quella di un bookmaker generalista, e la copertura di uno sport di nicchia in un generalista è la prima a essere sottile. Il punto che rende questo marchio interessante per altri lettori è un altro, e sta nella prima sezione di questa pagina: StarCasinò ha una concessione ADM, con un dominio .it proprio e la concessione 16026, e le piattaforme legali italiane come questa sono quelle collegate al RUA e soggette agli obblighi di tutela dell’art. 15, D.Lgs. 41/2024. Chi ha come prima preoccupazione un ambiente regolato e non l’ampiezza del listino trova qui una base solida.

BetFlag: concessione 16008, il deposito che vale uno scrutinio

BetFlag è Betflag S.p.a., concessione 16008, e la sua offerta sportiva più visibile è il Welcome Bonus Sport: 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Accanto, l’apertura del conto rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, oltre alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Questo è il marchio su cui vale la pena ragionare di più, perché la cifra in vetrina è grossa e la cifra che conta è un’altra. Un «100 % del primo deposito» è la forma più comune del bonus di benvenuto, e il tetto di 5.000 € è un tetto, non un importo: si presume che diventi 5.000 € solo con un deposito di 5.000 €. Il vero costo del bonus sono i requisiti di puntata, cioè quanto dovete giocare prima di poter prelevare il saldo e le vincite; e nessun tetto statale al rigioco esiste in Italia, quindi quei requisiti vengono interamente dalle condizioni dell’operatore e possono essere severi quanto un operatore sceglie.

Su questo punto l’onestà intellettuale impone una distinzione che molte pagine saltano. Il fatto che un concessionario ADM debba rispettare gli obblighi di tutela dell’art. 15, D.Lgs. 41/2024, e debba offrire uno strumento di limitazione del deposito a chi si registra, non rende piccolo un requisito di puntata. Sono due cose su piani diversi: la protezione del giocatore e l’economia della promozione. Un bookmaker può rispettare tutti gli obblighi di legge ed esporre un bonus che, se smontato, chiede di girare l’importo più volte.

E poi c’è il pezzo che riguarda questa pagina in modo diretto: BetFlag rimanda a SPID e CIE per aprire il conto. Il dato è interessante perché SPID e CIE sono metodi di identificazione offerti da alcuni operatori, non da tutti, e perché l’identificazione è la porta d’ingresso obbligatoria di ogni conto di gioco. Per un lettore che ha SPID o CIE attivi, aprire il conto è un passaggio da pochi minuti e non da trenta giorni; per chi non li ha, la registrazione classica richiede l’invio di un documento, e senza SPID il conto va validato entro trenta giorni, pena la sospensione e il blocco dei prelievi, come dichiarano le pagine degli operatori.

Eurobet: concessione 16012, dal calcio alle elezioni (e la concessione gemella)

Eurobet è Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, concessione 16012, e il suo palinsesto è il più curioso della lista: dall’app si va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). È lo specchio di un mercato in cui la scommessa è un prodotto di intrattenimento, e il fatto che il confine includa anche gli eventi non sportivi è il segnale di una casa che prezza quello che il pubblico guarda.

Il giudizio pratico, per chi cerca il cricket, è però quello di sempre: un catalogo costruito sulle grandi masse — calcio, Formula 1, reality — non ha ragioni economiche per costruire una sezione profonda su un Test match, e il fatto che il listino includa quattro sport più gli scacchi non è la stessa cosa dell’includere quaranta mercati sul cricket. Quello che Eurobet offre in più, per un lettore italiano, è la varietà dei tipi di giocata: dagli sport di nicchia come il volley e il ciclismo a mercati che altrove non esistono.

E c’è il dettaglio che la tabella rende evidente: un solo codice nell’elenco ADM non è un solo marchio. Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale, e sono tre righe distinte del registro con codici diversi. Chi ha rapporti con più di uno di quei marchi ha tre conti di gioco, tre identificazioni e tre limiti da impostare separatamente, mentre il RUA — l’iscrizione al registro degli autoesclusi — li blocca tutti insieme, perché opera a livello di piattaforme con concessione ADM.

William Hill: concessione 16044, l’extra costruito sulla Serie A

William Hill è William Hill Malta Plc, concessione 16044, e nella sua lista di benvenuto sport porta il suo Extra Bet Club: una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, destinata a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Leggete il dato con attenzione, perché è il più interessante della lista e anche il più mal compreso.

Ci sono tre condizioni in una riga, e ognuna taglia una parte del pubblico. La puntata minima di 20 € è una soglia che esclude chi gioca tagli di 2 €; i cinque eventi sono un requisito di costruzione, non un caso; la quota totale minima 10.0 è il vincolo che elimina di fatto le multiple «sicure», perché cinque eventi che si sommano a 10,0 di quota totale sono cinque eventi che il mercato valuta insieme circa al 10 % di probabilità — un prodotto che statisticamente viene mancato con grande regolarità. In cambio, fino a 100 € a settimana in freebet per la stagione di Serie A.

E qui arriva la parte che distingue una pagina scritta bene da una pagina scritta bene per finta. La freebet è una freebet, non un prelievo in denaro: se la giocate e perdete, non avete perso nulla di vostro; se vincete, la parte corrispondente alla puntata di solito non torna, perché nella maggior parte delle freebet lo stake non è pagato; torna la vincita, cioè importo per quota meno uno. Vale a dire che una freebet da 5 € giocata a quota 2,00 non aggiunge 5 € al saldo in caso di vittoria, ne aggiunge 5 € meno la puntata trattenuta. È il punto in cui il marketing dice «5 €» e la matematica dice un’altra cosa: non è una truffa, è la definizione standard di una scommessa gratuita — e nessuno la porta in vetrina con questa precisione.

Il secondo pezzo della stessa riga riguarda il calendario, e per questa pagina è quello che pesa: il bonus è legato alla stagione di Serie A, quindi alla parte dell’anno in cui il calcio italiano è in corso. Fuori da quella finestra, l’Extra Bet Club non serve a nulla, e chi si è registrato per quello non ha il bonus. È il tipo di condizione che va letta prima, non dopo.

Domande frequenti sulle scommesse sul cricket

Su quali eventi di cricket si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo sugli eventi inseriti nel palinsesto approvato da ADM: il programma di eventi e tipi di giocata che il concessionario prepara e che l’agenzia autorizza voce per voce, come definito all’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024. Un torneo di cricket non entra nel listino per il fatto di esistere, ed è la sezione dello sport sul sito dell’operatore — non la lista degli sport dell’app — a mostrarvi l’offerta effettiva.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si prende il numero di concessione e la ragione sociale che l’operatore dichiara nelle proprie condizioni, e si confronta con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che al 25 ottobre 2026 conta 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un dominio .it. Se numero, società e dominio corrispondono, la concessione è quella; un dominio estero che vi raggiunge dallo stesso telefono non compare nell’elenco.

Come si calcola la vincita di una scommessa partendo da puntata e quota?

Il ritorno lordo è la puntata moltiplicata per la quota: 10 € a quota 1,90 fanno 19 €, dei quali 9 € sono profitto netto. Su una multipla le quote si moltiplicano tra loro in un unico prezzo, quindi tre eventi a 1,90 valgono 6,859 e i 10 € di partenza tornano 68,59 € se entrano tutte e tre le selezioni. Il conto è la parte facile; la parte difficile è che i mercati non pagano mai il prezzo «giusto».

Come si legge dalle quote il margine che trattiene il bookmaker?

Si prende il reciproco di ogni quota dello stesso mercato, si somma il tutto e si fa il reciproco della somma. Su due esiti a quota 1,90 ciascuno, il totale dei reciproci è 1,0526316 e il suo reciproco è 0,95: quel mercato restituisce il 95 % di quanto è stato puntato, e il 5 % è il ricarico. Il numero cambia da mercato a mercato, anche dentro lo stesso sito.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Presso un concessionario ADM l’imposta unica è a carico dell’operatore — 24,5 % sulla raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite — e chi riceve il premio lo riceve al netto: le vincite non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano. La ricostruzione viene dalla stampa specializzata e va chiusa con la raccomandazione di consultare un commercialista per la propria posizione.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e l’operatore offre limiti di ricarica, di spesa e di tempo su base giornaliera, settimanale e mensile, in linea con l’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024. Un limite ridotto ha effetto immediato, un limite aumentato dopo sette giorni; la cifra del limite che ADM fissa nella gara non è pubblica, e nessun tetto legale in euro alle puntate risulta fissato.

Scritto dal team di «Garecicliste».