Scommesse con PostePay 2026: cinque concessionari, minimi da 20 € e prelievi da 30 minuti
Nessun legislatore italiano ha mai stilato un elenco dei metodi di pagamento ammessi sui conti di gioco. Non esiste, e chi ve lo racconta sta vendendo qualcosa. Esiste invece un elenco vero, quello delle concessioni: l’ADM (ex AAMS) pubblica i concessionari autorizzati al gioco a distanza e per ciascuno indica il codice e l’unico sito .it su cui quel codice vale. Cinque di quelle righe — BetFlag, AdmiralBet, William Hill, Lottomatica e Goldbet — compaiono qui sotto, perché su di esse si concentrano le informazioni concrete su depositi, ricariche e prelievi con PostePay.

Il resto segue da lì. Se la PostePay entra nel conto di gioco dipende esclusivamente dalle condizioni che il singolo operatore scrive nelle sue pagine, non da una norma: c’è chi la elenca tra gli strumenti di ricarica e di prelievo, chi la nomina solo in una direzione, chi non la nomina affatto perché accetta altro. La carta, intanto, non è un conto di gioco né uno strumento neutro: ha un suo plafond, un suo canone, i suoi costi.
Dati aggiornati al 30 Ottobre 2026, con le concessioni verificate sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM.
Indice dei contenuti
- Concessione ADM o niente: che cosa cambia davvero per chi deposita
- Prevenzione, limiti e RUA: gli strumenti che non si scelgono al buio
- PostePay dal conto di gioco: accredito, prelievo e tempi reali
- Valutare un bookmaker con PostePay: i criteri che contano nel confronto
- I cinque operatori con concessione ADM, uno per uno
- Quanto ci costa la carta, e quanto ci costa il prelievo che non arriva
- Tassazione delle vincite e conti che non tornano
- Domande frequenti
Concessione ADM o niente: che cosa cambia davvero per chi deposita
Sul mercato italiano non esistono licenze aperte. Le concessioni sono assegnate per gara pubblica, e il quadro sta nel decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, il «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza». L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; i giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. Sette caselle, e nessuna che si chiami «PostePay».

Il comma 3 dello stesso articolo fissa la durata: i vincitori della gara possono gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. I requisiti passano da una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo a un piano di investimenti e all’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara (comma 5). Condizioni e regime fiscale restano fissi per tutta la concessione (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3): chi vince sa oggi quanto pagherà nel 2032, ed è la ragione per cui le gare del settore si giocano a cifre così alte.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, consultato il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. Una società può tenere più righe: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è per sito, non per azienda, ed è il dettaglio che manda all’aria la scorciatoia più diffusa, quella di cercare il nome della società e fermarsi lì.
L’elenco non dice quali giochi: il controllo che l’elenco da solo non fa
Qui sta la trappola. L’elenco di ADM non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può avere in mano il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, al casinò, all’exchange e al bingo in qualunque combinazione. Un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostra il palinsesto dell’operatore, cioè il programma di eventi e tipi di gioco che il concessionario prepara e ADM approva, come lo definisce l’art. 2, lett. s). E su un palinsesto si può scommettere solo su eventi approvati, aggiunti uno per uno: a settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di gioco stiano dentro un singolo palinsesto, nessuno lo sa prima di aprirlo.

Il peso pratico di questa regola: chi ha in mano un codice 160xx ha superato una gara da milioni di euro e risponde a un’autorità italiana, ma quel codice non è una promessa sul prodotto. Prima di versare, un lettore guarda se in quel sito esiste la sezione scommesse, se le quote sono italiane e se il mercato che gli interessa è in programma.
Sul fronte dei pagamenti, l’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione. Lo stato della sua entrata in vigore è incerto. Le rotaie di pagamento che le pagine di confronto mostrano sui concessionari ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney): ognuna con la lista del singolo operatore nelle sue condizioni. Il cripto presso i concessionari ADM è una questione aperta, e una norma che elenchi i canali approvati non esiste.
Ricariche in contanti, un registro di punti vendita e il tetto di 100 € a settimana
Esiste invece una norma sui punti vendita ricariche, l’art. 13 del D.Lgs. 41/2024. Tabaccai e ricevitorie iscritti a un registro ADM ricaricano il conto di gioco solo su richiesta del titolare e dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti, fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né restituire saldo. L’iscrizione al registro costa 100 € all’anno.
È il passaggio che spiega perché due conti di gioco intestati alla stessa persona non sono fungibili come due conti correnti. Il conto di gioco è intestato a una persona identificata, gli strumenti di pagamento devono essere intestati alla stessa persona, e il punto vendita non è uno sportello: metà del servizio che una banca farebbe, qui è vietata per legge. Chi ha bisogno di rientrare in possesso di una somma vince o perde dentro il conto dell’operatore, non al tabaccaio sotto casa, e in contanti non entra più di quella cifra settimanale.
Sui conti degli operatori senza concessione questa rete non esiste. Non c’è il RUA, non c’è la vigilanza ADM, non ci sono gli strumenti di limite obbligatori, e il dominio può finire tra quelli inibiti: l’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 assegna ad ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, la lista dei siti legali legata ai concessionari e quella dei siti il cui accesso viene inibito, entrambe pubbliche. I fornitori di accesso e i prestatori di pagamento che violano un ordine ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione, e ADM reindirizza i domini inibiti su una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello di DNS e qualche fornitore resta indietro; un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia per volta, e le copie rinascono in poche ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati».
L’art. 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, come ADM stessa lo cita il 28 febbraio 2024, arriva più lontano: «prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Sull’importo dell’ammenda e su eventuali procedimenti contro un singolo giocatore non risulta nulla. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.
Pubblicità vietata, bonus permessi: il confine che molti leggono male
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore, e ADM lo riporta così: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni vigila, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m e art. 15, comma 3).
Il confine che conta è questo: il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza del bonus. «Bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e resta legittimo offrirlo; un tetto statale ai bonus e un tetto ai requisiti di puntata non esistono, quindi importi, rigioco e quota minima vengono dalle condizioni di ciascuno. Sui tempi recenti: l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025, il TAR Lazio con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025 ha rimesso alla Corte costituzionale la sanzione fissa minima di 50.000 €, e due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di togliere il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: l’esito non è noto, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Prevenzione, limiti e RUA: gli strumenti che non si scelgono al buio
L’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 mette in fila gli obblighi del concessionario: auto-limiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. La cifra del limite di deposito che ADM fissa nella gara resta ignota: quello che conta, per chi deposita, è che il limite lo sceglie il giocatore in sede di registrazione.
Il meccanismo ha una asimmetria che vale la pena leggere due volte. Quando il giocatore vuole stringere, il limite scende subito; quando vuole allargare, aspetta sette giorni. Admiralbet scrive per esteso la griglia che molte piattaforme chiedono in registrazione: limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con un limite ridotto efficace immediatamente e uno aumentato dopo 7 giorni. La stessa regola vista da fuori è una trappola per chi conta sulla propria impulsività come su un freno: il freno è tarato per durare, e non si allenta in serata.
L’età è 18 anni. L’art. 3, comma 1, lett. a) del decreto indica la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18. Sul conto di gioco, l’identificazione è piena: la registrazione classica con documento, oppure SPID e CIE. BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica; Goldbet consente anche il CIE attraverso un fornitore SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano, come dichiarano le pagine degli operatori.
RUA: dove finisce la protezione di un conto italiano
Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale sul territorio. L’art. 15, comma 1, lett. e) pretende strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che sceglie il giocatore. Una fonte di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, con durate e modalità fissate dalle condizioni degli operatori e dalla pagina ADM.
Admiralbet scrive oggi l’autoesclusione a 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Un salto che vale la pena leggere con calma: chi si era chiuso fuori per 90 giorni si troverà davanti una finestra molto più lunga, e chi sceglie il tempo indeterminato può chiedere di rientrare dopo nove mesi invece che mai. È una modifica a favore di chi vuole provare a tornare, ed è anche un motivo in più per non usare l’autoesclusione come pausa di riflessione di una settimana, perché una pausa di una settimana ora esiste davvero e ha un’altra funzione.
Il punto che nessuna condizione dell’operatore può aggiustare: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un .com straniero non è protetto da nessuno, e la sua esclusione non lo segue.
Sul versante della comunicazione, l’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa. È una cifra che si muove in senso opposto a quello che il marketing suggerisce: la stessa industria che vive di volume è obbligata a pagare per raccontare i rischi del volume.
bet365 elenca tra i suoi strumenti di gioco responsabile periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Betsson dichiara la possibilità di impostare facilmente i propri limiti di deposito e un servizio clienti attivo tutti i giorni 24 ore su 24. Sui limiti altrui conviene diffidare delle sintesi: il limite che conta è quello che l’operatore mostra nel modulo di registrazione, non quello che racconta in una scheda.
PostePay dal conto di gioco: accredito, prelievo e tempi reali
La PostePay non è una rotaia di pagamento come le altre, ed è il motivo per cui questo confronto non si riduce a una casella sì o no. La PostePay Evolution è una carta prepagata ricaricabile con IBAN associato, emessa da PostePay S.p.A., che può ricevere bonifici, stipendi e pensioni e si richiede dall’App Poste Italiane, da poste.it o in ufficio postale. L’IBAN è il dettaglio operativo: una carta con IBAN può ricevere un bonifico in uscita dal conto di gioco, mentre una prepagata anonima no, e chi apre un conto di gioco pensando di prelevare su una vecchia carta senza IBAN scopre il problema solo al primo prelievo.
I numeri della carta, che non sono numeri dell’offerta e restano quelli che sono: plafond di 30.000 €, limite di ricarica di 100.000 € complessivi su tutte le carte Evolution dello stesso titolare, prelievi ATM di 900 € al giorno e 3.500 € al mese. Si ricarica da poste.it e dall’app con altre PostePay, carte Visa o Mastercard e conto BancoPosta, in ufficio postale con contanti, agli sportelli Postamat e nelle tabaccherie Punto Poste con contanti da 1,00 € a 997,99 € per operazione, con documento e codice fiscale. Online si usa con numero carta, scadenza e CVV2/CVC2 oppure con Apple Pay, Google Pay e Samsung Pay, e i pagamenti contactless fino a 50,00 € non richiedono il PIN.
Il costo d’ingresso è il punto che quasi nessuno mette accanto al «deposito minimo 20 €» di un bonus: la PostePay Evolution costa 5,00 € di emissione e 19,00 € di canone annuo; i pagamenti in euro presso gli esercenti, anche online, sono gratuiti, e un bonifico SEPA da app o da postepay.it costa 1,00 €. Chi apre la carta il giorno in cui vuole provare un bookmaker paga 5,00 € per un conto che forse userà una volta, e poi 19,00 € l’anno per tenerlo vivo. Chi la usa già per altro non paga nulla in più, ed è la ragione per cui questa carta conviene a una parte dei lettori e non all’altra.
Sui tempi di rientro, un dato solo, ed è di William Hill: prelievi su Postepay con importo minimo di 5 € e massimo di 2.500 €, tempi da 30 minuti a 4 ore con Visa Direct e da 1 a 3 giorni lavorativi per le altre carte. La differenza tra mezz’ora e tre giorni non è una sfumatura tecnica, è la differenza tra due prodotti. Visa Direct trasferisce su una carta abilitata in tempo quasi reale; il canale ordinario passa dalla rete dei pagamenti e si ferma nei fine settimana. Un prelievo chiesto il venerdì sera, se non passa da Visa Direct, arriva quando la banca riapre.
Chi accetta PostePay, e in quale direzione
La domanda «quali bookmaker accettano PostePay» ha una risposta meno uniforme di quanto sembri. Il conteggio delle direzioni è la parte utile: depositare con PostePay e prelevare con PostePay sono due permessi separati, e qualche operatore ne concede uno solo.
Admiralbet include la Carta Postepay/BancoPosta tra gli strumenti per ricaricare il conto di gioco e Postepay tra quelli per prelevare, purché lo strumento sia intestato al titolare del conto. Sulle ricariche online Admiralbet elenca carta di credito o debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi, con strumenti intestati al cliente. BetFlag accetta PostePay (carta o app, anche con QR code) per i depositi, con accredito immediato, e per i prelievi se il titolare della carta coincide con quello del conto; il prelievo immediato è disponibile dal secondo prelievo. Quell’ultima condizione è la più interessante delle tre: il primo prelievo segue la trafila ordinaria, il secondo in poi può correre, e chi chiude il conto dopo una sola vincita non incontra mai la versione veloce del servizio.
Nelle schede di Lottomatica e Goldbet la PostePay compare tra i metodi gestiti dall’app. Il conto gioco Lottomatica accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri, e l’accesso dall’app avviene con username e password; il conto Goldbet si ricarica e si preleva con PostePay, PayPal e altri metodi, con accesso tramite le credenziali di Goldbet.it. Sono indicazioni di prodotto, non condizioni contrattuali: minimi, massimali e tempi stanno nelle pagine di versamento e prelievo di ciascun operatore, e sono lì che vanno letti.
Restano fuori da questo elenco le carte che sembrano PostePay e non lo sono. La carta Postepay/BancoPosta di Admiralbet e la PostePay di BetFlag sono la stessa famiglia di strumenti, ma le condizioni di ricarica cambiano: l’app, il QR code, la carta fisica e la carta con IBAN hanno percorsi diversi, e alcuni percorsi non sono accettati per il prelievo.
Trasferire soldi da PostePay al conto di gioco, passo per passo
L’ordine pratico delle cose, per chi parte da zero, è questo. Prima la carta: richiesta dall’App Poste Italiane, da poste.it o allo sportello, con documento e codice fiscale, 5,00 € di emissione e i tempi di consegna della carta. Poi la ricarica: dall’app con un’altra carta o da un conto BancoPosta, oppure in contanti allo sportello, al Postamat o in tabaccheria Punto Poste tra 1,00 € e 997,99 € per operazione. Solo dopo arriva il conto di gioco, perché l’ordine naturale è l’inverso di come lo raccontano le promozioni.
Sul conto di gioco serve l’identificazione piena, con documento o con SPID, e qui si apre il primo vero ostacolo: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni o viene sospeso con i prelievi bloccati. Chi non ha SPID e non ha voglia di attivarlo affronta una procedura con copia del documento che vale la pena conoscere prima, non dopo. Il secondo ostacolo è l’intestazione: la carta e il conto di gioco devono essere della stessa persona, e una carta intestata a un familiare non diventa utilizzabile per il solo fatto che è in casa.
Poi la parte che sorprende. Il deposito minimo di un bonus non è il deposito minimo del conto. Un’offerta può chiedere 20 € per attivarsi e accettare versamenti da molto meno; il deposito sotto la soglia del bonus non attiva il bonus e resta comunque un deposito. E il prelievo non torna da dove è arrivato per magia: l’operatore ripercorre lo strumento usato, e se lo strumento cambia dopo il deposito — carta scaduta, carta sostituita, carta chiusa — il prelievo passa a verifica manuale con i tempi che ne conseguono. Chi programma un prelievo importante tiene la carta di deposito viva almeno fino a quando il saldo è rientrato.
L’ultimo tratto è il rientro vero, e ha la sua geografia. PostePay Evolution riceve bonifici sul suo IBAN, quindi il canale funziona; ma il prelievo su carta viaggia su Visa Direct o sulla rete ordinaria, con la forbice di tempi che William Hill descrive meglio di chiunque altro in questo confronto. Il dettaglio che nessuno mette in vetrina: minore è l’importo, più facilmente il prelievo resta sotto i controlli automatici; e maggiore è la frequenza, più il conto finisce nei controlli di routine dell’operatore.
Valutare un bookmaker con PostePay: i criteri che contano nel confronto
Un bookmaker non si giudica dalla carta che accetta. Il metodo di pagamento è una porta d’ingresso: dice se entri, non se ti conviene entrare. Chi mette la PostePay in cima ai propri criteri sta scegliendo sul criterio sbagliato, perché la PostePay la trovano quasi tutti e le differenze vere stanno altrove.
Concessione e codice, primo criterio. Non basta che un sito dica di avere una licenza: l’elenco ADM è pubblico, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051 al 25 ottobre 2026, e i codici dei cinque operatori di questa pagina sono 16008 per BetFlag, 16048 per AdmiralBet, 16044 per William Hill, 16010 per Lottomatica e 16009 per Goldbet. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra quelle righe. La verifica richiede due controlli, non uno: il codice sull’elenco e il sito .it collegato a quel codice, perché la concessione vale per il sito indicato e non per qualunque indirizzo somigli.
Poi il costo dell’ingresso. La PostePay Evolution ha 5,00 € di emissione e 19,00 € di canone annuo, e il bonifico SEPA da app costa 1,00 €: chi calcola il valore di un bonus da 50 € deve togliere dall’altra parte del foglio almeno il canone annuale della carta che usa per prelevare. Non è una tassa sul gioco, è il prezzo dello strumento, ma entra nel conto come tutto il resto.
Terzo criterio, la direzione del prelievo: chi accetta la PostePay in entrata e chi anche in uscita. Quarto, i tempi dichiarati e i loro limiti di importo. Quinto, gli strumenti di gioco responsabile che l’operatore mostra davvero nel modulo di registrazione, non quelli elencati in una scheda promozionale. Sesto, il tipo di offerta di benvenuto, che è dove le differenze si fanno concrete: un bonus cash, un bonus accreditato su saldo, un bonus in tranche hanno strutture che non si assomigliano.
C’è un criterio che quasi nessuno mette in lista ed è quello che pesa più di tutti: la tenuta del sito .it. Un concessionario risponde a un’autorità italiana, ha gli strumenti di limite obbligatori e finisce nel RUA; un sito senza concessione non ha niente di tutto questo, può essere oscurato, e chi ci deposita ha rapporti con una società che in Italia non risponde a nessuno.
La tabella qui sotto mette a confronto i cinque operatori su ciò che le loro condizioni e l’elenco ADM dicono davvero. Due colonne su quattro restano volutamente strette, perché è quello che si sa: numero e concessionario da un lato, quello che le condizioni scrivono sul soggetto di questa pagina dall’altro. La quarta colonna segnala solo dove un fatto esiste; dove non esiste, la riga resta vuota e nessuno la riempie con una supposizione.
| Brand | Numero di concessione ADM e concessionario | Che cosa dicono le condizioni dell’operatore su PostePay | Copertura del soggetto |
|---|---|---|---|
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | PostePay (carta o app, anche con QR code) per i depositi con accredito immediato e per i prelievi con titolare coincidente; prelievo immediato dal secondo prelievo | confermato |
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Carta Postepay/BancoPosta tra gli strumenti di ricarica e Postepay tra quelli di prelievo, con strumento intestato al titolare | confermato |
| William Hill | ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | Prelievi su Postepay da 5 € a 2.500 €, da 30 minuti a 4 ore con Visa Direct e da 1 a 3 giorni lavorativi per le altre carte | confermato |
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | PostePay tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi, accanto a PayPal e ad altri strumenti | — |
| Goldbet | ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | PostePay tra i metodi con cui si ricarica e si preleva il conto di gioco, accanto a PayPal e ad altri | — |
Lo spread che balza all’occhio non è tra gli operatori, è dentro la tabella: tre righe dicono qualcosa sul soggetto, due dicono qualcosa sul prodotto senza scendere al metodo. Goldbet e Lottomatica stanno nello stesso gruppo societario — la stessa Goldbet Better Organization Italy S.p.a. firma entrambe le concessioni, 16009 e 16010 — e le loro schede trattano la PostePay allo stesso modo generico. È il caso che spiega perché la concessione è per sito: due siti, due codici, una società.
Sulle colonne, una nota di metodo che il lettore può usare: le prime due vanno lette dall’elenco ADM e dalle condizioni, la terza e la quarta solo dalle condizioni. Per le ultime due righe, nessuna fonte qui disponibile collega la PostePay a un fatto specifico oltre la menzione generica, e quindi la casella resta vuota: un trattino non è un giudizio negativo, è l’assenza di un fatto. Chi vuole sapere se Lottomatica o Goldbet accettano la sua carta lo trova nelle pagine di versamento di quei due siti, in due minuti, meglio di quanto possa fare qualunque tabella.
I cinque operatori con concessione ADM, uno per uno
BetFlag: il bonus più largo del gruppo e la lettura più chiara delle regole
BetFlag è il concessionario con il bonus di benvenuto più alto di questa piccola selezione. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Il formato conta quanto la cifra: è denaro accreditato sul saldo, non un gettone da giocare una volta e da restituire, e il tetto di 5.000 € è un tetto che quasi nessun deposito reale tocca. Chi cerca il bonus grande lo trova qui; chi cerca il bonus piccolo e pulito lo trova altrove, e nessuno dei due ha torto.
Sul versante dei pagamenti BetFlag fa la cosa più utile che un operatore possa fare: distingue le direzioni e le condizioni. PostePay carta o app, anche con QR code, per i depositi con accredito immediato; per i prelievi serve che il titolare della carta coincida con quello del conto, e il prelievo immediato arriva dal secondo prelievo in poi. La regola sull’intestazione non è un capriccio, è la conseguenza diretta dell’obbligo antiriciclaggio che grava su ogni concessionario: il conto di gioco è intestato a una persona identificata e lo strumento che lo alimenta deve essere della stessa persona. La clausola del secondo prelievo è invece una scelta commerciale, e va letta come tale: il primo giro serve a verificare i dati, poi il canale rapido si apre.
Sull’identificazione, BetFlag rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Chi ha già SPID si registra in pochi minuti; chi non lo ha sceglie tra attivare l’identità digitale o passare dalla verifica documentale classica, con i 30 giorni di validazione che valgono per tutti gli operatori.
Il giudizio: BetFlag è l’operatore di questa pagina che mette più soldi sul tavolo, e allo stesso tempo quello che scrive le condizioni in modo più leggibile. La combinazione è rara. Chi deposita con PostePay per la prima volta e vuole capire cosa succederà al momento del prelievo trova in queste condizioni la risposta scritta invece che dedotta, e questa è la ragione per cui la sua riga nella tabella è la più piena delle cinque. Il bonus largo, va detto, non è un regalo: è un incentivo a depositare tanto, e chi non ha intenzione di giocare cifre significative non ne ricava nulla.
AdmiralBet: la carta elencata due volte e la griglia dei limiti più esplicita
AdmiralBet è l’operatore di questa pagina che tratta la PostePay con più precisione. La Carta Postepay/BancoPosta compare tra gli strumenti per ricaricare il conto di gioco e Postepay tra quelli per prelevare, con una condizione limpida: lo strumento deve essere intestato al titolare del conto. Sulle ricariche online AdmiralBet elenca carta di credito o debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi e sempre con strumenti intestati al cliente. Otto canali, la PostePay dentro due volte, e nessun costo dichiarato: è la scelta più larga della selezione, e l’assenza di commissioni di ricarica è un vantaggio che nessuna quota può compensare.
Il secondo punto forte è la griglia dei limiti. In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Sono nove caselle da compilare prima di giocare, e la fatica è il punto: la piattaforma rende obbligatoria una decisione che altrove resta sepolta in un menù. Il limite di ricarica, in particolare, è lo strumento che morde di più su chi deposita spesso con una prepagata, perché mette un tetto alla frequenza e non solo all’importo.
Sull’autoesclusione AdmiralBet scrive 30, 60 o 90 giorni oppure il tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La versione lunga ha una via d’uscita che prima non esisteva, e questo è un bene; la versione da 7 giorni è una pausa, non una cura, e presentarla come equivalente alle altre sarebbe disonesto.
Il giudizio: AdmiralBet è l’operatore che questa pagina consiglierebbe a chi vuole il controllo più stretto su quanto deposita, perché è l’unico dei cinque a mettere la griglia dei limiti dentro la registrazione e a scrivere che un limite ridotto vale subito. Il rovescio è che quella griglia va compresa prima di compilarla: alzarla costa una settimana, quindi chi sottostima il proprio limite di ricarica si trova a dover aspettare per correggere.
William Hill: i numeri del prelievo che gli altri non pubblicano
William Hill è l’unico dei cinque a dare i numeri del prelievo su Postepay, e quei numeri valgono più di qualunque slogan. Importo minimo 5 €, massimo 2.500 €, tempi da 30 minuti a 4 ore con Visa Direct e da 1 a 3 giorni lavorativi per le altre carte. Il massimo di 2.500 € per operazione è la cifra che chi vince grosso deve pianificare: una vincita da 6.000 € richiede almeno tre prelievi, e ognuno riparte da zero nella coda. Non è un limite nascosto, è un limite che si scopre solo leggendo, e leggerlo prima è l’unico modo per non trovarsi a metà strada.
Sul bonus, il Benvenuto Sport è un bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. È il formato opposto a quello di BetFlag: 50 € contro 5.000 €, e le quattro condizioni che li separano sono quelle che decidono. La quota minima di 5.00 è alta, il vincolo delle cinque selezioni trasforma ogni tranche in una multipla, le sette giornate per il deposito e il pagamento a rate da 10 € completano il quadro. Chi gioca una singola da 1,85 non sbloccherà mai quelle tranche, e lo scoprirebbe dopo aver depositato.
Sul gioco responsabile William Hill non si limita all’elenco: in Italia i residenti trovano indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, il canale di aiuto pubblico per il disturbo da gioco. Un numero di telefono non è un bonus di benvenuto e non serve a venderlo; serve a chi ha già capito di averne bisogno.
Il giudizio: William Hill è l’operatore da guardare per primo se il prelievo è la parte del ciclo che vi interessa, perché è l’unico a pubblicare tempi e massimali in cifre; è anche l’operatore da guardare per ultimo se cercate un bonus da incassare senza cambiare il modo in cui giocate, perché le sue condizioni sono fatte per chi gioca multiple ad alta quota. Le due cose convivono, e la seconda non cancella la prima.
Lottomatica: la corsia veloce dell’app e i dettagli che restano nelle pagine di versamento
Lottomatica è la prima delle due schede che trattano la PostePay in modo sintetico. Il conto gioco accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri; l’accesso dall’app avviene con username e password. Nessun minimo, nessun massimo, nessun tempo per la PostePay in particolare, e la cosa non va letta come una mancanza: le condizioni generali di un operatore con 52 concessioni in circolazione non elencano gli importi carta per carta, li tengono nelle pagine di versamento e prelievo, che è esattamente il posto in cui un lettore li trova in due minuti e dove nessuna tabella può sostituirsi a lui.
Quello che la scheda dice davvero è la geografia del servizio: la PostePay è accettata nelle due direzioni, deposito e prelievo, quindi il ciclo si chiude dentro lo stesso conto. È la condizione minima perché una prepagata abbia senso come strumento operativo, e il fatto che la menzione sia generica non la rende meno utile: significa che non esiste una classe di conti Lottomatica per cui la PostePay funziona solo in entrata.
L’accesso con username e password dall’app è l’altro elemento. Non è una nota tecnica da manuale: un conto che si apre con credenziali proprie e non con il numero di telefono o con un social significa un anello in meno nella catena di accesso, e per un conto che contiene denaro è un anello che conta. La stessa scelta di design rende il recupero delle credenziali il passaggio critico, e vale la pena sapere dove si trova quel percorso prima di averne bisogno.
Il giudizio: Lottomatica è la scelta per chi vuole una prepagata gestita come le altre carte del conto, senza un reparto dedicato e senza clamore, e per chi apre il conto dall’app e dall’app vuole fare tutto — deposito, prelievo, controllo del saldo. Chi ha bisogno di sapere in anticipo il massimo per singola operazione su PostePay non lo troverà qui, e non lo troverà nemmeno nel negozio: lo troverà nella pagina di prelievo del sito, ed è lì che il confronto tra operatori diventa concreto.
Goldbet: la PostePay accanto a PayPal, dentro le credenziali di un solo ecosistema
Goldbet porta una tessera dello stesso mosaico. Il conto gioco si può ricaricare e prelevare con PostePay, PayPal e altri metodi di pagamento; l’accesso all’app avviene con le credenziali di Goldbet. Le due direzioni ci sono anche qui, e anche qui senza cifre: la scheda descrive il prodotto, non il tariffario.
Il dettaglio interessante non è la PostePay, è il vicinato in cui sta. PostePay e PayPal nello stesso elenco coprono due profili diversi di depositante: chi ha una carta con IBAN e vuole il rientro diretto sul conto della carta, e chi vuole pagare tramite un saldo digitale che non espone i dati della carta al bookmaker. Chi sceglie in base alla privacy dei dati trova in PayPal l’opzione che la prepagata non offre, perché con PostePay il numero di carta viaggia verso l’operatore; chi sceglie in base ai costi guarda il canone annuo della carta e il costo del bonifico SEPA, e in entrambi i casi nessun operatore lo rimborsa.
L’accesso con le credenziali di Goldbet.it chiude il cerchio con Lottomatica: due siti, due concessioni, un solo gruppo societario e la stessa impostazione generica sulla PostePay. Per il lettore questo è un dato utile, non un dettaglio societario: due conti dello stesso proprietario non diversificano il rischio di impresa, e chi apre sia Goldbet sia Lottomatica per «stare largo» non ha fatto nulla di diverso da chi ne apre uno.
Il giudizio: Goldbet ha senso per chi vuole tenere disponibile sia la carta con IBAN sia un portafoglio elettronico sullo stesso conto, e per chi preferisce gestire tutto dalle credenziali del sito. Il canone annuale della PostePay Evolution è il costo nascosto di questa configurazione, e vale la pena averlo presente: 19,00 € l’anno da spalmare su tutte le operazioni, dentro e fuori dal gioco, prima che un prelievo su carta convenga davvero.
Quanto ci costa la carta, e quanto ci costa il prelievo che non arriva
Nessuna delle due voci compare nei requisiti di puntata e nessuna delle due compare nelle tabelle di confronto, eppure sono le uniche che il lettore paga in denaro vero prima di giocare un euro. Facciamo il conto su una testa sola: chi apre la PostePay Evolution per depositare su un conto di gioco e la usa per dodici mesi paga i costi di emissione e canone già visti. Il prelievo su carta viaggia poi in due modi, da 30 minuti a 4 ore con Visa Direct e da 1 a 3 giorni lavorativi per le altre carte, e il massimo per operazione di 2.500 € su William Hill dice quanto poco regga la scorciatoia del singolo prelievo grosso.
Il tetto di 100 € a settimana in contanti sui punti vendita ricariche è l’altra voce che nessuno mette nel calcolo e che cambia il profilo di chi gioca. Un giocatore che ricarica in contanti al tabaccaio non ha un limite di deposito più largo, ha un limite di cassa che si applica prima: 100 € a settimana in totale, ed è un tetto che nessun self-limit personale può alzare. Chi non ha dichiarato il conto BancoPosta al concessionario si trova questa cifra come unica porta per il contante, e la scopre la seconda settimana.
C’è poi la parte che non si contabilizza in anticipo: il pagamento non arriva, o arriva in ritardo, e nel frattempo cosa succede. Tre cose, nell’ordine in cui accadono. Il prelievo entra in verifica manuale, e la verifica chiede spesso documenti di identità aggiornati, una foto della carta, un estratto conto dello strumento usato per depositare; il denaro resta nel conto di gioco e resta giocabile, il che per qualcuno è una comodità e per altri è la trappola più costosa del ciclo; infine il reclamo, che parte dal servizio clienti dell’operatore e solo dopo si sposta verso l’autorità di vigilanza, con tempi misurati in settimane.
La differenza tra il primo prelievo e i successivi è il punto pratico di tutto questo. Il primo passa dalle verifiche di routine, i successivi viaggiano sul canale rapido; su un operatore che dichiara il prelievo immediato dal secondo prelievo, quella condizione non è un cavillo, è la descrizione realistica del ciclo. Chi vuole arrivare al canale veloce deve accettare una prima operazione lenta, e chi pianifica un prelievo importante la programma dopo aver superato quel primo giro, non prima.
Tassazione delle vincite e conti che non tornano
Una vincita pagata da un concessionario ADM non viene tassata in capo al giocatore e non si dichiara, perché l’imposta grava sul concessionario: la stampa di settore la descrive come «tassata alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una affermazione che circola sulla stampa e non risulta confermata su una pagina dell’autorità fiscale, quindi la conclusione onesta per chi ha importi rilevanti è una sola: consultare un commercialista.
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, per il D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 il cui numero resta incerto, è pari al 20,5 % se il gioco è raccolto sulla rete fisica e al 24,5 % se raccolto a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite pagate. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote; prima erano il 43 % e il 47 %. Le scommesse virtuali su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’incasso al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile è una questione aperta.
Il 24,5 % è una partita tra il concessionario e lo Stato, e vale la pena dirlo con le parole giuste perché la confusione qui è la norma: quel 24,5 % è calcolato sulla differenza tra puntate e vincite pagate, ed è la ragione per cui nessuno vede una riga di imposta sul proprio estratto conto. Diverso è il caso di chi gioca su un sito senza concessione. L’Agenzia delle Entrate, nella risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, imponibili sotto l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730, e l’aliquota IRPEF applicata non è definita. Messa come va messa: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Il conto che non torna qui è di prospettiva. Un operatore senza concessione promette spesso di più e non trattiene nulla alla fonte: nessuna ritenuta, nessun bonus dichiarato allo Stato. Quello che il giocatore guadagna in apparente semplicità lo perde in tutele — niente RUA, niente limiti obbligatori, nessuna vigilanza italiana — e lo trova poi nel modello della dichiarazione, dove l’intero importo ricevuto entra nel reddito senza deduzioni. Chi gioca su un sito oscurabile scommette, oltre che sull’evento, anche sulla permanenza del sito e sulla propria diligenza fiscale.
Domande frequenti
Quali metodi di pagamento accettano i bookmaker con concessione ADM?
Non esiste una norma che elenchi i canali approvati: ogni concessionario sceglie i propri e li scrive nelle sue condizioni. Sul mercato si vedono carte di credito e debito, PostePay e altre prepagate, PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti nei punti vendita autorizzati, entro 100 € a settimana. Chi accetta PostePay, e in quale direzione, lo decide ciascun operatore.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il giocatore sceglie in registrazione un limite settimanale o mensile, e gli operatori chiedono anche limiti di ricarica, di spesa e di tempo. Il meccanismo ha una regola fissa: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato aspetta sette giorni. Il tetto di deposito che ADM fissa nella gara di concessione non è pubblico.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si controlla l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che al 25 ottobre 2026 ha 52 righe con codici da 16000 a 16051. Il codice non dice quali giochi siano offerti, perché l’elenco non ha quella colonna: la presenza del prodotto scommesse si verifica sul sito .it indicato accanto al codice.
Da che età si può scommettere e che cosa si controlla all’apertura del conto?
L’età minima è 18 anni, e le condizioni di concessione impongono di escludere i minori dal gioco. Il conto di gioco richiede identificazione piena: registrazione con documento, oppure SPID o CIE. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano: l’imposta unica grava sul concessionario, al 24,5 % sulle scommesse raccolte a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite pagate. Per importi rilevanti conviene consultare un commercialista.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita lorda è la puntata moltiplicata per la quota decimale: 10 € a quota 1,85 restituiscono 18,50 €, dei quali 8,50 € sono profitto netto. In una multipla le quote si moltiplicano tra loro e formano un prezzo unico; su un sistema la combinazione delle partite segue le regole del tipo di giocata scelto. La quota è già comprensiva del margine dell’operatore.
Preparato dagli editori di «Garecicliste».
