AAMS scommesse in Italia 2026: la concessione n. 16020 vale più di cento slogan
Ultimo controllo dei dati: 30 Ottobre 2026, confrontati con l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

È curioso come sia sopravvissuto il nome di un ente che non esiste più. AAMS, l’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, è stata assorbita dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e il mercato continua a dire «AAMS» perché quella sigla è finita nei domicili dei siti, nelle conversazioni tra scommettitori e nei motori di ricerca. Chi arriva su questa pagina cercando «aams scommesse in Italia» non cerca un vocabolario, cerca una garanzia: posso mettere qui i miei soldi senza che i miei soldi prendano una direzione che non ho scelto?
La risposta, in Italia, si riduce a un documento. Il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto solo da chi ha una concessione dell’ADM, e il modo di verificare se un operatore è autorizzato è consultare l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’Agenzia — è l’ADM stessa a scriverlo nelle sue risposte ai giocatori, e l’elenco non è un’opinione, è un atto. Da lì discende tutto il resto, e discende in un ordine preciso: prima il diritto di stare sul mercato, poi il modo in cui quel diritto protegge chi ci gioca dentro, poi la lista di chi ce l’ha, e solo alla fine la panoramica di cosa si trova dentro quei conti.
Vale la pena dire subito cosa questo articolo non fa. Non ripete l’elenco: sono 52 righe, le trovate pubblicate dall’Agenzia e non hanno bisogno di un riassunto. Non promette che un concessionario paghi di più, non indovina chi vince il derby e non trasforma una concessione in un giudizio sul palinsesto, perché sono due cose diverse che il marketing dei bookmaker confonde di proposito. Un nome su un elenco pubblico è un permesso, non una qualità.
Indice dei contenuti
- Normativa: come si diventa, e si resta, un operatore con concessione ADM
- Fondamenti: la tutela che si vede solo quando serve
- Prevenzione e protezione: le regole che decidono prima della scommessa
- Criteri: come si guarda un bookmaker con concessione ADM
- Panorami: dieci concessionari, uno per uno
- Quanto costa davvero giocare: un conto con i numeri in chiaro
- Domande frequenti
Normativa: come si diventa, e si resta, un operatore con concessione ADM
Il quadro non è un’autorizzazione che si compra. Il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, riordina il settore dei giochi pubblici a distanza e ribalta la logica con cui per anni si è guardato al mercato: le concessioni si assegnano con una gara pubblica, non con uno sportello aperto. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza sotto concessione — scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, quelli simulati compresi, e sulle corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo.
Ecco il primo punto che cambia le cose per chi legge e non per chi vende. L’art. 6, comma 3 fissa la durata massima della concessione a nove anni, senza rinnovo, e tra i requisiti mette una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’ADM stabilisce nella gara, come precisa il comma 5. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3). Nove anni sono un orizzonte lungo e insieme corto: lunghi per chi deve ammortizzare un investimento importante, corti per chi immagina che il rapporto con un operatore sia per sempre. Non lo è, e non lo decide l’operatore.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. La matematica della gara spiega da sola perché un concessionario non è un ente caritatevole: sette milioni di euro riversati allo Stato prima della prima scommessa sono un costo che entra nella quota, e chi crede che un bookmaker lavori sul filo del margine zero non ha ancora guardato il conto.
Cosa significa che la concessione è legata al singolo sito
L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, e ogni riga è legata a un solo sito con dominio .it. La concessione è per sito, non per azienda: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale con una struttura societaria sola, e ogni indirizzo è un’autorizzazione a sé. Una società può anche avere il diritto di offrire scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, scommesse con interazione diretta e bingo in qualsiasi combinazione.
Ed è qui che si apre la trappola più banale e più costosa. L’elenco non ha una colonna che dice quali giochi offre quel concessionario. Un nome sulle 52 righe non dimostra da solo che quel sito abbia un palinsesto di scommesse sportive, e una presenza in una classifica — compresa quella che state leggendo — non è una concessione. La prova sta nel sito e nell’app dell’operatore stesso: la sezione scommesse, il palinsesto, il conto di gioco. Chi invece verifica l’esistenza di una concessione senza verificare il prodotto ha fatto metà del lavoro e crede di averlo finito.
La conseguenza si vede anche sui marchi che non ci sono. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe lette il 25 ottobre 2026. Questo non è un giudizio morale su quei brand e non è una notizia di cronaca, è un dato di fatto con un effetto pratico: un conto aperto lì non entra in nessun meccanismo che l’Italia ha costruito attorno ai suoi concessionari, a partire dal registro di cui parliamo tra poco.
La concessione si dichiara nei termini del conto
Un operatore con concessione scrive il proprio titolo nei termini del conto di gioco, e la frase ha una forma riconoscibile: AdmiralBet dichiara di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito .it. Nient’altro che questo: un numero, un’autorità e un indirizzo. È l’informazione meno scintillante del sito e la più utile, perché è verificabile in trenta secondi contro l’elenco dell’Agenzia.
Vale per tutti quelli della lista che segue. Sisal opera con concessione ADM n. 16020 di Sisal Italia S.p.a.; SNAI con la n. 16032 di Snaitech Spa; StarCasinò con la n. 16026 di Azzurri Limited; Betsson con la n. 16027, sempre Azzurri Limited; Lottomatica con la n. 16010 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a.; Betfair con la n. 16028 di Betfair Italia S.r.l.; NetWin con la n. 16035 di Netwin Italia S.p.a.; bet365 con la n. 16030 di Hillside (New Media Malta) Plc; Eurobet con la n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale; e AdmiralBet, come detto, con la n. 16048 di Admiral Bet S.r.l. Nessuna di queste società porta il nome del marchio, e la lezione è che il concessionario è un’altra entità rispetto alla marca che si vede: chi cerca il nome del brand sull’elenco può non trovarlo e concludere erroneamente che manchi la concessione.
Il palinsesto è approvato, e non contiene tutto
C’è un secondo livello di regola che quasi nessuno legge e che cambia l’esperienza quotidiana di chi scommette. L’art. 2, lett. s) definisce il palinsesto come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro quel programma approvato. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026, come riporta la stampa di settore, ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner.
Tradotto: il catalogo di un bookmaker italiano non è una scelta libera del bookmaker. Quello che vedete come «offerta scarsa» su un evento esotico è spesso un permesso che non c’è ancora, e scommettere contro l’operatore per questo è tempo perso. Gli eventi simulati, le scommesse su eventi simulati definite dall’art. 2, lett. v) come eventi sportivi, ippici e altri generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, stanno dentro la concessione per le scommesse sportive, ed è per questo che i siti hanno una sezione «Virtuali» che nessuno considera mai illegale e che in pochi leggono davvero.
L’ippica merita una nota perché è la materia più ingannevole del listino. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, rientrano nell’art. 6, comma 1, lett. a); i «giochi di ippica nazionale» dell’art. 6, comma 1, lett. c) — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, meglio definiti dall’art. 2, lett. h) — richiedono una concessione propria. Sono due prodotti diversi con due permessi diversi, e trattarli come la stessa cosa è l’errore più comune di chi pensa di aver capito il quadro.
Il betting exchange, il «punta e banca», è un gioco separato: art. 6, comma 1, lett. e) e art. 2, lett. u), dove il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair è indicata come portatrice di regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Betfair è descritta come la prima a introdurre l’exchange in Italia, con la concessione n. 16028; quali marchi lo offrano oggi e con quali commissioni è materia che va letta nei loro termini.
Fondamenti: la tutela che si vede solo quando serve
Gli strumenti di protezione di un mercato regolato hanno una proprietà scomoda: sembrano tutti inutili finché non servono, e quando servono devono essere già lì. È il caso del RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, che copre ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia — e anche le sale fisiche. La frase da tenere a mente è una sola: durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile.

Un selfie con la carta d’identità non ferma nulla. Quel registro, sì.
Autoesclusione: che forma ha, quanto dura, come si chiede
L’autoesclusione dal gioco a distanza può essere trasversale — tutti i concessionari, con blocco anche dell’apertura di nuovi conti — oppure limitata a un singolo concessionario o a una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. È una distinzione che vale più di quanto sembri: chi vuole togliersi di mezzo solo il casinò e tenersi il calcio sceglie la seconda strada, e chi vuole uscire da tutto sceglie la prima senza dover fare dieci telefonate.
La durata va fino a 270 giorni, a scelta del giocatore, oppure è a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi; quella a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza. Lo scrive l’ADM sulla propria pagina dedicata all’autoesclusione dal gioco a distanza, ed è una regola che toglie di mezzo la domanda tipica del quinto giorno di pausa — «e se ci ripenso?» — perché la risposta è che ci ripensi tra nove mesi, non domani. Le condizioni di AdmiralBet descrivono lo stesso istituto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia: 30, 60 o 90 giorni oppure tempo indeterminato, con la durata che dal 1° febbraio 2026 va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
La richiesta si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco, e non richiede di essere cliente di nessuno. C’è una cosa che vale la pena dire con nettezza, senza girarci intorno: un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso lì non è protetto da nulla. Il registro funziona perché è un’infrastruttura condivisa da chi ha il permesso; fuori da quel perimetro è una promessa fatta a se stessi.
Limiti di deposito e di spesa: chi decide, e quando ha effetto
L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione, con un abbassamento che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare un limite. Il meccanismo è asimmetrico di proposito: stringere è gratis e istantaneo, allargare costa una settimana di riflessione. Le condizioni di AdmiralBet chiedono in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e confermano la stessa asimmetria: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
L’età è fissata a 18 anni dalla legge italiana, e l’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» tra i principi del riordino, con l’esclusione dei minori dalle condizioni di concessione. Il conto di gioco richiede identificazione piena: gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento oppure con SPID, e Goldbet anche con CIE attraverso un fornitore SPID. Senza SPID il conto deve essere validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati.
C’è una domanda che torna sempre in questa materia e ha una risposta che nessuno ama: esiste un tetto statale in euro alle puntate sulle scommesse sportive? Non risulta. Gli strumenti che mordono sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito che il giocatore stesso sceglie in registrazione — non un numero calato dall’alto. La figura del limite di deposito che l’ADM stabilisce nella gara resta essa stessa materia della gara, e chi vuole sapere a quanto ammonta per un singolo operatore lo legge nelle condizioni del conto, dove sta scritto per esteso.
L’obbligo di informazione, che nessuno nota e tutti pagano
C’è una voce di costo che non compare mai nel confronto tra quote e che vale la pena conoscere. L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi definiti da una commissione governativa. Un obbligo di spesa, non un invito.
Non è una cifra che il giocatore vede addebitata da nessuna parte, e non è nemmeno il punto. Il punto è che la protezione del giocatore in Italia non è affidata alla buona volontà delle aziende: è una riga di bilancio imposta per legge, con una soglia e un tetto. Chi confronta gli operatori guardando solo la quota della domenica non vede questa architettura, e l’architettura è esattamente ciò che distingue un conto regolato da uno che non lo è.
Prevenzione e protezione: le regole che decidono prima della scommessa
Il Decreto Dignità, cioè l’art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla L. 96/2018, è in vigore e vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. L’ADM ha citato questa formula in un comunicato del 28 febbraio 2024, aggiungendo che pubblicizzare siti di gioco illegale è reato.

Vale la pena guardare cosa questo produce tutti i giorni, perché la conseguenza è visibile a chiunque apra un’app. Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e permette a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m e art. 15, comma 3). Il risultato è una comunicazione che assomiglia a un bollettino di servizio con il marchio in alto: niente testimonial, niente stadio, niente «gioca responsabilmente» urlato. Un concessionario italiano può dirvi che esiste; non può dirvi di scommettere.
L’AGCOM vigila sul divieto con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. La cronaca di questa vigilanza è più interessante della norma. La stampa di settore riferisce che nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, la C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e la C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. E c’è una proposta, non una legge: un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, il cui esito non risulta definito. Alla data di verifica il divieto è in vigore, e un emendamento non è una norma.
Bonifici, ricariche e contanti: dove passa davvero il denaro
I «punti vendita ricariche» dell’art. 13, D.Lgs. 41/2024 sono una figura che molti scommettitori usano senza sapere cosa siano. L’ADM tiene un registro di questi punti — tabaccai, ricevitorie — che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi; non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.
Quel «non possono pagare vincite» è la parte da leggere due volte. Il tabaccaio è un canale di entrata, non di uscita, e chi immagina di incassare la vincita allo sportello sotto casa si sbaglia di un passaggio. I binari che le pagine di confronto mostrano sui concessionari ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria con SisalPay o Mooney; ciascun operatore ha la propria lista nelle condizioni del conto, ed è quella che conta.
L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; la sua entrata in vigore non è confermata. Sulle cripto valute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non risulta una norma che nomini binari approvati. Chiunque vi dica che una cripto è «accettata» da un operatore italiano regolato vi sta raccontando la propria esperienza con un sito che sta altrove.
Siti inibiti, oscuramento e quello che rischia chi ci gioca
L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 stabilisce che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene la lista dei siti legali riferiti ai concessionari e quella dei siti la cui accessibilità è inibita, entrambe pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. Chi offre giochi ai giocatori italiani senza concessione commette un illecito, e i fornitori di accesso a internet o di pagamento che violano un ordine dell’ADM incorrono in una sanzione da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM redirige i domini inibiti verso una pagina di avviso.
Il blocco agisce a livello di DNS e qualche operatore di rete resta indietro: un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo la stampa di settore che cita l’ordine del 24 settembre 2025, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, mentre i mirror ricompaiono in poche ore. La parola tecnica per il risultato è «oscurati», e il dettaglio che conta è l’ultimo: una copia del sito bloccato è di nuovo raggiungibile in giornata, quindi il blocco non è una garanzia di indisponibilità. È un ostacolo, non un muro.
Poi c’è il lato del giocatore, ed è la parte che nessuna pagina di confronto mette in evidenza con la dovuta sobrietà. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come l’ADM stessa ricorda nel comunicato del 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un giocatore non risultano. Sul versante degli operatori, l’art. 4, comma 4-bis riguarda la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.
Vale la pena dirlo senza drammatizzare e senza minimizzare: la frase appena citata è la regola lato giocatore nella formulazione dell’autorità che la applica, non un’opinione di questa pagina. E il confronto onesto tra le due strade è questo. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e un foro legale italiano. Un marchio non autorizzato con dominio estero non porta nulla di tutto ciò, è esposto all’oscuramento e, come scrive l’ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore: quella zona si descrive con una parola sola, e la parola è «non protetta».
Le vincite: chi paga l’imposta, e chi non deve dichiarare nulla
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, è pagata dall’operatore: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite corrisposte, secondo la stampa di settore. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, mentre prima erano al 43 % e al 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta. Il numero della legge di bilancio 2025 non è confermato, e va verificato sulla Gazzetta Ufficiale da chi ne ha bisogno per un calcolo.
Per il giocatore la conseguenza è la più semplice di tutta la materia: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario. È una ricostruzione riportata dalla stampa nel 2024 e nel 2026 con la formula «tassate alla fonte», cioè il giocatore riceve la somma netta e non dichiara niente — riferita dalla stampa, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, e chi ha una posizione da chiarire fa bene a consultare un commercialista.
Il quadro si ribalta appena il sito è estero, e qui il riferimento è preciso: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non risulta. In una riga: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate — e questa non è consulenza fiscale.
Criteri: come si guarda un bookmaker con concessione ADM
Un confronto tra operatori si giudica dalle domande che fa, non dalla lunghezza dell’elenco. Le domande utili sono cinque, in ordine di peso.
Il titolo. Il numero di concessione, il nome della società concessionaria e l’esistenza del sito .it. Non il marchio, non la pubblicità, non il racconto della fondazione: il titolo.
L’identificazione e l’apertura del conto. Chi entra con SPID di livello 2 chiude la pratica in pochi minuti, chi carica un documento in .pdf, .jpg o .png fa la strada più lunga. Non è un dettaglio da smanettoni: la verifica del conto blocca i prelievi finché non è finita, e trenta giorni passano in fretta quando si aspetta una vincita.
Le impostazioni di protezione disponibili al momento dell’iscrizione. Non dopo, non su richiesta: al momento. Un limite settimanale scelto al buio il primo giorno vale più di dieci promesse di gioco responsabile lette sei mesi dopo.
Il prodotto. Tipi di scommessa, mercati, presenza del live, cash out, streaming. È l’unico criterio che parla di divertimento invece che di sicurezza, ed è giusto che sia quarto e non primo.
Il meccanismo dell’offerta di benvenuto. Cosa si riceve, con quale giocata minima, entro quando, con quale massimo di vincita. Un bonus che si legge in tre righe non è un bonus, è lo slogan di un bonus.
La classifica: dieci concessionari e cosa li distingue
La tabella che segue mette in colonna tre cose diverse: la marca, il titolo — numero di concessione e società concessionaria — e quello che le condizioni dicono sul soggetto di questa pagina, cioè la tutela del giocatore. Nessuna riga è un giudizio di qualità, e l’ordine non è una graduatoria: sono dieci posizioni su 52 righe dell’elenco dell’Agenzia.
| Brand | Concessione ADM e concessionario | Cosa dicono le condizioni sul soggetto |
|---|---|---|
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a., sito Sisal | Conto gioco accessibile anche con Touch ID e scommesse piazzabili da mobile |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa, sito SNAI | Singole, multiple e sistemi con Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l., sito AdmiralBet | Limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo in registrazione; riduzione immediata, aumento dopo 7 giorni |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited, sito StarCasinò | Marchio a impronta casinò con scommesse sui principali eventi italiani e internazionali |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited, sito Betsson | Pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., sito Lottomatica | Quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita in diretta |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l., sito Betfair | Sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate; esito finale, Under/Over, Multigol |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a., sito NetWin | Offerta Sport-50 riservata a conto verificato, deposito minimo 20 €, bonus reale sul primo deposito |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, sito bet365 | Pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; numero verde 800 55 88 22 |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sito Eurobet | Palinsesto dal calcio agli scacchi, fino a spettacolo e politica, accanto ai classici sportivi |
Due cose che la tabella mostra e che vale la pena commentare. La prima è la sproporzione tra la colonna del titolo e quella del soggetto: sulla concessione le dieci righe rispondono tutte, con numeri e società precise, mentre sulla tutela il dettaglio si assottiglia a seconda di quanto un operatore ha scritto nei propri termini, e in un paio di casi l’informazione utile riguarda il palinsesto o il funzionamento dell’app più che la protezione del giocatore. La seconda è che i codici non seguono l’ordine alfabetico dei marchi e non seguono nemmeno la notorietà: sono numeri di gara, e la sequenza 16010, 16012, 16020 non racconta una gerarchia di merito — racconta l’ordine in cui le concessioni sono state assegnate.
Il resto della valutazione sta nelle schede che seguono, una per operatore, dove ogni offerta è descritta per quello che è, non per quello che il nome promette.
Panorami: dieci concessionari, uno per uno
Sisal, la concessione n. 16020 e il conto che si apre con un dito
Sisal Italia S.p.a. opera con la concessione ADM n. 16020 sul proprio sito .it, e il titolo compare nei termini del conto come per ogni altro concessionario. Sul versante del prodotto, l’app Sisal Matchpoint per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile: sembra una comodità da nulla e in realtà è la prima difesa del conto, perché una password riutilizzata su tre siti è il modo più frequente con cui un conto di gioco cambia proprietario.
La verifica dell’identità resta obbligatoria e passa dalle vie di tutti: modulo con documento o identificazione digitale. Nessuno entra con un clic soltanto, e chi promette il contrario sta promettendo qualcosa che l’ADM non permette.
Il conto dei numeri è presto fatto: un titolo verificabile, un accesso comodo, un mercato da operatore generalista. Sisal prende il posto che gli compete in questo elenco, senza brillare e senza nascondere nulla.
SNAI, la concessione n. 16032 e una cassetta degli attrezzi da scommettitore
Snaitech Spa tiene la concessione ADM n. 16032 e Sna i porta il titolo nei termini del conto. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
Il Cash Out, per chi non lo ha mai usato, è la possibilità di incassare prima: invece di aspettare il fischio finale, si chiude la schedina al prezzo che il bookmaker propone in quel momento. È una comodità vera e va letta per quello che è — quel prezzo lo fa l’operatore, e il margine sta dentro anche lì.
La composizione della giocata, singola, multipla o sistema, e la presenza di mercati che vanno oltre l’esito finale raccontano un operatore costruito per chi legge le partite, non solo per chi guarda il risultato. Chi piazza tre multipli a settimana trova qui più materia di chi vuole una singola sulla favorita.
AdmiralBet, la concessione n. 16048 e il limite che si sceglie in registrazione
Admiral Bet S.r.l. opera con la concessione ADM n. 16048 e lo dichiara nei termini: è l’esempio più chiaro di come un operatore con concessione metta per iscritto il proprio titolo. Il conto di gioco si apre con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo e importa i dati automaticamente.
È la parte che interessa questa pagina, ed è quella su cui le condizioni di AdmiralBet dicono la cosa più utile del loro intero documento: in registrazione viene chiesto di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. Sull’autoesclusione, le stesse condizioni parlano di 30, 60 o 90 giorni oppure di tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e indicano che dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Durante l’autoesclusione registrata nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile.
La tripla dei limiti, ricarica più spesa più tempo, su tre orizzonti temporali, è più di quanto molti operatori mettano davanti al giocatore il primo giorno. Il costo di questo disegno è il ritardo: chi vuole alzare un limite aspetta una settimana, e in quella settimana non può sbagliare di fretta.
StarCasinò, la concessione n. 16026 e il marchio che parte dal casinò
Azzurri Limited detiene la concessione ADM n. 16026 per StarCasinò. L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò: il marchio nasce dal gioco da casinò e solo dopo si è dotato di un palinsesto sportivo.
Questo ha una conseguenza pratica che vale più di qualsiasi slogan. Chi arriva qui per una scommessa sportiva si trova dentro un ambiente costruito per un altro prodotto, con le slot a un tocco di distanza dalla schedina. Non c’è nulla di illecito e la concessione copre anche la combinazione di giochi, ma è un fatto che chi gioca per il calcio e non vuole la ruota accanto alla schedina debba saperlo prima, non dopo.
La scommessa sportiva, sul sito, resta una parte dell’offerta e non il centro. Per un giocatore che alterna casinò e sport è una scelta naturale; per chi intende usare il conto solo sulle partite è una compagnia che non ha chiesto.
Betsson, la concessione n. 16027 e la copertura dei mercati
Betsson opera con la concessione ADM n. 16027, sempre nella titolarità di Azzurri Limited, sul proprio sito .it. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
La parola «migliaia» merita una precisazione che il marketing non dà mai: nel mercato italiano il catalogo non è libero, perché una scommessa si può prendere solo su eventi inseriti nel palinsesto approvato dall’ADM. Una copertura ampia è quindi il risultato di un lavoro di approvazione, evento per evento, e non di una scelta fatta in ufficio il lunedì mattina. Chi legge «migliaia di eventi» come una promessa di trovare tutto non ha capito come funziona il listino italiano; chi la legge come un indicatore di quanta materia l’operatore ha fatto approvare, sì.
La combinazione di pre-match, live e mercati sul singolo giocatore, cioè i marcatori, è quella che serve a chi costruisce giocate ragionate invece di puntare sull’esito secco. La quantità non è qualità, e questa scheda non lo diventerà.
Lottomatica, la concessione n. 16010 e il live che si guarda
Goldbet Better Organization Italy S.p.a., nota come GBO Italy, è titolare della concessione ADM n. 16010 per Lottomatica. L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Lo streaming non è un regalo gratuito e non è nemmeno una funzione neutra: cambia il modo in cui si sceglie. Chi vede la partita sul sito dell’operatore guarda i mercati live mentre l’azione scorre, e la quota che cambia sullo schermo è esattamente il momento in cui si prende la decisione peggiore della giornata. La comodità è reale. La tentazione lo è altrettanto.
Sul fronte della copertura, il calcio italiano e quello europeo di prima fascia, la Formula 1 e la MotoGP coprono un pubblico largo, e la quota della Serie A è la merce più confrontata del mercato. Chi cerca un bookmaker generalista con l’occhio sempre sulla partita trova qui quello che cerca; chi vuole il mercato esotico sul campionato minore alzerà le spalle.
Betfair, la concessione n. 16028 e lo scambio invece del banco
Betfair Italia S.r.l. detiene la concessione ADM n. 16028 per Betfair, ed è il marchio descritto come il primo ad aver portato in Italia l’exchange, cioè il «punta e banca». L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
Il valore di questa scheda sta nell’ultima riga, non nella prima. Con l’exchange, il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo: la documentazione di Betfair è indicata come portatrice di regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario.
Tradotto per chi non ha mai usato un exchange: non si gioca contro una quota stabilita da un ufficio, si gioca contro un altro giocatore, e il prezzo è quello che il mercato accetta. Il vantaggio strutturale è che non c’è un margine fisso da pagare; il costo strutturale è che serve qualcuno dall’altra parte, e sui mercati sottili l’altra parte può non esserci.
NetWin, la concessione n. 16035 e un bonus che si chiama per nome
Netwin Italia S.p.a. opera con la concessione ADM n. 16035 per Netwin.it. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.
Fermiamoci sul «bonus reale», perché nel mercato italiano è una precisazione che pesa. Il bonus è un credito vero sul conto, ma la lingua italiana del settore ha una tradizione di formule — «bonus», «freebet», «giocata gratuita» — che nelle condizioni degli operatori significano cose diverse: una somma in denaro, una giocata il cui importo non torna con la vincita, un rimborso in credito. NetWin scrive che è denaro, e questa è una informazione, non una promessa.
Il resto è una struttura ordinaria: un tetto di 50 € e un deposito minimo di 20 €, cioè un’offerta pensata per un primo ingresso e non per chi vuole spostare cifre serie. Il conto dev’essere verificato perché l’offerta parta, e questo riporta alla sequenza di sempre: documento, verifica, poi il resto.
bet365, la concessione n. 16030 e i quattro strumenti messi in fila
Hillside (New Media Malta) Plc è titolare della concessione ADM n. 16030 per Bet365.it. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. I suoi strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
I «periodi di pausa» meritano una riga, perché sono la cosa più utile che un operatore possa mettere davanti a un giocatore e la meno pubblicizzata. Un limite dice quanto si può depositare; una pausa dice che per un po’ non si gioca affatto. Sono strumenti diversi che rispondono a problemi diversi: il primo governa il budget, il secondo governa l’abitudine.
La partnership con la principale competizione europea di club e la presenza dell’ippica nello stesso listino raccontano un operatore che copre sia il pubblico del calcio sia quello delle corse, due clienti che raramente si incrociano. Chi cerca l’ippica in Italia non ha moltissime porte a cui bussare, e questa è una delle più solide.
Eurobet, la concessione n. 16012 e il palinsesto che non finisce
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale detiene la concessione ADM n. 16012 per Eurobet, la stessa società che gestisce Bwin e Gioco Digitale, tre siti e tre concessioni distinte dentro un solo gruppo. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, con le elezioni.
Gli scacchi e le elezioni sono la parte interessante. Sono mercati che il pubblico delle scommesse sportive considera marginali e che esistono perché qualcuno li ha inseriti nel palinsesto e l’ADM li ha approvati: due passaggi, non uno. Chi pensa che un bookmaker italiano possa «aggiungere» un mercato per iniziativa propria sbaglia di un’autorizzazione.
La larghezza del catalogo ha un rovescio: chi cerca profondità sul calcio minore può trovarsi davanti alla stessa copertura degli altri, perché il numero di sport non è la profondità di un singolo sport. Il gruppo con tre siti, però, resta il modo più chiaro per mostrare il punto centrale di questa pagina: la concessione è per sito, non per azienda.
Quanto costa davvero giocare: un conto con i numeri in chiaro
Fin qui le regole. Adesso il conto, perché è qui che la materia diventa una decisione invece di una lettura.
Prendiamo una settimana tipo: 100 € giocati una volta sola, su un mercato a due esiti con quota decimale 1,90 e 1,90. È un esempio, non una quota quotata per una partita reale, e serve a rispondere a una domanda che nessun bookmaker mette sul proprio sito: quanto resta al mercato di quei 100 €?
Su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 la quota di restituzione è 1 diviso la somma di 1/1,90 più 1/1,90, cioè circa il 95 %. Detto in modo più diretto: il margine del bookmaker su questo mercato è intorno al 5 %, e il conto torna, perché quota di restituzione e margine sono la stessa cosa vista da due lati e devono sommare al 100 %. Nessun singolo giocatore incontra quel 5 %; il giocatore che indovina una volta incassa 190 € da 100 € di puntata, e il margine non compare da nessuna parte nella sua schedina.
Comparirà nella media. Sui 100 € giocati una volta a settimana per un anno, con un margine del 5 % e assumendo che tutto il turnover resti sul mercato a due esiti, la perdita attesa sta intorno ai 260 € l’anno, con un’oscillazione che dipende dalle quote e dagli esiti e con l’assunzione che l’intero turnover venga rigiocato senza prelievi. È una stima statistica ricavata da un esempio, non un conto che si applica a una singola persona, e chi gioca dieci schedine da 10 € invece di una da 100 € incontra lo stesso margine su ogni schedina, non su una sola.
Il punto pratico non è il numero in sé, è che quel numero vive dentro un altro numero. Nell’esempio, il turnover è esattamente ciò che un limite di deposito settimanale controlla, e chi ha scelto un limite settimanale di 100 € in registrazione ha fissato, senza rendersene conto, il tetto della propria perdita attesa. Il limite di deposito è la difesa più potente che il giocatore ha in mano, e sta davanti a lui il primo giorno, quando la testa è ancora fredda. Chi lo alza di corsa dopo sette giorni ha già speso quella testa.
Attorno a questo scheletro stanno i costi che non si vedono. Un bonus reale del 100 % fino a 50 € mette sul conto 50 € in più al primo deposito, e quei 50 € entrano nello stesso mercato al 5 % come qualsiasi altra somma. Una freebet non ha la stessa struttura di un bonus in denaro: quando l’importo della giocata non torna con la vincita, il valore non è il suo importo nominale ma quella parte moltiplicata per quota meno uno divisa per la quota, e poi moltiplicata per la quota di restituzione del mercato. Su una quota di 1,90 quella differenza è sostanziale, e leggerla nelle condizioni dell’operatore prima di depositare è l’unico modo per non scoprirla al momento del prelievo.
Un ultimo conto, quello che nessuno fa e tutti dovrebbero. Sull’ippica l’imposta unica è passata dal 43 % e 47 % al 20,5 % sulla rete fisica e 24,5 % a distanza, e la raccolta a distanza paga l’aliquota più alta. Aliquote di questa misura non sono un dettaglio tecnico per addetti ai lavori: definiscono quanto margine un operatore deve trovare per stare in piedi, e quel margine esce dal prezzo che il giocatore accetta. Non è un’accusa — è aritmetica di un settore in cui lo Stato è, di fatto, il primo azionista di ogni quota.
Domande frequenti
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si parte dall’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’ADM, che l’Agenzia stessa indica come lo strumento di verifica: ogni riga porta un codice e un sito .it. Poi si legge il numero di concessione e il nome della società nei termini del conto, e i due controlli devono coincidere.
Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?
Perché la concessione è legata al singolo sito. L’elenco letto il 25 ottobre 2026 ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna associata a un indirizzo .it, e la stessa società può gestirne più di uno: Eurobet Italia S.r.l. opera Eurobet, Bwin e Gioco Digitale.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, copre ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e le sale fisiche. L’autoesclusione può essere trasversale, limitata a un concessionario o a una categoria di gioco, dura fino a 270 giorni o è indeterminata con revoca dopo almeno nove mesi.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Al momento dell’iscrizione si sceglie un limite settimanale o mensile, e un abbassamento ha effetto immediato mentre un aumento richiede sette giorni. Le condizioni di AdmiralBet chiedono in registrazione un limite a ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse senza concessione ADM?
Il sito non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso non è protetto, e non c’è vigilanza dell’Agenzia né strumenti di limite obbligatori. Il dominio può essere oscurato con un ordine dell’ADM, e la Legge 401/1989, art. 4, come l’ADM stessa la cita, sanziona il partecipante con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica cade sul concessionario: è la ricostruzione riportata dalla stampa, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria. Su un sito estero l’Agenzia delle Entrate le tratta come redditi diversi. Non è consulenza fiscale.
Prodotto dalla redazione di «Garecicliste».
