Non AAMS scommesse in Italia 2026: la concessione è il confine

Updated Ottobre 2026
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Quando un dominio di scommesse sparisce dalla barra degli indirizzi e al suo posto compare un avviso dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, non è un guasto della rete. È l’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, che si applica al sito che stavi aprendo.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Dati verificati al 30 Ottobre 2026, confrontati con l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e con l’elenco dei siti inibiti pubblicati da ADM (ex AAMS).

Chi cerca «non AAMS» cerca un’alternativa: quote più alte, un bonus più generoso, un casinò che i bookmaker italiani non offrono, e nessuno che chieda documenti prima di giocare. L’offerta esiste, è raggiungibile, e funziona finché il fornitore di connettività non aggiorna l’elenco. Il problema non è la reperibilità. È che intorno a quella piattaforma manca tutto ciò che in Italia non è marketing ma obbligo: il controllo dell’agenzia, il registro delle autoesclusioni, i limiti che il conto di gioco impone per legge, e un giudice italiano a cui chiedere qualcosa se i soldi non arrivano. Nessuno dei dieci operatori descritti in questa pagina vive in quella zona: hanno un numero di concessione, un sito .it e, nel caso di un paio di domini noti, un indirizzo che il lettore trova in fondo a questa stessa pagina.

Normativa: la regola che decide cosa può esistere

La parola «AAMS» è sopravvissuta al suo ente. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ADM (ex AAMS), è il regolatore del gioco pubblico, e la legge che oggi ordina la materia è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Chi cerca «non AAMS» sta cercando, in pratica, un posto dove quella legge non arriva. La legge è arrivata prima.

La concessione non si compra, si vince

Sul gioco a distanza non esiste un’autorizzazione a richiesta. Esistono concessioni assegnate con gara pubblica. L’articolo 6, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca cosa si può offrire con una concessione: le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi — anche simulati — e su corse di cavalli; i concorsi pronostici sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. Chi vince la gara può gestire una o più di queste attività per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico. La concessione è legata al singolo sito, non al gruppo che lo controlla: un’azienda può tenerne più di una.

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società, su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Tradotto: il club è chiuso e la quota d’ingresso si misura in milioni.

Chi è dentro e chi è fuori: come si controlla in due minuti

Il test è uno solo, e non è una classifica. È l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» di ADM: 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Letto al 25 ottobre 2026, quell’elenco non contiene Unibet, Betway, 1xBet o 22bet. Fuori da quelle 52 righe non c’è un’area grigia da valutare caso per caso: c’è un’offerta che in Italia non può raccogliere giocate, e chi la organizza risponde di un reato.

Due avvertenze che quasi tutte le comparse in rete saltano. La prima: la concessione è per sito, quindi il marchio internazionale e il sito .it sono due cose diverse, e la seconda può esistere senza che la prima abbia titolo. La seconda: l’elenco ADM non ha una colonna che dica quali giochi copre ogni riga. Un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel concessionario accetti scommesse sportive — i concessionari possono detenere in qualsiasi combinazione diritto su scommesse, poker, giochi di abilità, casinò, exchange e bingo. Che il bookmaker tratti davvero scommesse lo dice il suo sito e la sua app, non la riga dell’elenco. E il rovescio della medaglia: un marchio che non compare fra i dieci descritti qui non è per questo privo di concessione, perché altri concessionari esistono.

Da qui in avanti un’unica regola pratica: il numero di concessione e la ragione sociale che lo accompagna valgono più di qualunque badge. Gli operatori li scrivono nei propri termini e condizioni, ed è lì che si controlla.

Palinsesto, virtuali, ippica: cosa si può giocare e a quali condizioni

L’articolo 2, lettera s) definisce il «palinsesto»: il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipi di giocata che il concessionario prepara e ADM approva. Una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro quel palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno, e non è una formalità: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner. Non esiste un catalogo libero da cui il bookmaker pesca da sé.

Le scommesse su eventi simulati hanno una definizione tecnica nell’articolo 2, lettera v): eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer, mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato. Stanno dentro la concessione per le scommesse sportive, e sui siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali» dedicata.

L’ippica è due cose separate, e la distinzione pesa. Le scommesse sulle corse dei cavalli — a quota fissa o a totalizzatore — stanno nell’articolo 6, comma 1, lettera a), insieme alle scommesse sportive. I «giochi di ippica nazionale» dell’articolo 6, comma 1, lettera c) — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili, tutti a totalizzatore — richiedono una concessione propria. Se un bookmaker online tratti davvero i totalizzatori dell’ippica nazionale non è cosa che si sappia.

Il betting exchange — la «punta e banca», dove il giocatore può fare la parte di chi punta o di chi banca e il concessionario li mette soltanto in contatto in forma anonima — è un gioco separato, previsto dall’articolo 6, comma 1, lettera e) e definito alla lettera u). Betfair è descritto come il primo a gestirlo, con concessione 16028, e la sua documentazione riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50. Un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul mercato italiano il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere.

C’è anche un vuoto che vale la pena nominare: un tetto legale in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non risulta. Gli strumenti che stringono davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito scelto in registrazione.

Il marchio .it, il marchio internazionale, la licenza che non conta

Le licenze straniere — Curaçao, Malta, Anjouan — non hanno alcun valore in Italia. Non è una questione di prestigio: sono titoli rilasciati da un’altra giurisdizione e non abilitano a raccogliere giocate sul territorio italiano. Una piattaforma che le espone in home page sta dicendo, senza dirlo, che opera senza concessione.

Qui il lettore deve fare attenzione a una confusione che circola molto. Alcuni grandi marchi internazionali hanno una presenza italiana in regola, con un sito .it, un codice ADM e una ragione sociale che spesso non porta il nome del marchio. Nella lista qui sotto Betsson e Starcasino fanno capo ad Azzurri Limited, Bwin a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy: la società si legge dalla riga della licenza, non dall’insegna. È lo stesso gioco che si vede nei casinò: la concessione è per sito, e sotto un’unica ragione sociale possono stare più domini.

Cosa cambia dal momento in cui aprono il conto

Un «conto di gioco» richiede identificazione completa. Il modulo con la copia del documento è la via classica; accanto ci sono SPID e, da alcuni operatori, CIE. BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione tradizionale, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. AdmiralBet chiede fronte e retro di un documento in .pdf, .jpg o .png, oppure SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. L’età è 18 anni: l’articolo 3, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 41/2024 indica la «tutela dei minori di età» fra i principi, le condizioni di concessione escludono i minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.

La conseguenza pratica è meno banale di quanto sembri: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Non è una punizione, è una scadenza. E la scadenza esiste solo dove esiste un regolatore che la impone.

Prevenzione: gli strumenti che si perdono restando fuori

La differenza tra un operatore con concessione e uno senza non è il colore dell’interfaccia. È che il primo ha l’obbligo di metterti in mano strumenti che limitano il danno, e il secondo li mette a disposizione solo se il suo mercato di riferimento glielo chiede.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

Autoesclusione: un registro unico, un solo interruttore

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, esiste dal 2018: un’autoesclusione registrata lì si estende al gioco online autorizzato in Italia, a prescindere dal concessionario presso cui è stata chiesta, e blocca anche le sale fisiche. L’articolo 15, comma 1, lettera e) del D.Lgs. 41/2024 impone ai concessionari strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto, per il periodo che sceglie il giocatore.

I periodi non sono una questione lasciata al caso. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto sulla rete legale italiana; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Sono valori che vanno nella direzione opposta a quella che serve a chi vuole solo rallentare: la finestra corta è recente e stretta, quella lunga non si riapre quando il giocatore cambia idea.

Il punto che nessuna tabella comparativa spiega: un sito senza concessione non è collegato al RUA. Chi si è autoescluso su tutti gli operatori italiani resta fuori da ogni registro, e quindi libero di aprire un conto su un .com, e di farlo senza che nessuno sappia che ha chiesto di essere fermato.

Limiti di deposito: chi li sceglie e chi può alzarli

Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. L’articolo 15, comma 1, lettera b) parla di limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; la lettera a) copre i limiti su tempo, spesa e perdita; la lettera c) gli avvisi automatici su durata e spesa; la lettera f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Sul conto vero questi strumenti hanno una asimmetria che vale la pena conoscere prima di impostarli. In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La logica è ovvia: abbassare è sempre possibile, alzare no. Un limite scelto in fretta e per prudenza non è quindi una prigione — è una pausa di sette giorni, che è esattamente il tempo in cui la decisione presa di sera smette di sembrare urgente.

L’importo del limite di deposito che ADM fissa nella gara non è noto, e non è un dettaglio da cercare in una pagina di comparazione: è materia della concessione e dei protocolli approvati dall’agenzia. La cifra utile, per il lettore, è un’altra, e sta sotto.

Punti vendita ricariche: il conto non si svuota al tabaccaio

L’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche»: l’ADM tiene un registro dei punti (tabaccai, ricevitorie) che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Un punto vendita non può pagare vincite né restituire saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. È una porta d’ingresso per il credito, non anche una porta d’uscita: se il conto va chiuso, si chiude dalla piattaforma.

Tassazione: la partita non è quella che si immagina

Sul gioco legale l’imposta la paga l’operatore. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, modificato dalla legge di bilancio per il 2025) è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite; le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre gli eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta di portare le aliquote al 21 % e al 25 % dentro il «Decreto Sport» non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.

Per il giocatore il quadro si ribalta a seconda di dove ha giocato. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore le descrive così, «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione giornalistica, non una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi il consiglio serio è noioso e vale la pena scriverlo: consultare un commercialista.

Sui siti esteri o privi di concessione il ragionamento cambia per intero. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. In una riga: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e questo non è consulenza fiscale.

Il conto della tassa, per chi gioca fuori, non lo presenta mai nessuno. Il bookmaker trattiene e versa nel suo regime, il registro delle concessioni non ti riguarda, e l’onere di capire cosa va dichiarato resta sul giocatore.

Dall’aprile 2026 l’inibizione ti dice perché

ADM inibisce i domini Internet che offrono o sponsorizzano gioco illegale, reindirizzandoli verso una pagina con un’apposita avvertenza che segnala che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. L’inibizione si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti.

Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione; l’ultimo elenco dei siti inibiti è aggiornato al 13 ottobre 2026. ADM blocca domini privi delle autorizzazioni previste dal 2007, e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro.

Quello che costa a chi mette i cavi e i pagamenti

L’obbligo non pesa soltanto sui siti. L’articolo 22, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; la sua entrata in vigore non è confermata. Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata. Per violazione, non per sito, e non una volta sola.

Fondamenti: perché il blocco è una corsa, non un muro

I numeri del contenimento raccontano la storia meglio di qualunque descrizione. Un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini inibiti secondo la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta, e i mirror riappaiono nel giro di ore. La parola che l’ambiente usa per il risultato è «oscurati». È precisa: non cancellati, non perseguiti uno per uno, abbassati.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

Il meccanismo tecnico spiega perché la velocità non è mai definitiva. Il blocco lavora a livello DNS, quindi agisce sulla risoluzione dei nomi e non sul contenuto del servizio: cambia l’indirizzo che il browser riesce a tradurre, non ciò che il server ha in memoria. Alcuni operatori di rete sono più lenti ad allinearsi all’elenco, e l’elenco stesso ha una data di aggiornamento. Fra un aggiornamento e il successivo c’è una finestra, e in quella finestra i nomi nuovi funzionano.

Per il giocatore questo produce un pattern riconoscibile: la piattaforma che trovavi ieri non risponde, ne spunta un’altra con lo stesso listino e un dominio appena registrato, e i soldi che erano sul conto vecchio seguono un percorso che nessun regolatore italiano presidia. Non è un’ipotesi da bar — è la conseguenza diretta di un metodo di blocco che agisce sui nomi invece che sui soggetti.

Un’ultima distinzione che a questo punto diventa utile, fra due parole che sembrano la stessa e non lo sono. «Non AAMS» descrive chi non ha la concessione. «Oscurato» descrive una misura tecnica applicata a un sito, e vale anche per un dominio che ha già smesso di raccogliere giocate italiane. L’elenco ADM dei siti inibiti, pubblico sul sito dell’agenzia e su quello della Guardia di Finanza, è la fonte per il secondo stato; l’elenco dei concessionari lo è per il primo.

Classifica: come si valutano dieci concessionari ADM

La classifica che segue non misura la simpatia di un marchio né l’altezza di un bonus. Confronta dieci operatori che stanno nell’elenco ADM, ognuno con un sito .it e un codice di concessione, e li legge su ciò che le loro stesse condizioni e le loro schede sugli store dichiarano: tipo di palinsesto, strumenti di gioco responsabile, mercati, funzioni.

Tre avvertenze, prima di leggere le colonne. Il numero di concessione non dice quali giochi copre il concessionario: quello lo dicono il sito e l’app. La presenza nell’elenco non dice che l’offerta sia buona: dice che è legale. E l’elenco non è l’intero mercato — altri concessionari esistono, e un marchio che non compare fra questi dieci non è per questo privo di titolo.

Marchio Concessione ADM e concessionario Cosa dicono le condizioni dell’operatore sul punto
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited L’app consente di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò.
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. App con accesso al conto gioco anche tramite Touch ID; oltre 1.000 eventi al giorno, più di 15.000 eventi live e diretta streaming gratuita su calcio, volley, tennis e basket.
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
SNAI n. 16032, Snaitech Spa Singole, multiple e sistemi, con risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, più la funzione Cash Out.
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica.
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse pre-evento e live su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis.
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Principali campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e coppe europee, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Registrazione classica con documento in .pdf, .jpg o .png oppure SPID di livello 2 con OTP; in registrazione si impostano limite di ricarica, di spesa e di tempo su base giornaliera, settimanale e mensile.
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. Apertura conto con identificazione tramite SPID e CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni.

Che la terza colonna tenda a parlare di palinsesto non è un caso: è la materia su cui i bookmaker investono in comunicazione, ed è anche quella che il lettore può verificare da sé senza credere a nessuno. Le licenze sono l’altra faccia: il concessionario quasi mai porta il nome del marchio, e chi vuole controllare deve leggere la ragione sociale, non l’insegna.

StarCasinò: il casinò che tiene un bookmaker in casa

La concessione è la numero 16026, intestata ad Azzurri Limited, su Starcasino.it. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Il nome dice il pubblico, la licenza dice il permesso: un concessionario può detenere diritti su casinò e scommesse nella stessa riga dell’elenco, e StarCasinò è il caso in cui la parte sportiva sta in secondo piano rispetto all’offerta di gioco. Per chi cerca quote non è la prima porta a cui bussare.

Il valore di questo profilo è un altro, e sta nella direzione opposta a quella che suggerisce l’insegna: il marchio vive su un sito .it con un codice ADM, quindi chi arriva dal casinò trova anche un bookmaker dentro il perimetro italiano, senza cambiare casa né rinunciare alle tutele. Chi invece vuole profondità di mercato sportivo guardi avanti nella lista.

Sisal: mille eventi al giorno e una diretta che non si paga

Concessione n. 16020, Sisal Italia S.p.a., sito Sisal. L’app per le scommesse sportive consente di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile; la stessa app indica oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Fra le giocate figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; il Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Il dato che conta non è il numero di eventi, che in questi comunicati è sempre tondo. È il rapporto fra catalogo e finestra: quindicimila partite live significano che il palinsesto live è abbastanza fitto da rendere il Cash Out una funzione con cui si ha a che fare, e non un pulsante che compare due volte a serata.

Lo streaming gratuito è il pezzo che sposta l’esperienza: seguire l’evento dentro la stessa app in cui hai la schedina aperta toglie il ritardo fra quello che vedi e quello che puoi fare. Chi gioca quasi soltanto live trova qui la combinazione più completa fra i profili descritti.

Betsson: varietà di mercati dentro un catalogo estero

Concessione n. 16027, Azzurri Limited, sito Betsson.it. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

È il profilo di chi arriva da fuori e resta dentro le regole: marchio internazionale, ragione sociale che non lo porta nel nome, sito .it con codice ADM. La lista dei mercati è quella standard di un bookmaker generalista, scritta senza fronzoli, e le combinazioni sui marcatori dicono qualcosa sul tipo di giocatore che il prodotto ha in mente: chi costruisce una multipla invece di puntare il risultato secco.

Se cercate il colpo di genio, qui non c’è. C’è un catalogo ampio, una copertura decente del live e la certezza di essere in un perimetro vigilato. Per chi punta su due o tre mercati per evento e ogni tanto allunga la giocata, è una base solida; per chi vuole lo speciale assurdo sulla serie minore, conviene guardare altrove.

SNAI: sistemi, dettagli e un Cash Out con pedigree ippico

Concessione n. 16032, Snaitech Spa, sito Snai. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

Il «sistema» è la voce che distingue questa offerta nel confronto, ed è anche quella che richiede più attenzione da parte del giocatore: mettere insieme più giocate in un sistema moltiplica le combinazioni e, con esse, la spesa, senza che il moltiplicarsi delle combinazioni cambi di una virgola la probabilità di ciascun esito. È uno strumento per chi sa già cosa vuole, non per chi prova.

La parte sui dettagli — tiri, cartellini, rigori — dice invece un’altra cosa: che il palinsesto è costruito per chi guarda la partita e vuole giocare su ciò che accade dentro, non solo sul risultato finale. Chi entra in una schedina per il gusto di seguirla minuto per minuto trova qui più materia che altrove.

Eurobet: il palinsesto più strano della lista

Concessione n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sito Eurobet. L’app Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.

Il baseball e gli scacchi non sono riempitivi: sono la prova che il palinsesto è approvato evento per evento da ADM e che un concessionario può chiedere di aggiungere cose che nessuno cercava. Nella sostanza significa che chi ha un interesse fuori dal calcio trova quasi sempre una riga da giocare.

La parte su spettacolo e politica è il vero carattere di questo profilo, e vale un avvertimento: sono mercati in cui l’informazione disponibile è quella dei media generalisti, non quella di una redazione sportiva, e la sorpresa è più difficile da stimare. Chi cerca sfogo, non valore, la trova. Chi cerca una quota ragionata sul reality show sta giocando a un gioco diverso da quello che crede.

bet365: il partner UEFA con il sito .it

Concessione n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, sito Bet365. L’operatore si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre-evento e live. Fra i suoi strumenti di gioco responsabile figurano periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

Il nome della società è la lezione più utile di tutta la lista: Hillside (New Media Malta) Plc è la ragione sociale dietro un marchio globale, e sta su una riga dell’elenco ADM con un codice italiano. Chi giudica la serietà di un operatore dal suffisso del dominio sbaglia bersaglio.

L’ippica e le freccette accanto alla Champions League dicono che il catalogo non è costruito per un solo tipo di giocatore. La pausa temporanea è lo strumento che consiglierei di provare per primo a chi non vuole arrivare all’autoesclusione: fermarsi qualche giorno non richiede di rinunciare al conto, e la maggior parte delle giocate impulsive non sopravvive a un fine settimana di attesa.

Goldbet: bonus in vetrina e la trappola della scansione

Concessione n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sito Goldbet. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

La riga sul bonus va letta con calma, perché è l’unica della tabella che nomina un incentivo, e il verbo è al condizionale: si può ricevere, non si riceve. Nessun tetto legale al bonus esiste, e non esiste nemmeno un tetto ai requisiti di puntata: importo, rigioco e quota minima stanno nelle condizioni di ogni operatore, e sono la parte che nessuno apre.

Il resto è un bookmaker generalista con l’offerta di giocate al completo. Chi si registra solo per il bonus di benvenuto dovrebbe fare il percorso inverso: leggere prima i requisiti, poi decidere se il bonus vale il tempo che richiede.

Planetwin365: calcio europeo e venti sport con i risultati in diretta

Concessione n. 16007, Pwo S.p.a., sito Planetwin365. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

La Serie C nella lista dice più di ogni altra voce. È il campionato che i bookmaker internazionali quasi non trattano, e trovarlo accanto alla Conference League significa che il palinsesto è pensato per chi gioca anche quello che sta fuori dalla vetrina televisiva.

I risultati in diretta sono un dettaglio tecnico con una conseguenza precisa: chi segue un campionato minore che non passa in tv ha comunque un modo di sapere cosa sta succedendo. Per quel giocatore la copertura conta più della quota del big match.

AdmiralBet: qui la registrazione è già un limite

Concessione n. 16048, Admiral Bet S.r.l., sito Admiralbet. Il conto si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente.

È l’unico dei dieci su cui la verifica va oltre la stringa della licenza, e le sue condizioni meritano di essere lette come un manuale, non come una vetrina. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Sul fronte dell’autoesclusione i periodi vanno da 7 a 270 giorni o a tempo indeterminato con revoca possibile dopo 9 mesi. Per il resto, le condizioni ricalcano il regime italiano: 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutta l’offerta di gioco autorizzata.

Il documento in .pdf o la SPID di livello 2 non sono un ostacolo burocratico da aggirare: sono il motivo per cui il conto, se qualcosa va storto, ha un titolare identificato e un percorso di reclamo. Chi trova questa procedura pesante stia lontano dai siti senza concessione, dove non esiste né la procedura né il reclamo.

BetFlag: SPID e CIE per aprire, 18 anni per giocare

Concessione n. 16008, Betflag S.p.a., sito Betflag. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

È il secondo operatore della lista che mette l’identità digitale al centro dell’apertura del conto, e l’ordine dei metodi non è casuale: SPID e CIE sono i percorsi che riducono i dati da caricare a mano e i tempi di verifica. Per chi apre il primo conto di gioco, è la via meno fastidiosa.

Il richiamo ai 18 anni, che suona ovvio, è in realtà il modo in cui un concessionario scrive nei propri termini un obbligo che la legge gli impone. Su un sito senza concessione quel richiamo non c’è, e non perché il pubblico sia più maturo.

Quanto costa la protezione che manca

Il numero che conta in questa storia non è il bonus. È la quota che l’operatore ti offre, letta accanto a quella che l’esito opposto comporterebbe.

Prendete un mercato a due esiti, illustrativo e non una quotazione reale, con entrambe le quote a 1,90. Chi punta 100 € su uno dei due esiti, se indovina, riceve 190 €: la puntata moltiplicata per la quota, con 90 € di profitto netto. Ma i due esiti non possono essere entrambi pagati a 1,90 senza che qualcuno perda. La somma dei reciproci — 1 diviso 1,90, due volte — dà 1,0526, cioè una quota di ritorno del 95,00 % circa. Il margine del bookmaker è quello che resta: 5 % circa di ogni unità giocata su quel mercato.

Ora il calcolo che il piano di gioco non fa mai nessuno. Immaginate un giocatore che abbia scelto in registrazione un limite di deposito di 100 € a settimana e giochi quella cifra una volta sola, su un mercato a due esiti con quote 1,90 e 1,90. Il costo atteso di quel giro di puntata è il prodotto fra il volume giocato e il margine del mercato: 100 € per il 5 %, vale a dire circa 5 €. Non è una perdita certa né una vincita mancata: è il costo medio della struttura, e su una singola giocata resta una stima, non un risultato.

Con le stesse ipotesi una volta a settimana, il costo atteso si aggira sui 5 € a settimana e sui 20-22 € al mese, sempre nella media e sempre sul volume effettivamente rigiocato. Su un anno di gioco regolare con lo stesso limite, la banda ragionevole è fra i 240 e i 260 € di costo atteso — non quello che si perde, ma quello che il margine trattiene mentre il gioco gira.

Il punto non è spaventare. È leggere il limite di deposito per quello che è: non un tetto alla spesa occasionale, ma l’importo su cui il margine lavora ogni settimana. Chi lo sceglie a 100 € crede di essersi dato una regola prudente; in realtà si è dato un costo atteso di poche decine di euro al mese, che è la cifra più onesta per capire quanto gli costa il posto in cui gioca.

E c’è un secondo margine, che non compare in nessuna quota. Su un sito senza concessione il costo atteso del mercato è lo stesso — il margine sta nel prezzo, e il prezzo non guarda in faccia a nessuno — ma sopra quella cifra non esiste né un registro delle autoesclusioni, né un limite che si alza solo dopo sette giorni, né un’agenzia che presidia il conto. Stesso prezzo, protezione diversa.

Perché conviene un conto con concessione

Se il margine è lo stesso, la differenza la fanno le condizioni in cui lo si paga.

Un operatore con concessione ADM mette sul tavolo quattro cose che non si comprano separatamente: l’iscrizione al RUA, che vale su tutte le piattaforme italiane; la vigilanza dell’agenzia sul conto di gioco; gli strumenti di limitazione obbligatori per legge, con la loro asimmetria fra abbassare e alzare; e una sede legale italiana, quindi un giudice e un’autorità a cui rivolgersi se il prelievo non arriva. Un marchio .com senza concessione non porta nessuna delle quattro, è esposto all’inibizione del dominio e, come scrive ADM, espone il giocatore alla sanzione penale che l’articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede per chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari: ammenda e arresto fino a tre mesi.

Vale la pena leggere quella norma per come ADM la enuncia, senza allargarla né ridurla. In un comunicato del 28 febbraio 2024 l’agenzia ricorda che la legge 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e aggiunge che anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo in euro dell’ammenda non è noto, e non sono noti casi concreti contro un giocatore: è una cornice, non una statistica. Ma la cornice c’è, e sta scritta sul sito del regolatore.

Alla pubblicità pensa il Decreto Dignità, articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, ancora in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024 nella sua forma più ampia: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. L’applicazione tocca ad AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile (articolo 3, lettera l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (articolo 3, lettera m; articolo 15, comma 3). ADM aggiunge che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Il quadro applicativo è quello che è. La stampa di settore riferisce che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla notifica della norma. Una proposta di modifica, un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio per il 2026 che avrebbe tolto il divieto per la pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni, non ha avuto esito noto e alla data di verifica il divieto è in vigore.

Due precisazioni che il lettore trae spesso sbagliate. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus: un bonus di benvenuto può esistere, semplicemente non può essere reclamizzato. E nessun tetto legale né all’importo del bonus né ai requisiti di puntata è noto: importi, rigioco e quota minima vengono dalle condizioni di ciascun operatore, ed è lì che si controlla prima di scegliere.

Il quadro delle concessioni, infine, è chiuso ma non immobile. Le modifiche successive al decreto del 2024 non sono note, la concessione dura al massimo nove anni senza rinnovo, e i termini della concessione e il regime fiscale restano fissati per tutta la sua durata (articolo 4, comma 3 e articolo 5, comma 3). Chi programma il proprio gioco su un orizzonte lungo ha un motivo in più per restare dentro un sistema che ha una data di scadenza scritta, invece di affidarsi a un dominio che può sparire senza avviso.

Domande frequenti

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Il rischio immediato è tecnico: il dominio può essere inibito e reindirizzato a una pagina di avviso ADM, e il blocco lavora a livello DNS mentre i mirror riappaiono nel giro di ore. Quello serio è la mancanza di tutele: nessun collegamento al RUA, nessun limite obbligatorio, nessun foro italiano. E la cornice penale che ADM enuncia: ammenda e arresto fino a tre mesi.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si apre l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» sul sito di ADM e si cerca il sito .it, che corrisponde a una riga con codice da 16000 a 16051. Poi si controlla che il numero di concessione e la ragione sociale compaiano nei termini dell’operatore. L’elenco non indica quali giochi copre la riga: quello lo dicono il sito e l’app.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, raccoglie le autoesclusioni richieste ai concessionari. L’effetto vale su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente da dove è stata chiesta, e anche sulle sale fisiche. I periodi li fissa l’operatore nelle proprie condizioni: da 7 a 270 giorni oppure a tempo indeterminato.

Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità?

L’articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. AGCOM sanziona chi viola con il 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 €. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, secondo l’articolo 15, comma 1, lettera b) del D.Lgs. 41/2024, che demanda importi e protocolli ad ADM. Sul conto vale un’asimmetria semplice: un limite ridotto ha effetto subito, mentre per aumentarlo si aspetta, tipicamente sette giorni. Il tetto in euro fissato nella gara non è pubblico.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta cade sul concessionario: la stampa di settore le descrive come tassate alla fonte. Sui siti esteri o non autorizzati la posizione cambia: secondo la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 141/E del 30 dicembre 2010 andrebbero dichiarate come redditi diversi, e conviene consultare un commercialista.

Creato dalla redazione di «Garecicliste».