Siti di scommesse stranieri 2026: dietro il .com non c’è nessun ADM
Il 30 Ottobre 2026, con i dati dei concessionari verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Chi cerca un sito di scommesse straniero di solito cerca una cosa sola: una quota più alta, o un bonus che i concessionari italiani non gli danno. È una ricerca ragionevole. Ed è quasi sempre la ricerca sbagliata, perché la differenza tra un bookmaker con concessione ADM e un .com che accetta giocatori italiani non si misura in centesimi di quota: si misura in cosa succede dopo, quando qualcosa va storto. Un conto bloccato, un prelievo che non arriva, un’autolimitazione che non viene rispettata, una vincita che il fisco italiano considera un reddito da dichiarare. Sono conseguenze, e arrivano tutte nello stesso ordine: prima il deposito, poi la giocata, poi il prelievo, poi — se c’è — il problema.
Il quadro normativo non è un’opinione. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli blocca i siti privi delle autorizzazioni previste dal 2007, e solo i titolari di una concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. Non è una questione di simpatia per il monopolio: è che una concessione è uno strumento giuridico con dentro obblighi precisi — il Registro Unico degli Autoesclusi, la vigilanza di ADM, i limiti che il giocatore sceglie in registrazione, un foro italiano se si litiga. Un .com che non ha quella concessione non ha nessuno di quegli obblighi, e nessuno degli strumenti che ne derivano.
Vale la pena dirlo subito, perché è la parte che il lettore vuole sapere e che spesso gli viene risparmiata: come ADM stessa ha dichiarato il 28 febbraio 2024, l’articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda anche per il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari. L’importo dell’ammenda non è noto, e non risulta qui nessun caso concreto instaurato contro un singolo giocatore. Ma la regola c’è, è scritta, ed è firmata dall’autorità che la applica. Chi cerca un sito estero pensando di trovare solo un’offerta migliore sta comprando anche quella.
Questo pezzo non nomina nessun operatore senza concessione, e non indica come arrivarci. Non è prudenza: è che descrivere un’offerta illegale in Italia e spiegare come raggiungerla sarebbero la stessa frase.
Indice dei contenuti
- La normativa che decide cosa puoi fare, e da quando
- La prevenzione: quali strumenti esistono e a quale condizione
- La classifica: come si valuta un concessionario, e su cosa si ferma il confronto
- I fondamenti: come funziona davvero un’offerta, e cosa resta fuori dal .com
- I dieci concessionari della lista, uno per uno
- Domande frequenti
La normativa che decide cosa puoi fare, e da quando
Il perimetro: chi può accettare una scommessa in Italia
Il riferimento non è più la vecchia sigla AAMS, che il mercato continua a usare, ma la concessione rilasciata da ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — dentro il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le concessioni non si comprano a sportello: si assegnano con gara pubblica. L’articolo 6, comma 1 elenca cosa si può offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; i totalizzatori sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, di carte e quelli di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; e il bingo. L’articolo 6, comma 3 fissa la durata massima: nove anni, senza rinnovo.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ci sono 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it.
Un dettaglio che quasi nessuno legge e che spiega molti equivoci: la concessione è per sito, non per azienda. Una stessa società può tenerne più di una — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it — e il nome commerciale che il giocatore vede raramente coincide con il concessionario. Nelle schede che seguono, l’azienda si legge dalla riga della licenza, non dal marchio.
Cosa succede al nome che non trovi
C’è una comodità in quell’elenco che vale più di qualunque comparatore: è pubblico, è aggiornato e contiene codici. Verificare un bookmaker richiede due minuti. Si apre l’elenco, si cerca il codice che l’operatore dichiara nei propri termini, si controlla che il sito sia un .it e che il codice corrisponda a una riga vera. Un comparatore, invece, non è una prova di niente: comparire in una classifica non equivale ad avere una concessione, e la classifica stessa è una pagina, non un registro.
Il registro, però, ha un limite che va detto perché altrimenti si trae la conclusione sbagliata. L’elenco non ha una colonna che indichi i giochi autorizzati. Un concessionario può avere il diritto per scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, scommesse exchange e bingo in qualunque combinazione. Stare nell’elenco non dimostra da solo che quell’operatore accetti scommesse sportive: lo dimostrano il palinsesto e l’app dell’operatore stesso. Il registro dice chi ha il titolo; l’offerta dice cosa ci fa con quel titolo.
E il rovescio è altrettanto vero: una marca che non compare tra le 52 righe al 25 ottobre 2026 non è automaticamente illegale ovunque, perché l’elenco che il lettore guarda non è la lista completa del mercato. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non sono tra quelle 52 righe; il che, per chi li incontra in un risultato di ricerca, è già un’informazione precisa su cosa non hanno.
L’inibizione, il reindirizzamento e chi paga la sanzione
L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126. Chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti, e questa è la ragione per cui il blocco, quando funziona, funziona in fretta: non c’è una causa da istruire per ogni dominio, c’è una lista che i provider devono leggere.
Dall’aprile 2026 i siti inibiti vengono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM sul dominio dedicato, al posto del vecchio indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione. L’ultimo elenco dei siti inibiti risultava aggiornato al 13 ottobre 2026. Chi arriva su quella pagina legge che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia: è un messaggio dell’autorità, non del gestore del sito, ed è la prima volta che molti giocatori scoprono che il bookmaker su cui puntavano non ha titolo.
Il meccanismo, però, ha una falla strutturale. Il blocco opera a livello DNS, e a livello DNS significa che domini speculari riappaiono nel giro di poche ore. Un ordine del 24 settembre 2025, come riportato dalla stampa di settore, aveva portato il totale a 11.481 domini oscurati, e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta. La parola che il settore usa è «oscurati», e descrive bene la situazione: qualcosa viene spento, non qualcuno viene fermato.
Nel frattempo, la responsabilità di chi lascia passare il gioco si è materializzata in cifre. Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto da ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata. È l’articolo 22 del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, nel testo della Gazzetta Ufficiale. Lo stesso articolo prevede una regolamentazione, concordata con la Banca d’Italia, per fermare i prestatori di pagamento che movimentano denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore non è confermata.
Vale la pena fermarsi un secondo su quel numero. Una sanzione da 30.000 a 180.000 € per violazione è il tipo di norma che non si scrive per essere applicata a un singolo episodio, ma per rendere sconveniente il modello di business intero. Un provider che deve riconoscere e filtrare pagamenti di gioco illegale si chiede se convenga, e la risposta per un certo volume di transazioni è no.
Quando il problema diventa del giocatore
Qui il quadro smette di riguardare i provider e comincia a riguardare il conto in banca di chi legge. La legge 13 dicembre 1989, n. 401 — che ADM cita nel suo comunicato del 28 febbraio 2024 — prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettati all’estero, e aggiunge che anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’articolo 4, comma 4-bis, dal lato dell’operatore, copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.
Cosa non si sa: l’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento concreto contro un giocatore. Nessuno dei due elementi è noto, e questo va scritto senza girarci intorno, perché cambia la natura del rischio. Il rischio penale è reale e nominato dall’autorità; la sua traduzione pratica per un singolo appassionato che punta cinquanta euro su una partita di Serie A non è quantificabile con i dati disponibili. Chi vi dice il contrario vi sta vendendo qualcosa.
L’altra metà del problema è pubblicitaria, e non riguarda solo i siti. ADM ricorda che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. È la ragione per cui i siti di confronto seri non nominano questi operatori, e la ragione per cui una pagina che lo facesse metterebbe a rischio sé stessa oltre al lettore.
La prevenzione: quali strumenti esistono e a quale condizione
Un tasto che spegne cinquanta piattaforme insieme
Il Registro Unico degli Autoesclusi esiste dal 2018, e fa una cosa che nessun sito estero può replicare: l’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta, e riguarda anche le sale fisiche. Un giocatore che si esclude su un bookmaker italiano si esclude da tutti. È l’unico strumento di questo tipo nel sistema, e vale più di qualunque pagina di «gioco responsabile» scritta in fondo a un sito.

Un sito senza concessione non è collegato al RUA. Questa singola frase è, per molte persone, l’argomento decisivo in tutta la questione: chi ha un problema di controllo e gioca su un .com offshore si porta dietro il problema su un’isola dove la rete di sicurezza non arriva.
Il perimetro temporale si è mosso di recente, e le date contano. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Chi si è escluso a tempo indeterminato con le regole vecchie si trova davanti una finestra di revoca che prima non esisteva. Non è un dettaglio tecnico: è la differenza tra una porta chiusa e una porta con una maniglia.
Il limite che scegli tu, e il tempo che serve per allentarlo
Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le condizioni di Admiralbet chiedono di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Quella asimmetria — subito verso il basso, una settimana verso l’alto — è il cuore del sistema, e chi ha provato a rialzare un limite di sabato pomeriggio lo sa.
L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca la cornice: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Il comma 2 aggiunge un obbligo informativo: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, e comunque non più di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.
Il tetto massimo di deposito che ADM fissa nella gara non è noto. Non è una lacuna della pagina: è un dato che il sistema non pubblica, e significa che il livello del limite lo decide il concessionario con i suoi protocolli, non una cifra uguale per tutti. Chi vuole sapere dove si colloca il proprio bookmaker lo legge nei termini, non in una tabella confrontabile.
Un euro di scommessa non è un euro di deposito, ed è bene tenerli separati: il limite di deposito governa il denaro che entra nel conto, non il volume giocato. Chi punta e ripunta la stessa somma dieci volte non ha violato nessun limite, e non ha nemmeno speso dieci volte quello che crede.
Identificarsi: la parte del processo che nessuno legge
Il conto di gioco richiede l’identificazione completa, e dal 2024 questo passaggio ha smesso di essere una formalità. Per aprire un conto, BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Un esempio più dettagliato: il conto Admiralbet si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente.
Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. È la regola che genera più telefonate all’assistenza di qualunque altra, e la conseguenza pratica è semplice: chi si registra di fretta per giocare la sera stessa, su un mercato che si chiude in due ore, spesso scopre il blocco proprio quando vuole incassare.
La cornice sta nell’articolo 3, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 41/2024, che nomina la tutela dei minori come principio, e nelle condizioni di concessione, che prevedono l’esclusione dei minori dal gioco: la legge italiana fissa l’età a 18 anni.
La classifica: come si valuta un concessionario, e su cosa si ferma il confronto
I criteri, in ordine di quanto costano al lettore
Un confronto tra operatori con concessione ADM si costruisce su cinque cose che si verificano, e nessuna delle cinque è la quota di una partita. La concessione, perché è l’unico requisito che rende l’offerta legale in Italia. Il palinsesto, perché un operatore autorizzato per le scommesse sportive può comunque avere un’offerta sottile. La profondità dei mercati, che si vede solo aprendo una partita e contando le voci. Gli strumenti di tutela e il modo in cui li applica, che è la parte che il marketing non racconta. E il comportamento sul denaro: come si preleva, con quali strumenti si versa, quanto tempo ci mette il conto a diventare operativo.
C’è un sesto criterio che il lettore aggiunge sempre e che non è un criterio: il bonus. Un bonus è un prezzo con delle condizioni allegate, e le condizioni stanno nei termini dell’operatore, non nella classifica. Le schede che seguono riportano il tipo di offerta così come l’operatore la descrive, e non la promozione come se fosse già vinta.
Un’avvertenza sui confronti, prima di entrare nel merito: le quote sono una fotografia, e le fotografie invecchiano. Una quota letta su una pagina di confronto la settimana scorsa può essere già cambiata, e il margine di un mercato 1X2 non è il margine del mercato dei marcatori della stessa partita. Quando il prezzo conta davvero — e conta quando il volume giocato è alto — va letto sul palinsesto dell’operatore al momento della giocata.
panorami
| Operatore | Concessione ADM | Azienda concessionaria | Cosa dicono i termini o l’app sul gioco |
|---|---|---|---|
| Sisal | n. 16020 | Sisal Italia S.p.a. | oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live nell’app, con streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket; Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, mercati Goal, No Goal e Multigoal, tiri in porta, rigori ed espulsioni; funzione Cash Out |
| Lottomatica | n. 16010 | Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | nell’app Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live |
| NetWin | n. 16035 | Netwin Italia S.p.a. | offerta Sport-50: bonus pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo 20 € |
| Eurobet | n. 16012 | Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | nell’app calcio, tennis, basket, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv, reality) e di politica (elezioni) |
| BetFlag | n. 16008 | Betflag S.p.a. | apertura conto con identificazione via SPID e CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni |
| Betsson | n. 16027 | Azzurri Limited | scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| William Hill | n. 16044 | William Hill Malta Plc | Benvenuto Sport: Bonus Sport da 10 € accreditato subito a chi si registra con SPID; con registrazione manuale bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore |
| StarCasinò | n. 16026 | Azzurri Limited | nell’app scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò |
| bet365 | n. 16030 | Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live |
| Planetwin365 | n. 16007 | Pwo S.p.a. | principali campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
La colonna dei codici è quella che si verifica, ed è per questo che sta seconda. Un lettore che vuole controllare un operatore senza fidarsi di nessuno apre l’elenco di ADM e cerca il numero: se il codice non c’è, la scheda non serve a niente. Un nome su un registro, però, non dice cosa quel concessionario può fare — l’elenco non ha una colonna dei giochi — quindi il codice va sempre letto insieme a quello che l’operatore mostra nel proprio palinsesto.
Due righe della tabella meritano attenzione per una ragione che non è commerciale. Eurobet Italia e Azzurri Limited compaiono una volta come azienda ma due volte come marchi: Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale è il concessionario dietro Eurobet e anche dietro altri siti .it, mentre Betsson.it e Starcasino.it fanno capo entrambi ad Azzurri Limited con due concessioni distinte, 16027 e 16026. È il sistema che funziona così: un’azienda, più concessioni, un codice per ciascuna. Per il giocatore la conseguenza è concreta e non intuitiva: un problema aperto su un marchio non si trascina automaticamente sull’altro, e un’autoesclusione sì.
Il codice da solo non dice se il palinsesto vale la pena. Il palinsesto è approvato da ADM evento per evento — un’autorizzazione recente ha riguardato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore — e nessuno degli operatori qui elencati pubblica l’elenco completo delle discipline e dei tipi di giocata in modo confrontabile. Quali sport e quali tipi di scommessa entrino nel palinsesto di ciascuno resta, per il lettore, una cosa da guardare direttamente sul sito.
Quello che una tabella non può dirti
Ci sono tre cose che questa tabella non contiene, e non per pigrizia.
La prima è il margine applicato a ciascun mercato. Il margine è la parte che il bookmaker trattiene su ogni unità puntata, e si calcola come uno meno il payout di quel mercato, dove il payout è 1 diviso la somma degli inversi di tutte le quote di uno stesso mercato. Non è un numero che gli operatori pubblicano, e non esiste qui nessuna rilevazione delle loro quote su un mercato comune in una data comune: senza quella rilevazione, qualunque confronto tra i margini dei dieci sarebbe inventato.
La seconda è il volume dei prelievi: tempi, soglie, strumenti, eventuali commissioni. Non è coperto dalle fonti disponibili per questi marchi, e ogni operatore lo tiene nei propri termini.
La terza è l’offerta dichiarata come bonus, che è arrivata nella tabella nella forma in cui l’operatore la scrive, non tradotta in valore atteso. Quella traduzione la fa la sezione sul costo reale, con i numeri che si possono usare.
I fondamenti: come funziona davvero un’offerta, e cosa resta fuori dal .com
Bonus di benvenuto e bonus senza deposito non sono la stessa cosa
Il termine che gli operatori usano è «bonus di benvenuto», e vale la pena separarlo in due famiglie, perché la confusione tra le due costa soldi.

La prima è il bonus sul deposito: metti qualcosa, l’operatore aggiunge qualcosa. NetWin presenta l’offerta Sport-50 come un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. William Hill accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale prevede un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Notare la parola: verifica. Dieci euro in un caso, cinque nell’altro, e la differenza sta nel modo in cui il giocatore si è identificato — un dettaglio amministrativo che vale il doppio dell’altro credito.
La seconda famiglia è il bonus senza deposito, quello che non richiede un versamento per esistere. È la formula che i giocatori cercano di più e che gli operatori concedono di meno; le condizioni di questi crediti stanno nei termini dell’operatore, non nelle classifiche, e le metriche che contano sono tre: quanto vale, quale rigioco richiede, entro quando va usato.
C’è anche una questione che riguarda il bonus estero in modo specifico, e non il bonus in sé. Il Decreto Dignità — articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018 — è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024 con le sue parole: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. Lo applica AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus: un bonus di benvenuto su un concessionario è regolare, e nessun tetto statutario all’importo né al rigioco è noto, il che significa che cifre, requisiti di puntata e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. La conseguenza per il lettore è una sola, ma pesante: se trovate un bonus di un operatore estero pubblicizzato con una certa insistenza su un sito italiano, quella pubblicità è essa stessa il segnale che l’operatore non ha un ufficio legale che gli dice cosa non fare.
Sul fronte applicativo, i numeri recenti raccontano una vigilanza discontinua. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia UE sono pendenti, uno sulla responsabilità delle piattaforme e uno sulla necessità di notifica della norma. Una proposta — un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto all’indiretta, come le sponsorizzazioni — non risulta approvata, e il divieto è in vigore alla data di verifica.
Quanto costa davvero far girare un bonus
Il calcolo che segue è un esempio illustrativo, non un’offerta: un volume settimanale di 100 € puntato una volta sola, sul limite di deposito che il giocatore sceglie in registrazione, su un mercato a due esiti con quote decimali 1,90 e 1,90. Su quel mercato il payout, cioè la quota di tutte le puntate che il mercato restituisce, è pari a 1 diviso la somma degli inversi delle due quote, e viene circa 0,95; il margine è il complemento, circa 5 %. È un prezzo di esempio, non una rilevazione.
Su 100 € di volume, il margine del 5 % significa un costo medio atteso di circa 5 €. Il numero va letto per quello che è: una media su molte puntate, non quello che succederà alla vostra singola giocata, che pagherà 190 € se vince o zero se perde. Su un volume più alto la banda si allarga in proporzione — indicativamente tra 2,50 € e 7,50 € su una settimana da 50 a 150 € di volume, sempre assumendo un solo passaggio sul mercato a due esiti — ed è questa la cifra che il bonus deve superare per valere qualcosa. È la ragione per cui un bonus da 10 € con requisiti di puntata pesanti è, in pratica, un regalo che si paga.
Il margine non è un dettaglio teorico: è il termine di paragone che smonta la frase «quota maggiorata». Una quota maggiorata del 5 % su un mercato con margine del 5 % riporta il giocatore esattamente al punto di partenza. Solo ciò che sta sopra il margine è un vantaggio.
Il denaro che entra e il denaro che esce
Sui concessionari ADM esiste un canale di deposito che non ha equivalente offshore: i punti vendita ricariche, disciplinati dall’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024. ADM tiene un registro dei punti ricarica — tabaccai, ricevitorie — che accreditano il conto online solo su richiesta dell’intestatario dopo l’identificazione, con gli strumenti che l’intestatario ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. In altre parole: si entra in contanti, si esce solo sul conto. È un imbuto voluto, e ha una conseguenza precisa su chi gestisce il proprio budget in contanti.
I binari che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepaid, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in tabaccheria come SisalPay e Mooney. L’elenco di ciascun operatore sta nei suoi termini, e vale sempre la pena leggerlo prima di scegliere, perché un metodo che non accettate in uscita trasforma un prelievo in una coda. Sul fronte delle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non risulta una norma che nomini i binari approvati.
Sul denaro che esce, la notizia buona per il giocatore italiano è fiscale. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta grava sul concessionario: la stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, parla di somme «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve l’importo netto e non dichiara nulla. È però una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: prima di prendere una decisione che conta, conviene consultare un commercialista.
L’imposta che il concessionario versa è l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa — articolo 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato — pari al 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e al 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, dopo essere state al 43 % e al 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.
La vincita che arriva dall’estero si dichiara
Questa è la conseguenza che quasi nessuno mette in conto quando apre un conto su un .com, e non ha nulla a che vedere con il blocco dei siti: è una questione di fisco.
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, e questo vale anche per i siti registrati o ospitati all’estero. La tassazione avviene per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni, secondo l’articolo 69 del TUIR. La lettura pratica è: nessuna ritenuta alla fonte, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. In parole povere, per il lettore: le vincite di un sito estero andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Vale la pena mettere le due situazioni una accanto all’altra. Un concessionario italiano versa l’imposta al posto vostro e voi non dichiarate niente. Un operatore estero non versa nulla in Italia, e il reddito resta in capo a voi, con una dichiarazione da fare e un’aliquota da chiarire con un professionista. La differenza tra le due non si vede nella quota.
La concessione e la licenza estera non sono parenti
Un punto che genera più confusione di qualunque altro: una licenza straniera non ha alcun valore in Italia. Curaçao, Malta, Anjouan — sono titoli rilasciati da altre giurisdizioni, con leggi diverse, autorità diverse e tutele diverse, e non hanno standing nel sistema italiano. Un operatore può essere perfettamente legale a Curaçao e raccogliere illegalmente scommesse in Italia, senza alcuna contraddizione: sono due domande separate, e la risposta a una non risponde all’altra.
Da qui discende l’unico confronto onesto. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’autorità, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano se c’è da litigare, oltre a un trattamento fiscale che scarica l’imposta sull’operatore. Un marchio .com senza concessione non porta nessuna di queste cose, è esposto all’inibizione DNS e, come dichiara ADM, espone il giocatore alla sanzione penale prevista dalla legge 401/1989. La zona offshore va descritta come quello che è: un’area senza protezione locale.
I dieci concessionari della lista, uno per uno
Prima di entrare nelle schede, due premesse che valgono per tutte e che nessuna scheda ripete. La prima: questi sono operatori autorizzati, non una raccomandazione, e non sono l’intero mercato — altri concessionari esistono, e un marchio che non compare qui non è per questo privo di licenza. La seconda: la concessione vale per il sito, non per l’azienda, e il nome commerciale raramente coincide con il concessionario.
Sisal: il palinsesto più largo del gruppo, e chi lo paga
Sisal Italia S.p.a. opera su Sisal.it con la concessione numero 16020. La scheda più densa di tutto l’elenco è la sua, e non per questioni di marketing: nell’app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. L’app permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. Tra le giocate proposte ci sono la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out consente di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.
Ventimila eventi e un Cash Out disponibile su ogni mercato non sono la stessa cosa, e conviene dire quale delle due sia la seconda: la seconda. Il Cash Out resta uno strumento che l’operatore attiva quando vuole e al prezzo che decide, e quel prezzo non è la quota corrente ma una quota che tiene conto di quanto è già accaduto. Un lettore che conta sul Cash Out come su un’uscita di sicurezza sta contando su una funzione che l’operatore può non mettere a disposizione su quella specifica giocata.
Il dato che pesa di più, però, non è il numero di eventi. È che la scheda di Sisal copre contemporaneamente profondità di mercato (rigori, espulsioni, tiri in porta), strumenti di uscita anticipata e accesso biometrico — tre cose che nella lista raramente stanno insieme. Chi gioca molte singole su mercati secondari trova qui la copertura più larga, e chi vuole solo il 1X2 della Serie A non guadagna nulla da tanta abbondanza.
Lottomatica: il calcio in diretta e la quota che si muove
Dietro Lottomatica.it c’è Goldbet Better Organization Italy S.p.a., concessionaria con il numero 16010. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
La combinazione di streaming e quote in tempo reale è una di quelle cose che sembrano accessorie e non lo sono: il live con la partita davanti è un gioco diverso dal live alla cieca, perché ogni evento visibile diventa un’occasione di giocata e ogni minuto un prezzo nuovo. Questo è esattamente il punto in cui il margine del bookmaker lavora più in fretta, perché la frequenza delle giocate sale mentre la capacità di valutare il prezzo resta la stessa. Chi guarda la partita e punta tre volte in venti minuti sta pagando il margine tre volte.
La scheda di Lottomatica è quella di un operatore che punta sulla copertura delle competizioni principali, e la copertura c’è: per il grande pubblico del calcio italiano è più che sufficiente. È sul confronto con chi costruisce mercati secondari che il profilo si assottiglia, e i due marchi condividono la stessa azienda senza condividere lo stesso catalogo.
NetWin: il bonus che si vede, e la soglia che lo condiziona
Netwin Italia S.p.a. gestisce Netwin.it con la concessione numero 16035. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.
La struttura è quella classica: percentuale, tetto, condizione. Il tetto di 50 € dice che l’offerta è dimensionata per un primo deposito contenuto, quindi per un giocatore che entra con poco; il deposito minimo di 20 € dice che sotto quella soglia l’offerta non esiste. Chi mette 20 € si porta a casa un credito pari al deposito; chi ne mette 100 ne incassa comunque il tetto. Il bonus è reale, cioè in denaro, e questa è una distinzione che in Italia conta più che altrove, viste le formule che restituiscono un gettone da giocare. Ma le condizioni di utilizzo — rigioco, quota minima, scadenza — stanno nei termini dell’operatore, e sono quelle a decidere se il credito vale il tempo che richiede.
La scheda di NetWin fa una cosa sola e la fa in modo leggibile: un’offerta di ingresso con cifre piccole e requisiti verificabili. Per chi entra con 20 € è un modo poco costoso di capire come funziona un bonus, e chi cerca un pacchetto più grosso guarda altrove.
Eurobet: la scheda più larga, e la più strana
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale è la concessionaria con il numero 16012, su Eurobet.it. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).
Il calcio c’è, il tennis pure, e poi ci sono le elezioni. Chi legge la scheda pensa a un errore di copia; non lo è. Il palinsesto di un concessionario è approvato da ADM evento per evento, e questo significa che l’ampiezza di ciò che si può offrire non è una scelta libera del marketing: dentro il perimetro approvato ci sta anche il non-sportivo. La conseguenza pratica è che su Eurobet la profondità di mercato sui grandi campionati convive con nicchie che altrove non trovate, e chi cerca volley, ciclismo o scacchi ha un motivo concreto per aprire questa scheda prima delle altre. Chi guarda solo Serie A e Champions non trova qui niente che non trovi nei due marchi precedenti.
Lo stesso gruppo gestisce più siti .it, e questo è il punto su cui vale la pena essere chiari: un’azienda, più concessioni, più marchi. Le condizioni di un conto sono quelle del marchio su cui è aperto.
BetFlag: il conto che si apre con l’identità digitale
Betflag S.p.a. è concessionaria con il numero 16008 su Betflag.it. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Sulla carta una riga di servizio; nella pratica la parte più utile della scheda. SPID e CIE sono la strada che evita la scansione del documento e, soprattutto, la strada che riduce lo scarto tra registrazione e conto operativo. Chi apre il conto venti minuti prima di una partita non ha tempo per un caricamento che va storto, e la registrazione digitale è l’unica che non dipende dalla qualità della foto del documento. Il rovescio è che serve un’identità digitale attiva: chi non l’ha mai attivata deve mettere in conto i tempi di attivazione presso il proprio provider, che non sono quelli di un sito di scommesse e non si accorciano con la fretta.
Un’identificazione più fluida significa anche un prelievo più fluido, perché è la stessa identità verificata a sbloccare entrambe le operazioni — e senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come prevedono le pagine degli operatori. Su questo punto BetFlag è un esempio di come il sistema è fatto, non un’eccezione.
Betsson: i mercati che contano, elencati
Betsson è il marchio di Azzurri Limited con la concessione numero 16027 su Betsson.it. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
È una scheda breve e, per una volta, precisa sui mercati invece che sul numero di eventi. Chi gioca Under/Over o GG/NG sa che quei mercati sono il terreno in cui la differenza tra due operatori si sente davvero, perché il prezzo si muove con le formazioni e con il meteo e un’ora di ritardo sulla linea costa più di mezzo punto di quota. La combinazione di combo e marcatori indica poi un’offerta pensata anche per la multipla costruita a mano, non solo per la giocata singola.
Sul profilo dell’operatore resta una nota strutturale che conviene avere presente: Azzurri Limited è la concessionaria anche dietro StarCasinò, con una concessione distinta. Due marchi, due siti, due conti — e un’autoesclusione che li copre entrambi, perché il RUA lavora per piattaforma autorizzata e non per marchio preferito.
William Hill: dieci euro subito, cinque dopo, e la differenza sta nella procedura
William Hill Malta Plc è concessionaria con il numero 16044 su William Hill. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.
Questa scheda misura esattamente il valore dell’identità digitale, e lo misura in euro: cinque in più, subito, per chi si registra in modo verificato. È una delle poche volte in cui una procedura amministrativa ha un prezzo visibile, e il prezzo è il doppio del credito alternativo. Chi ha SPID e sceglie la registrazione manuale sta lasciando cinque euro sul tavolo, più 96 ore di attesa, per una ragione che probabilmente non sa spiegare.
Il tetto è basso e l’offerta non promette altro: nessun requisito di puntata compare nella descrizione del benvenuto. Resta il fatto che un credito da 5 o 10 € è, per dimensione, un invito a provare il conto, non un capitale di gioco — e chi cerca un bonus da tre cifre guarda altrove senza rimpianti.
StarCasinò: lo sport dentro un casinò
StarCasinò è il marchio di Azzurri Limited con la concessione numero 16026 su Starcasino.it. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il nome dice la verità sul posizionamento: il calcio c’è, ma è un reparto dentro un’offerta costruita intorno al casinò. Per chi cerca un bookmaker sportivo puro questa è una scheda da guardare con attenzione al palinsesto prima di aprire il conto, perché «principali eventi» è una formula più stretta di «principali campionati» e molto più stretta di una copertura per competizione. Per chi già gioca su slot e live casinò, invece, la coesistenza dei due mondi nello stesso conto semplifica la gestione del saldo, e questo ha un valore pratico che non si vede nella tabella.
Vale anche per questo marchio la nota di sistema: la concessione è per sito, l’azienda è la stessa di Betsson, e le due piattaforme restano due piattaforme — con l’autoesclusione che le copre entrambe.
bet365: il partner globale e la copertura larga
Hillside (New Media Malta) Plc è concessionaria con il numero 16030 su Bet365.it. Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
Una partnership globale con la massima competizione europea non è una decorazione: è un investimento che si recupera da qualche parte, e la parte recuperabile è il volume. Per il lettore la conseguenza pratica è un’offerta ampia e stabile sui grandi eventi, con una profondità che va oltre il calcio — boxe, freccette, ippica sono tutti mercati in cui la copertura è spesso più larga di quella dei concorrenti diretti. Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Il pacchetto di tutele è quello che ci si aspetta da un operatore di questa dimensione, e l’indicazione del numero verde è un dettaglio che pochi mettono sulle proprie pagine. La scheda resta quella di un operatore generalista ben attrezzato: non il migliore su nulla di specifico, e solido su quasi tutto.
Planetwin365: la profondità per competizione, che è un’altra cosa dal numero di eventi
Pwo S.p.a. è concessionaria con il numero 16007 su Planetwin365.it. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
Citare la Serie C e la Coppa Italia è un’informazione diversa dal citare il numero di eventi, e vale più di quella: dice che il palinsesto scende di livello, e che chi segue il calcio minore trova qui un mercato che altrove è ridotto a poche voci. Le 20 e più discipline confermano un’offerta larga sul lato sportivo, con il live coperto dai risultati in diretta.
Chi gioca abitualmente campionati cadetti o coppe nazionali trova in questa scheda il motivo principale per aprirla prima delle altre. Chi gioca solo i grandi appuntamenti internazionali non trova qui nulla che non ci sia altrove, e la scelta si sposta su altre voci — strumenti, prelievi, bonus — che questa scheda non copre.
Domande frequenti
Quali rischi corre chi punta su un sito senza concessione ADM?
Il rischio principale è doppio. Le vincite di un operatore estero andrebbero dichiarate in Italia come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, senza ritenuta alla fonte. In più, come ADM ha dichiarato il 28 febbraio 2024 citando la legge 401/1989, anche il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Come si controlla se un bookmaker ha davvero la concessione ADM?
Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e si cerca il codice che l’operatore dichiara nei propri termini. L’elenco letto il 25 ottobre 2026 ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. La concessione è per sito: il sito deve essere quello autorizzato e il codice deve corrispondere a una riga vera.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi esiste dal 2018 e raccoglie le autoesclusioni richieste dai giocatori. L’iscrizione blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta, e riguarda anche le sale fisiche. La durata la sceglie il giocatore. Un sito senza concessione non è collegato al registro e non applica alcun blocco.
Che cosa vieta il Decreto Dignità sulla pubblicità delle scommesse?
L’articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo: manifestazioni sportive, trasmissioni televisive e radiofoniche, stampa, affissioni e internet. Lo applica AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus.
Quali limiti di deposito si impostano su un concessionario ADM?
Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le condizioni degli operatori chiedono di impostare anche limiti di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Il tetto massimo che ADM fissa nella gara non è noto: il livello lo decidono i protocolli del concessionario.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta grava sull’operatore: la stampa di settore parla di somme tassate alla fonte, con il giocatore che riceve l’importo netto. È una ricostruzione non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene consultare un commercialista.
Preparato dagli editori di «Garecicliste».
