Scommesse sugli esports 2026: i titoli cambiano, le regole no

Updated Ottobre 2026
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Il giocatore che apre una schedina su una partita di Counter-Strike crede di essere entrato in un mondo nuovo. Nel server, nella chat, nei tornei con montepremi a otto cifre: sì, è un mondo nuovo. Nel conto di gioco no. Là dentro valgono le stesse regole che governano una puntata sul derby di Milano, perché il palinsesto approvato da ADM (ex AAMS), la concessione per sito e il limite di deposito scelto in registrazione non distinguono un attaccante da un cecchino.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
Tra i titoli esports più popolari ci sono League of Legends, Dota 2, Counter-Strike, Valorant, Overwatch, Call of Duty, Fortnite, Rocket League e StarCraft.

Dati aggiornati al 30 Ottobre 2026, con i numeri di concessione e i nominativi dei concessionari verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM.

Dietro la domanda «su quale libro posso puntare su un evento esports» ce n’è una più utile: quale strada vuoi prendere. In Italia non ce n’è una sola. Ci sono i concessionari con il numero ADM stampato nei termini e condizioni, che ti danno il RUA, la vigilanza e una sede legale a cui fare ricorso; ci sono i siti .com con licenza straniera, che ti offrono quote diverse e nessuna delle tre; e ci sono, in mezzo, gli operatori che sembrano sportivi perché hanno il calcio in vetrina e che poi raccontano un palinsesto molto più stretto di quello che immagini. Questo confronto serve a distinguere le strade, non a dirti chi vince la prossima partita. Nessuno lo sa, e chi lo vende lo sta vendendo.

La normativa che decide cosa puoi trovare in un bookmaker italiano

Il quadro è fissato dal Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Sostituisce il vecchio impianto delle licenze con qualcosa di più ristretto: le concessioni si assegnano per gara pubblica, non si aprono a chiunque faccia domanda, e durano al massimo nove anni senza rinnovo (art. 6, comma 3).

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
The International 2021 di Dota 2 ha avuto un montepremi superiore a 40 milioni di dollari USA, il più alto nella storia degli esports a quel tempo.

L’art. 6, comma 1 elenca i giochi ammessi a distanza sotto concessione: a) scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati compresi, e su corse di cavalli; b) concorsi pronostici sportivi e ippici; c) giochi di ippica nazionale; d) giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; e) scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; f) bingo. Un concessionario può chiedere una o più di queste voci, in qualunque combinazione.

Concessione per sito, non per azienda

La gara bandita a settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro a testa sui nove anni; il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco ADM letto il 25 ottobre 2026 contiene 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Una stessa società può comparire più volte: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale.

Questo dettaglio vale più di quanto sembri. Il numero di concessione non appartiene al marchio che vedi in homepage, appartiene al sito. Chi confronta due brand pensando a due aziende diverse spesso sta confrontando la stessa azienda, o due righe dello stesso registro.

E qui arriva la parte che quasi nessuna pagina di confronto scrive: l’elenco ADM non ha una colonna per i giochi. Un nome sul registro dimostra che quel sito è autorizzato a raccogliere gioco a distanza, non che offra scommesse sportive. Un concessionario può avere in mano il diritto alle scommesse, al poker, ai giochi di sorte, all’exchange e al bingo come vuole. La prova di quello che un operatore offre davvero sta sul sito e sull’app dell’operatore stesso.

Il palinsesto, cioè l’unico elenco che conta per un evento

L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. La conseguenza è secca: si può accettare una scommessa solo su eventi che stanno dentro quel programma approvato, e ADM autorizza gli eventi uno per uno. A settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, come riporta la stampa di settore.

Cosa contenga il palinsesto su esports è, oggi, non stabilito da nessuna fonte pubblica. Se stai cercando una riga ufficiale che dica «gli esports si possono», non la troverai. Quello che trovi sono le app degli operatori che elencano i propri eventi: è lì che vedi se una competizione è coperta e con quali mercati.

Non è un vuoto normativo, è un difetto di disegno del registro. La legge dice cosa può stare in un palinsesto, ADM approva evento per evento, e nessuno dei due passaggi lascia una traccia consultabile riga per riga. Il giocatore che vuole sapere se il torneo di questa sera è coperto deve chiederlo all’operatore, non al regolatore.

Eventi simulati, exchange e ippica: tre cose che sembrano una

Chi punta su esports ha un’idea abbastanza chiara di cosa sia un evento digitale. Il diritto italiano però tiene separati tre concetti che nel linguaggio comune finiscono nello stesso calderone.

Gli eventi simulati sono definiti dall’art. 2, lett. v): competizioni sportive generate dal computer, con cavalli o altri eventi mostrati tramite animazione o tramite un evento reale preregistrato, ammessi dentro una concessione per scommesse sportive. Non sono videogiochi giocati da persone, sono gare finte mostrate a schermo, ed è per questo che le trovi sotto «Virtuali» e non sotto un titolo esports.

Il betting exchange è un gioco a sé (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può fare la parte dello scommettitore o del banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è descritta come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima in favore di 200 centesimi con passi da 50 centesimi; un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Chi gestisca oggi un exchange e con quali commissioni non risulta. Betfair è indicata come la prima, con concessione 16028.

L’ippica, infine, è due cose distinte nella stessa legge: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale dell’art. 6, comma 1, lett. c) — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — che richiedono una concessione propria. Se un marchio raccolga online i totalizzatori di ippica nazionale non risulta.

Le scommesse live e il silenzio che le circonda

Tutti i grandi operatori hanno una sezione «Live». Nessuna fonte qui disponibile elenca le regole ADM sui mercati in gioco, sui ritardi di trasmissione e sugli eventi ammessi in diretta, e nessun elenco dei mercati live esiste. La pratica è diffusa, il perimetro scritto no.

Per un giocatore di esports questo è il punto in cui la differenza con il calcio diventa visibile. Il live su una partita di calcio ha un mercato enorme e una copertura televisiva che tutti conoscono. Il live su un incontro di Dota 2 dipende dal fatto che l’operatore abbia deciso di seguire quel torneo, che abbia un feed e che lo abbia messo in palinsesto. È una decisione commerciale ricostruibile solo dall’elenco dell’operatore.

Tassazione: chi paga, e chi non deve pensarci

Qui l’equivoco più diffuso è innocente e va sciolto subito. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025) è a carico dell’operatore, non del giocatore: 20,5 % se raccolta in rete fisica e 24,5 % se raccolta a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite (stampa di settore). Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, contro il 43 % e il 47 % di prima. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta.

Per il giocatore, le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a lui e non si dichiarano: il prelievo cade sul concessionario, «tassate alla fonte», e il giocatore riceve la somma netta. La stampa lo riporta nel 2024 e nel 2026; non è una pagina dell’amministrazione finanziaria a confermarlo, e per la propria posizione conviene consultare un commercialista.

Il quadro cambia fuori dai siti autorizzati. Le vincite ottenute su siti non concessionari sono «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR) secondo la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’art. 69 TUIR sull’intero importo ricevuto, senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta in uscita, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta. Detto come lo direbbe l’Agenzia stessa: andrebbero dichiarate come redditi diversi; non è consulenza fiscale.

Perché il confronto è fra concessioni, non fra marchi

Il territorio illegale esiste, è grande e si vende bene. Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti inibiti, entrambi pubblici; i fornitori di accesso a internet e di pagamento che violano un ordine ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti su una pagina di avviso. Il blocco opera a livello di DNS e qualche operatore di rete è più lento; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia alla volta, gli specchi ricompaiono in poche ore, e il risultato si chiama, in gergo, «oscurati».

C’è anche un lato che riguarda direttamente il giocatore. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come la cita ADM il 28 febbraio 2024, prevede «l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero», e aggiunge che «anche il partecipante alle scommesse ordinate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un giocatore non risultano. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.

Metti le due cose sullo stesso rigo e la frase «gioco su un .com perché pago meno» si smonta da sola: paghi meno perché nessuno trattiene per te, e in cambio rinunci alla RUA, alla vigilanza ADM, agli strumenti di limite obbligatori e a un foro italiano davanti al quale litigare.

La pubblicità: vietata, e non per caso

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. La formulazione citata da ADM il 28 febbraio 2024 non lascia spazio interpretativo: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Il decreto, nello stesso testo, promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio marchio (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). ADM aggiunge che la pubblicità di operatori privi di concessione può attirare provvedimenti AGCOM sui mezzi che la ospitano.

Lo stato applicativo, secondo la stampa di settore del 2025 e 2026: AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. È stata proposta, non approvata, una riforma che toglierebbe il divieto per la pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni — un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026, il cui esito non è dato sapere alla data della verifica. Alla data odierna il divieto resta in vigore.

Per il giocatore la conseguenza pratica è una sola e non è scontata: il bonus di benvenuto può esistere, pubblicizzarlo no. Le regole del bonus — importo, requisiti di puntata, quota minima — vivono nei termini e condizioni dell’operatore, non in uno spot. Chi cerca il numero in televisione lo cerca nel posto sbagliato.

La tutela del giocatore: quattro strumenti e il loro prezzo

La protezione del giocatore in Italia non è una raccomandazione di stile, è una voce dell’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024, che impone ai concessionari a) autolimiti di tempo, spesa e perdita; b) limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; c) messaggi automatici su durata e spesa; e) strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

L’art. 15, comma 2 aggiunge un dovere informativo: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.

Il conto di gioco e i trenta giorni

Il «conto di gioco» richiede l’identificazione completa, e l’età minima è 18 anni: l’art. 3, comma 1, lett. a) pone la «tutela dei minori di età» fra i principi del settore, le condizioni di concessione escludono i minori dal gioco, e la legge italiana fissa il limite a 18 anni. Le vie praticabili sono più di una. BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

C’è una scadenza che coglie di sorpresa chi sceglie la strada veloce: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. È il tipo di condizione che non si legge in fase di registrazione e che si scopre al primo prelievo, cioè nel momento peggiore.

Limiti di deposito: quando l’aumento ti costa una settimana

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Il meccanismo è asimmetrico e vale la pena guardarlo due volte: abbassare il limite ha effetto immediato, alzarlo richiede sette giorni di attesa. Admiralbet lo scrive nei propri termini, dove la registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato per una riduzione e sette giorni per un aumento. La figura del limite che ADM fissa nella gara non risulta.

L’asimmetria non è un dispetto, è la protezione che funziona. Immagina di aver perso tre partite di fila e di voler alzare il limite alle undici di sera: quella settimana di attesa è esattamente il tempo che serve perché l’impulso passi. Il costo è che una serata programmata da mesi — una finale, un torneo che comincia alle sette del mattino — non si finanzia all’ultimo minuto. Se prevedi un monte giocate alto, il limite va alzato una settimana prima, non la sera stessa.

L’autoesclusione e il Registro Unico

L’autoesclusione è lo strumento più potente e il meno capito. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca tutte le piattaforme online con concessione ADM e le sale fisiche. La durata la decide il giocatore. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Due cose che questo strumento non fa, e che contano più di quello che fa. Non copre i siti privi di concessione, perché non sono collegati al RUA: lì un giocatore autoescluso è semplicemente un giocatore. E l’esclusione parziale per categoria di prodotto, che l’art. 15, comma 1, lett. e) prevede e che una stampa di settore colloca a partire dal 1° febbraio 2026, resta una forma con periodi e modalità quelli che i termini degli operatori e la pagina ADM indicano.

Detto senza girarci intorno: chi pensa di «prendersi una pausa» restando iscritto a tre .com offshore non si è preso nessuna pausa.

Il Telefono Verde e il resto dell’armamentario

Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Il numero è gratuito e non passa dall’operatore, il che è esattamente il punto: serve quando il rapporto con l’operatore è la cosa da cui vuoi parlare.

Le pagine che seguono descrivono dieci concessionari. Nessuna di esse è un invito ad aprire un conto, e nessuna delle regole appena viste è facoltativa per chi ha il numero ADM nei termini.

Calendario esports: cosa si gioca, dove e con quanti soldi in palio

Il calendario di una disciplina che non ha una stagione unica è la prima cosa che un giocatore dovrebbe guardare, e l’ultima che le pagine di confronto mostrano. Qui la sequenza è quella delle competizioni, non quella dei brand.

Cosa sono gli esports, in una riga

Gli esports sono una forma di competizione che usa i videogiochi, di solito competizioni multigiocatore organizzate tra giocatori professionisti, singoli o in squadra. La definizione è larga perché il fenomeno è largo: dentro ci stanno tornei con cinquecento spettatori in sala e circuiti con montepremi a otto cifre.

I titoli

Tra i titoli esports più popolari ci sono League of Legends, Dota 2, Counter-Strike, Valorant, Overwatch, Call of Duty, Fortnite, Rocket League e StarCraft. Nove nomi, tre generi molto diversi, e una conseguenza pratica che sfugge a chi legge l’elenco come una classifica: sono giochi con strutture di competizione incompatibili fra loro. Uno sparatutto tattico a squadre fisse, un MOBA con una stagione a campionati, un battle royale con partite a cento giocatori e un picchiaduro uno contro uno generano mercati che non si assomigliano.

I tornei

Tra i principali tornei esports ci sono il campionato del mondo di League of Legends, The International di Dota 2, l’Evolution Championship Series (EVO) per i picchiaduro e l’Intel Extreme Masters. Sono quattro famiglie diverse: una finale mondiale a invito, un evento annuale con montepremi finanziato in gran parte dai giocatori, un circuito di picchiaduro con iscrizioni aperte e un circuito itinerante di sparatutto.

Il numero che rende l’idea di quanto valga il vertice: The International 2021 di Dota 2 ha avuto un montepremi superiore a 40 milioni di dollari USA, il più alto nella storia degli esports a quel tempo.

Il quadro del 2026 è ancora più grande. L’Esports World Cup 2026 si svolge dal 6 luglio al 23 agosto 2026 a Parigi con un montepremi di 75 milioni di dollari USA e 24 giochi; l’edizione 2025 aveva un montepremi di 71,5 milioni di dollari USA. E c’è una componente di squadra che il pubblico occasionale ignora: il Team Falcons ha vinto l’Esports World Cup Club Championship nel 2025, difendendo il titolo del 2024.

Perché il calendario decide il mercato

Un montepremi alto non è una notizia per lo spettatore, è un dato operativo per chi scommette. Quaranta milioni di dollari significano un torneo con partite trasmesse, copertura internazionale e operatori che decidono di metterlo in palinsesto. Un evento da poche decine di migliaia di dollari può avere lo stesso livello tecnico e nessun feed: e senza feed niente live, senza live niente mercati in corso, spesso niente mercati affatto.

Guardare il calendario serve quindi a due cose. Capire in che periodo dell’anno il tuo titolo è vivo — un circuito che riparte a febbraio e chiude a novembre non offre le stesse occasioni a luglio e a gennaio. E capire se un operatore segue davvero la disciplina o se ha tre eventi in croce messi lì per completezza.

Fondamenti: mercati, quote e il margine che non vedi

Prima di confrontare dieci operatori conviene capire cosa si sta confrontando. Una quota non è un prezzo fissato dal caso: è un prezzo costruito da qualcuno che vuole guadagnare su entrambi i lati della scommessa.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Tra i principali tornei esports ci sono il campionato del mondo di League of Legends, The International di Dota 2, l’Evolution Championship Series (EVO) per i picchiaduro e l’Intel Extreme Masters.

Le famiglie di giocate

Il gergo italiano ha una sua grammatica. La singola è una giocata su un solo esito; la multipla combina più esiti e moltiplica le quote; il sistema accetta che alcune combinazioni interne vadano perse. L’1X2 è l’esito finale con i tre segni; Under/Over conta i gol sotto o sopra una soglia; GG/NG (goal/no goal) chiede se segnano entrambe; il DNB è il «rimborso in caso di pareggio»; l’handicap sposta il risultato di partenza; la combo mette insieme mercati sullo stesso evento con una quota unica.

Sui mercati disponibili gli operatori italiani mostrano approcci diversi e conviene vederli. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. SNAI aggiunge la funzione My Combo, che permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Su Sisal figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con il Cash Out che chiude la giocata prima della fine dell’evento. Sisal mette accanto alle scommesse sportive anche l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster, e un Virtual con oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte.

Il Cash Out merita una riga a parte, perché è la funzione che le pubblicità raccontano meglio di quanto la matematica la sostenga. Chiudere una schedina prima della fine non è un regalo: è una nuova scommessa, e l’operatore ci applica il proprio margine come su qualunque altra. Il numero che vedi sullo schermo non è un importo garantito, è un’offerta che puoi accettare o rifiutare, e in entrambi i casi il bookmaker ha già incassato la sua parte.

Come si legge la vincita dalla puntata e dalla quota

La meccanica è lineare e conviene averla chiara prima di parlare di offerte. La vincita lorda è puntata × quota; il profitto netto è puntata × (quota − 1). Con 20 € a quota 1,90 la scommessa paga 38 € e il profitto è di 18 €. Su una multipla le quote delle singole partite si moltiplicano in un unico prezzo: tre esiti a 1,90 valgono 6,859, e gli stessi 20 € restituirebbero 137,18 €, sempre se tutti e tre arrivano.

Cinque centesimi di quota sembrano niente. Su cinquanta schedine fanno la differenza tra un pomeriggio pagato e un pomeriggio no.

Il margine: l’unico numero che non appare sullo schermo

Qui si arriva al punto che separa un lettore da un cliente. La quota non è la probabilità di un evento, è quella probabilità con l’affitto del banco incorporato. La formula del payout di un mercato è 1 ÷ (1/quota₁ + … + 1/quotaₙ) su tutti gli esiti di quello stesso mercato, e il margine è 100 % meno quel valore.

Su un mercato a due esiti con quote illustrate di 1,90 e 1,90: 1/1,90 è 0,5263, due volte fa 1,0526, e il payout è 1 ÷ 1,0526, cioè circa il 95 %. Il margine è la parte restante, intorno al 5 % di ogni unità puntata su quel mercato. È un numero illustrativo, non una quota letta su una piattaforma, e serve a mostrare come si legge il margine: il band è il 5 % circa su un mercato a due esiti con quelle quote; la cifra scende quando la quota sale — a 1,95 per lato il margine si assottiglia verso il 2,5 % — e cresce quando la quota scende.

La conseguenza per chi punta su esports è diretta. Un mercato secondario, una partita di un circuito minore, un titolo coperto da pochi operatori: la quota è meno affilata, il margine più alto, e la differenza la paghi a ogni giocata, non una volta sola. È il costo che non compare in nessuna schermata di benvenuto e che decide il risultato di cento schedine più di qualunque bonus.

Classifica: dieci concessionari ADM a confronto

La classifica che segue mette sullo stesso rigo dieci marchi presenti nell’elenco ADM dei siti autorizzati al gioco a distanza. Le colonne fanno tre domande diverse: chi ha la concessione e con quale numero, cosa dicono i termini dell’operatore sul tema di questa pagina, e su quali basi un giocatore può fondare un confronto.

Prima due avvertenze che valgono per l’intero blocco. Un posto in questa lista non è una raccomandazione, e la concessione è per sito, non per azienda. Il concessionario raramente porta il nome del marchio: è il caso di Lottomatica, che fa capo a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., e di Betsson e StarCasinò, che fanno capo ad Azzurri Limited. L’azienda si legge dalla riga di licenza.

Marchio Numero di concessione e concessionario Cosa dicono i termini dell’operatore sul tema di questa pagina
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale L’app Eurobet Sport elenca un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica; nessuna disciplina esports compare in quell’elenco.
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. L’app indica oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket; fra le giocate Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, Goal/NoGoal/Multigoal e Cash Out. Nessuna disciplina esports compare nell’elenco.
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc I termini dell’Extra Bet Club assegnano una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc L’app copre Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live; bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League. Nel 2026 è stata il primo partner della Setka Cup, autorizzata da ADM.
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò.
Betfair ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. L’app Betfair Sport propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Betfair è indicata come la prima concessionaria italiana di exchange, con regole proprie per i conti sull’exchange nazionale.
SNAI ADM n. 16032, Snaitech Spa L’app SNAI Sport offre singole, multiple e sistemi, mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, la funzione Cash Out e My Combo, che unisce pronostici su match o sport diversi nello stesso biglietto.

La tabella va letta come un documento amministrativo, non come una vetrina. La colonna centrale non dice chi offre esports: dice che quel sito ha una concessione, e che il marchio in homepage è quasi sempre qualcosa di diverso dalla società che la detiene. La colonna di destra riporta ciò che gli operatori scrivono nei propri termini e nelle proprie schede: dove l’elenco delle discipline non nomina gli esports, non c’è nulla da aggiungere.

Il risultato è un dato, non un giudizio: nessuno dei dieci profili che ho potuto leggere nomina una disciplina esports fra quelle coperte. Non è la stessa cosa di un rifiuto — un palinsesto si aggiorna, un catalogo di eventi cambia ogni settimana — ma è la fotografia di oggi, e su quella bisogna decidere.

I dieci concessionari, uno per uno

Le pagine che seguono prendono i dieci marchi nell’ordine della tabella. L’ordine è quello della verifica, non quello del merito.

Eurobet: il palinsesto più curioso del gruppo

Eurobet ha una concessione propria, la n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. Il marchio non è un ospite: il nome della società e il nome del sito coincidono, e questo rende la verifica sull’elenco ADM immediata.

Quello che colpisce nell’app Eurobet Sport è la larghezza dell’elenco, e non nel senso in cui la leggeresti. Calcio, tennis e basket sono ovvietà; Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi cominciano a raccontare qualcosa sulla policy editoriale. Chi mette gli scacchi in un palinsesto non lo fa per volume: lo fa perché vuole che l’offerta sembri completa. E poi la parte che nessuno si aspetta: eventi di spettacolo come musica, cinema, tv e reality show, e eventi di politica come le elezioni.

Il giudizio non è sul catalogo ma sulla sua logica. Un operatore che accetta di quotare un reality show dimostra che il suo problema non è la varietà ma la domanda: c’è un pubblico, si quota. Per chi cerca una disciplina esports, però, quella generosità non è una promessa: nella lista delle discipline dell’app non compare nessun titolo.

Sisal: il catalogo più grande, e la disciplina che non nomina

Sisal Italia S.p.a. detiene la concessione n. 16020, e il marchio del sito è lo stesso della società, come per Eurobet.

I numeri che Sisal mette nella propria app sono i più alti fra quelli che si possono leggere qui: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Quindicimila eventi live significano una redazione che segue il mondo di continuo, e uno streaming gratuito significa che il live si guarda, non si immagina.

Eppure. Lo stesso elenco che vanta quindicimila eventi live non nomina una disciplina esports. Questa è la contraddizione utile, perché smentisce l’idea che un catalogo grande contenga automaticamente ciò che cerchi: contiene ciò che l’operatore ha deciso di coprire, e la decisione è sua, non del volume.

Sul fronte delle giocate l’offerta è articolata: la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, e il Cash Out. Il bonus di benvenuto richiede un conto di gioco, la registrazione sul sito o dall’app e una prima ricarica, e il credito accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto — vale a dire, sugli eventi che ci sono.

Il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. Tremila eventi virtuali sono tre volte il catalogo reale: sono gare simulate, non partite giocate da persone, e chi cerca Counter-Strike non le cerchi qui.

William Hill: la promozione che parla solo di calcio

William Hill Malta Plc detiene la concessione n. 16044. Come per gli altri, il nome della società non è quello del marchio.

L’Extra Bet Club è il punto interessante della scheda, e va letto per intero. Assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Mettiamo i numeri in fila: quattro volte la freebet in puntata richiesta, cinque eventi da indovinare, e una quota complessiva che si ottiene solo sommando esiti tutti piuttosto alti. Non è una promozione difficile, è una promozione che dichiara il proprio pubblico.

Il tetto di 100 € è il secondo dettaglio che conta. Se giochi una multipla con quei requisiti ogni settimana per venti settimane di campionato incassi al massimo cento euro di freebet: la struttura premia la regolarità, non il volume.

La freebet ha anche una proprietà che sfugge a molti: quando la giochi e vinci, la puntata non torna indietro. Il valore reale di quei 5 € non è 5 €, è il profitto che producono.

Il giudizio su William Hill, quindi, non riguarda la generosità ma la pertinenza: una promozione costruita sulla Serie A è una promozione per chi segue la Serie A. Chi punta su esports trova qui un operatore con una concessione regolare e un club di cui probabilmente non userà mai una riga.

Planetwin365: la lista lunga e il silenzio sugli esports

Pwo S.p.a. è il concessionario dietro Planetwin365, concessione n. 16007 — il codice più basso fra quelli della tabella, e non è un caso: segnala una presenza nella prima parte del registro.

L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. «Più di 20 tipologie di sport» è la formula più larga che si legge qui, e vale la pena dire cosa significa e cosa non significa: significa che il catalogo è profondo su calcio e province del calcio, non che dentro quelle venti famiglie ci sia qualunque cosa.

Il pallone è il centro dell’offerta, e la struttura dell’elenco lo conferma: dalla Serie C alla Conference League, la scala è verticale, tutta dentro il calcio. Un giocatore che arriva qui cercando un titolo esports trova un bookmaker solido sul prodotto principale e muto sull’altro.

Il dettaglio che cambia la lettura è il codice di concessione. Un numero basso significa che il sito è nel registro da prima, e la stabilità ha un valore: un operatore che ha attraversato più regimi normativi ha una struttura di pagamenti e di assistenza più collaudata di uno appena entrato. Su questo, però, non si decide una scommessa su un MOBA.

Lottomatica: sport, streaming e un’identità da controllare

Qui c’è la lezione amministrativa della pagina, scritta in una riga. Lottomatica è un marchio conosciuto, ma la concessione n. 16010 è intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy). Chi pensa di verificare «Lottomatica» nell’elenco ADM deve cercare un nome che non ha niente a che vedere con quello che legge in homepage.

L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Lo streaming integrato è la parte più significativa: consente di seguire l’evento dentro la piattaforma, quindi di giocare il live guardando quello che sta succedendo invece di indovinarlo dai risultati.

Il limite è quello che l’elenco non dice. Serie A, Serie B, Champions, Premier, F1, MotoGP: sei voci, tutte mainstream, tutte con diritti televisivi chiari. È un catalogo costruito per l’audience larga, e l’audience larga di uno streaming non è quella di un torneo di picchiaduro.

Il valore di Lottomatica sta nella combinazione fra un marchio che la gente già conosce e una struttura che regge il volume — serie cadetta compresa, che è il posto dove si misura la profondità reale di un bookmaker. Chi cerca una nicchia qui non la trova; chi vuole un prodotto prevedibile la trova.

bet365: partner della Champions, e della Setka Cup

Hillside (New Media Malta) Plc è il concessionario della n. 16030. Anche qui il nome della società è un altro rispetto al marchio, e anche qui la verifica va fatta sul numero.

Il profilo di bet365 ha due facce. La prima è quella che conoscono tutti: l’app copre Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live, e bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League. La seconda è più interessante per questa pagina: nel 2026 è stata il primo partner della Setka Cup, la competizione che ADM ha autorizzato a settembre 2026 come riporta la stampa di settore.

Metti le due cose insieme e ottieni un profilo preciso. Un operatore con un accordo globale su una competizione UEFA ha una struttura di rapporti commerciali che pochi hanno in Italia, e la stessa struttura gli serve per essere il primo a muoversi su un’autorizzazione appena concessa. La Setka Cup non è un torneo di videogiochi — è una competizione di tennis da tavolo — ma il meccanismo è quello che conta: ADM autorizza un evento nuovo, e c’è un operatore pronto a raccoglierlo.

Sul gioco responsabile bet365 è il più esplicito del gruppo: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

Il giudizio è che questa è la scheda con il maggior numero di elementi concreti, e anche l’unica in cui un evento autorizzato nel 2026 ha un nome e un partner. Chi cerca una piattaforma che si muova per prima sulle autorizzazioni nuove parte da qui.

Betsson: internazionale, con il secondo marchio italiano in casa

La concessione n. 16027 è intestata ad Azzurri Limited — e questo è il primo dei due marchi Azzurri della tabella. Betsson e StarCasinò appartengono alla stessa società, con due siti e due codici distinti. Per il giocatore è un’informazione pratica: aprire conti su entrambi non significa distribuire il rischio, significa avere lo stesso gruppo dall’altra parte del tavolo.

L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La lista è quella canonica del bookmaker internazionale: i mercati classici del calcio, più i marcatori, che sono il tipo di mercato in cui un catalogo ampio si distingue da uno stretto.

«Migliaia di eventi» è una misura di tipo diverso dal «più di 20 tipologie di sport» di Planetwin365 e dai «1.000 eventi al giorno» di Sisal: parla di volume complessivo, non di frequenza giornaliera. È una formula da grande gruppo, e come tutte le formule va verificata nel palinsesto.

Il giudizio su Betsson riguarda la doppia anima. È un marchio internazionale con una struttura italiana, presente su una concessione che non porta il suo nome, e con un mercato che si legge bene. Chi vuole un operatore dalla mentalità internazionale ma con un conto italiano regolare lo trova qui; chi cerca una nicchia nel palinsesto deve ancora guardare altrove.

StarCasinò: il casinò che ha anche lo sport

Azzurri Limited compare una seconda volta, con la concessione n. 16026. Due codici consecutivi e lo stesso concessionario: la verifica, in questo caso, si fa una volta sola.

StarCasinò è il marchio con l’anima più spostata verso il casinò di tutto il gruppo. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò. L’ordine della frase non è casuale: lo sport è il secondo incomodo, le slot sono la casa.

Questo è esattamente il tipo di operatore che l’elenco ADM non distingue da uno sportivo. La concessione è la stessa cosa per tutti, ma il prodotto no, e una pagina che confrontasse solo righe di registro direbbe che StarCasinò e bet365 sono equivalenti. Non lo sono.

Il giudizio è netto: chi arriva su StarCasinò cercando un bookmaker da usare come bookmaker principale sta usando uno strumento secondario per un lavoro principale. Lo sport c’è, la struttura è quella di un casinò, e la differenza si sente nel catalogo e nei mercati. Chi invece cerca il casinò lo trova ben servito.

Betfair: punta e banca, la strada diversa

La concessione n. 16028 è di Betfair Italia S.r.l., e per una volta il nome del concessionario somiglia molto a quello del marchio.

Betfair è il caso che giustifica l’intero ragionamento sulla scelta. L’app Betfair Sport propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Questi sono i mercati, e non sono la parte interessante. La parte interessante è che Betfair è indicata come la prima concessionaria italiana di exchange, quella che ha portato in Italia il modello «punta e banca», in cui il giocatore può fare la parte dello scommettitore o del banco e il concessionario si limita a mettere in contatto le due parti in forma anonima.

Per chi non ha mai usato un exchange la differenza pratica è questa: non stai scommettendo contro un bookmaker, stai scommettendo contro un altro giocatore, e l’operatore prende una commissione sull’incontro. La documentazione di Betfair è descritta come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima in favore di 200 centesimi con passi da 50 centesimi. Un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Chi gestisca oggi un exchange e con quali commissioni non risulta.

Il giudizio è che l’exchange è una strada con un’utilità precisa e un pubblico preciso. Serve a chi vuole una quota o una posizione che il bookmaker non gli dà, e non serve a chi cerca il bonus di benvenuto più grosso o il catalogo esports più ricco. È l’unico dei dieci che cambia la forma del tavolo, non solo i numeri.

SNAI: risultato esatto, cash out e la presenza più lunga

Snaitech Spa detiene la concessione n. 16032, con un nome che non coincide con nessuno dei marchi del gruppo.

L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out. Aggiunge My Combo, che permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica.

Il profilo di SNAI si legge dalla lista dei mercati. Risultato esatto, tiri in porta, cartellini, rigori: sono mercati da scommettitore che guarda la partita, non da chi punta sul segno. My Combo completa il quadro, perché consente di costruire un biglietto multi-mercato senza moltiplicare gli esiti su partite diverse — e chi ha provato a tenerne cinque in piedi fino alla novantesima sa quanto valga.

C’è poi un dettaglio che SNAI ha e pochi altri: il sistema, cioè la giocata in cui alcune combinazioni interne possono perdersi senza azzerare il biglietto. È il tipo di prodotto che serve a chi vuole ridurre la varianza, e non è comune trovarlo in primo piano.

Il giudizio su SNAI non è sul catalogo, che è orientato al calcio e alle sue sfumature, ma sulla profondità verticale: un operatore con una presenza lunga nella raccolta fisica e una quota di mercato storica, che qui si presenta con più di dieci tipi di mercato su un singolo evento.

Cosa costa davvero un’offerta di benvenuto

Il bonus di benvenuto è il punto in cui la distanza fra il linguaggio della promozione e l’aritmetica diventa misurabile. «Bonus di benvenuto» è il termine che usano gli operatori; il divieto del Decreto Dignità colpisce la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non esiste un tetto statutario all’importo né ai requisiti di puntata, quindi ogni cifra che leggi viene dai termini dell’operatore.

Radice delle freebet

William Hill offre la struttura più documentata di questa pagina, e serve da esempio. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.

Un tetto di 100 € su una freebet settimanale da 5 € significa che ci vogliono venti settimane di campionato per arrivare alla somma intera: la promozione è costruita sulla stagione, non sull’impulso.

Quanto vale quella freebet in media? La formula è valore = importo della freebet × (quota − 1) ÷ quota × payout del mercato, perché la puntata non viene restituita con la vincita. Ai 5 € dell’Extra Bet Club e a una quota illustrativa di 1,90 su un mercato a due esiti, con il payout illustrativo del 95 % calcolato sopra, il valore medio è di circa 2,26 €. È il punto che va capito: 5 € di freebet non valgono 5 €, valgono il profitto medio che producono, e questo è poco più di due euro.

Questa stima è una media su molte giocate, alle condizioni dette. Non è quello che vincerai, e non promette nulla: è quello che l’offerta vale in media.

Sotto il bonus c’è sempre un requisito

Sulla freebet di William Hill il requisito è scritto: multipla, cinque eventi, quota totale minima 10.0. Metti insieme tre condizioni e ottieni un filtro: puoi ricevere la freebet solo se giochi un tipo di scommessa che la gran parte dei clienti non gioca, e solo a una quota aggregata che si costruisce con esiti tutti sopra il pari.

Il costo reale di quel requisito non è in euro, è in probabilità. Cinque eventi da indovinare insieme hanno una probabilità molto più bassa di uno solo, e il montepremi della freebet non cresce in proporzione. Se la sequenza di cinque esiti si chiude, la settimana è pagata; se non si chiude, hai giocato venti euro per una freebet che non arriva.

Sul bonus di benvenuto con ricarica la logica è la stessa ma la base cambia. Sisal richiede un conto di gioco, la registrazione sul sito o dall’app e una prima ricarica, e il credito accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto. Nessun requisito di puntata specifico è dichiarato nella scheda dell’app, il che non vuol dire che non esista: vuol dire che va letto nei termini dell’operatore prima di versare, perché è lì che sta la clausola che conta.

Per calcolare quanto costa far girare un bonus con requisito di puntata esiste una formula sola: il turnover richiesto è la base del bonus moltiplicata per il fattore di rigioco, il numero di giocate si ottiene dividendo quel turnover per la puntata per giocata, e contano solo le giocate alla quota minima richiesta o sopra. Dove uno di questi dati manca, il conto non si fa e la frase resta qualitativa: un requisito di rigioco è ordinario per questo mercato o è pesante rispetto a esso, e in entrambi i casi va letto prima di versare.

Deposito, prelievo, ricarica

I soldi entrano ed escono per strade che il D.Lgs. 41/2024 nomina in parte. L’art. 13 disciplina i «punti vendita ricariche»: ADM tiene un registro dei punti ricarica — tabaccai, ricevitorie — che accreditano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già dato al concessionario oppure in contanti, fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né far prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.

Le rotaie che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori con concessione ADM sono diverse: carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney). Ogni operatore ha la propria lista nei propri termini. Sui crypto presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e nessuna norma indica le rotaie approvate. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai fornitori di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; la sua entrata in vigore non è confermata.

Il limite dei 100 € settimanali in contanti non è una nota a piè di pagina: è il tetto di chi ricarica al tabaccaio, e convive con la carta e il bonifico sul conto. Se il tuo deposito abituale supera quella cifra, la strada del punto vendita non è la tua.

Come scegliere, quando i titoli esports non sono in elenco

Il problema di questa pagina non è la mancanza di operatori: è che nessuno dei dieci profili letti nomina una disciplina esports fra quelle coperte. Davanti a questo, la scelta si fa su altro.

Cinque domande da fare all’operatore, non alla classifica

La prima riguarda il palinsesto. Chiedi se il titolo che ti interessa è coperto e in quali mercati, tramite l’assistenza o l’elenco eventi della piattaforma: ADM autorizza gli eventi uno per uno, quindi il catalogo esports di un operatore è la somma delle autorizzazioni che ha, non una linea di prodotto stabile.

La seconda riguarda la quota minima richiesta da un eventuale bonus. Una quota minima alta esclude i mercati secondari e gli esiti lunghi, cioè proprio le nicchie.

La terza riguarda il margine sul mercato che giochi davvero. Il 5 % illustrato è un mercato a due esiti con quote 1,90; su un eventuale mercato esports a bassa liquidità il numero sarà diverso e peggiore.

La quarta riguarda il costo di un prelievo e i tempi. Una vincita che arriva in tre giorni su un conto che ricarichi al tabaccaio è una vincita che non ti serve domani.

La quinta riguarda la scadenza dei trenta giorni. Se scegli la registrazione classica senza SPID, sai cosa ti aspetta.

Nessuna di queste domande ha una risposta nella classifica, e tutte hanno una risposta nei termini dell’operatore o in una chat con l’assistenza. Il tempo che ci metti vale più di qualunque recensione.

Tre profili, tre strade

Chi punta piccole cifre ogni tanto ha un problema di costo unitario: il margine è la voce che pesa, e i requisiti di quota minima di alcuni bonus gli fanno giocare mercati che non avrebbe scelto. Per questo profilo la strada è un conto con concessione ADM, un limite di deposito settimanale fissato in registrazione e nessuna fretta di alzarlo.

Chi punta cifre più alte e con continuità ha un problema di prezzo e di mercato. Gli servono quote affilate e mercati profondi, e in quel caso l’exchange è la strada diversa: non un bookmaker in più, ma un tavolo in cui la controparte è un altro giocatore.

Chi ha un interesse specifico per un titolo deve accettare che la strada non sia nella tabella: deve verificare, operatore per operatore, quale palinsesto copre quel titolo. È l’unica scelta che la legge italiana lascia aperta al giocatore, ed è quella che richiede più lavoro.

Le due strade, e il conto alla fine

Un concessionario ADM porta il RUA, la vigilanza, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com offshore non porta nessuna delle quattro, è soggetto al blocco DNS e, come scrive ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. Il confronto non è fra due offerte: è fra due mondi giuridici.

Se il tuo obiettivo è giocare su esports, la verifica è più complicata che altrove, perché devi chiedere a ogni operatore cosa ha in palinsesto su quel titolo. Ed è comunque un lavoro più breve del conto che arriva quando la vincita non si preleva.

Domande frequenti

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo sugli eventi inseriti nel palinsesto, cioè il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, che autorizza gli eventi uno per uno. Cosa contenga il palinsesto su esports non risulta da una fonte pubblica: la copertura si verifica nell’elenco eventi dell’operatore.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si cerca il sito nell’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, controllando il codice da 16000 a 16051 e il nome della società. La concessione è per sito, non per azienda: dietro Lottomatica c’è Goldbet Better Organization Italy S.p.a., dietro StarCasinò e Betsson c’è Azzurri Limited.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita lorda è la puntata moltiplicata per la quota; il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Con 20 € a quota 1,90 la scommessa paga 38 €, con 18 € di profitto. In una multipla le quote dei singoli esiti si moltiplicano in un unico prezzo.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi di tutte le quote dello stesso mercato, si divide uno per quella somma e si ottiene il payout; il margine è 100 % meno il payout. Su un mercato a due esiti con quote illustrate di 1,90 e 1,90 la somma è 1,0526, il payout circa il 95 % e il margine intorno al 5 %.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta unica cade sul concessionario: la stampa parla di «tassate alla fonte». Conviene comunque consultare un commercialista: non è consulenza fiscale. Sui siti non concessionari la posizione è diversa.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Ridurlo ha effetto immediato, aumentarlo richiede sette giorni: Admiralbet lo scrive nei propri termini, dove la registrazione chiede un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.

Preparato dagli editori di «Garecicliste».